Il rame è salito molto: che fare?
La possibile fusione tra Rio Tinto e Glencore è un segnale forte sulle prospettive strutturalmente positive del rame.
La possibile fusione tra Rio Tinto e Glencore è un segnale forte sulle prospettive strutturalmente positive del rame.
La possibile fusione tra Rio Tinto e Glencore è un segnale forte sulle prospettive strutturalmente positive del rame. Il fatto che due colossi valutino un’aggregazione di questa portata indica che il rame è ormai considerato l’asset strategico centrale del settore minerario. La domanda è trainata da transizione energetica, reti elettriche, veicoli elettrici e data center, mentre l’offerta resta rigida: nuovi progetti richiedono tempi lunghi, capitali elevati e affrontano crescenti vincoli ambientali e geopolitici. I prezzi ai massimi storici riflettono già parte di queste tensioni, ma le stime di un possibile deficit significativo entro il 2040 suggeriscono che il ciclo non sia di breve periodo. In questo contesto, il consolidamento industriale punta a garantire accesso alle risorse e a rafforzare il potere di mercato, confermando il rame come uno dei metalli chiave del prossimo decennio.
Il prezzo del rame ieri era salito a 12.737,25 dollari la tonnellata, siamo vicini ai massimi storici di sempre che hanno beneficiato anche di una componente speculativa e di aspettative molto ottimistiche (deficit futuri, transizione energetica, M&A). In questo contesto, prendere profitto dopo un forte rialzo ci è sembrato una scelta prudente per mettere in sicurezza i guadagni. Per questo motivo ieri abbiamo passato da acquista a vendi Ishares Copper Miners Ucits (8,18 euro al 8/1; Isin IE00063FT9K6) quotato a Piazza Affari su cui avevamo dato una piccola scommessa (a 7,25 euro al momento della nostra analisi di dicembre; 6,553 euro al momento della nostra analisi di ottobre). D’altronde le previsioni che si leggono in giro per il futuro sono perlopiù di valori medi non superiori a quelli attuali e abbiamo pensato che basta la ripartenza di alcune produzioni, una migliore gestione delle scorte o un calo del ritmo di crescita dell’economia perché i prezzi attuali siano più che sufficienti. Certamente la notizia della fusione tra Rio Tinto e Glencore è significativa del buon momento e del fatto che nel lungo periodo il trend è positivo, ma abbiamo pensato che non sia bene essere ingordi quando un investimento sia andato così bene in pochi mesi.