Ecco come reinvestire il certificate rimborsato
Reinvestimento certificate
Reinvestimento certificate
Per investire quanto è andato in scadenza con il certificato CH1491767567 il consiglio è: scegli un altro certificate, perché avevi già puntato in un certificate. Il capitale viene rimborsato il 16 e potrai trovare l’importo accreditato sul tuo conto nell’arco di qualche giorno. Aspetto importante: ricorda che il tempo necessario per vederti accreditati quei soldi non dipende dall’emittente, ma dalla tua banca – e a quest’ultima devi rivolgerti se non trovi i soldi.
Cosa scegliere? Oggi hai due possibilità di acquisto tra i certificati consigliati. La prima possibilità è un posizionamento su un certificato che ha come sottostanti tre azioni del settore automobilistico. È l’occasione per potersi posizionare su un settore che in generale non è all’acquisto, ma che grazie a un certificato è possibile affrontare, come spiegato qui.
La seconda possibilità è un certificato che punta su quattro indici diversi, di cui tre sono borse e uno è un settore. In questo caso le borse sono Giappone, Brasile e Italia, mentre il settore è quello tecnologico Usa. Questo secondo certificato ha il grande vantaggio di permetterti di prendere posizionamento, per esempio, su una borsa come quella italiana, che non è nei nostri portafogli in quanto le borse della zona euro nel loro complesso non sono nelle nostre strategie; ma non solo: punta sulla borsa giapponese, che è un altro mercato attualmente non consigliato, e sull’indice brasiliano, che invece è una borsa considerata nei nostri portafogli.
Questo certificato ha anche la caratteristica di avere la protezione alla scadenza dall’andamento del tasso di cambio dei relativi mercati su cui investe. Questo significa che, se lo yen dovesse continuare a perdere terreno e rimanere debole nei confronti dell’euro – che è uno dei motivi per cui attualmente stiamo evitando di consigliare i mercati giapponesi – oppure se il real brasiliano dovesse perdere terreno, questo non entrerà nel calcolo della performance di questi indici per verificare se hanno rispettato o meno la condizione per la protezione del capitale. Questo consente, per esempio, di sfruttare le dinamiche positive in valuta locale di mercati azionari come il Brasile e il Giappone senza però doversi esporre al rischio valuta, che in questo caso è anche molto elevato.
Per quanto riguarda il settore Nasdaq 100, che investe nelle 100 maggiori società non finanziarie del Nasdaq, anche in questo caso posizionarsi con un certificato con barriera consente di sfruttare appieno i potenziali rialzi del settore tecnologico americano, evitare di essere impattati dal dollaro e prendere posizionamento su un settore come quello tecnologico che ha già corso molto e che potrà farlo ancora. Avere una protezione fino a -50% risulta quindi essere un’ottima soluzione per investire su settori che hanno già corso molto.
C’è poi una cosa di cui ricordarsi: attenzione a non scartare un certificato solo perché ha una cedola inferiore rispetto ad altri. Questo per il semplice fatto che gli indici, tranne in casi particolari, sono meno volatili delle singole azioni. È una questione di rischio/rendimento, ma non solo. Soprattutto in questo periodo, in cui l’incertezza è elevata e le tensioni geopolitiche sono molto forti, inserire in portafoglio un prodotto che punta su indici e che ha comunque una protezione fino a -50% risulta essere una scelta non solo sensata, ma anche consigliabile, perché permette di inserire una maggiore stabilità all’interno dei tuoi investimenti. Per approfondire anche la questione del non scegliere il certificato solo e solamente in base alla cedola o al prezzo, puoi approfondire qui.
In generale, anche il certificato sull’automotive è consigliato all’acquisto ed è quindi valido, ma in un’ottica più ampia di portafoglio, nel contesto attuale, tatticamente può essere più interessante, tra i due, pur rimanendo entrambi all’acquisto, il prodotto sugli indici, proprio per la sua natura più difensiva.
Tieni anche conto che il prodotto sugli indici è soft callable, quindi può essere richiamato a discrezione dell’emittente se si verificano determinate condizioni, ma qualora queste siano verificate l’emittente non è tenuto a farlo. Questo significa che potresti inserire in portafoglio un prodotto che ti paga una cedola dell’8% per molto tempo. Il prodotto sulle azioni dell’automotive, invece, ha un richiamo automatico da giugno. Ovviamente non è detto che a giugno sarà sicuramente rimborsato, ma qualora tutti i sottostanti dovessero rispettare la condizione per il richiamo, l’emittente lo richiamerà in automatico e non può decidere di non farlo.
In altri termini, potresti avere da una parte un prodotto che ti paga una cedola un po’ più bassa ma per molto più tempo, e dall’altra un prodotto che ti paga una cedola più alta ma per meno tempo. È chiaro che è difficile prevedere cosa ne sarà di questi prodotti, ma non è detto che scegliendo il prodotto a cedola più alta si ottenga necessariamente un flusso totale di cedole incassate più elevato, proprio per il discorso appena visto.