Borse in rosso? I dazi spaventano?
Mercati in rosso?
Mercati in rosso?
Le tensioni legate alla Groenlandia e, soprattutto, le minacce dell’amministrazione Trump di introdurre nuovi dazi aggiuntivi nei confronti di quei Paesi che decideranno di osteggiare o di mettersi tra gli Stati Uniti e la Groenlandia hanno riportato tensione sui mercati. Dopo le perdite di lunedì 19, anche martedì 20 i mercati europei hanno aperto in negativo, in attesa della riapertura di Wall Street.
Le tensioni geopolitiche, nelle quali rientra anche la questione dei dazi, in quanto utilizzati a tutti gli effetti come uno strumento politico da parte dell’amministrazione Trump, rientrano tra uno dei grandi rischi dei mercati di questo 2026. Ne avevamo parlato e lo avevamo anche anticipato: i mercati avevano iniziato l’anno positivamente, ignorando le questioni venezuelane e pensando che non ci sarebbero state escalation dal punto di vista geopolitico dopo la mossa sul Venezuela. È anche vero che i rischi geopolitici sono difficilmente stimabili e scontabili all’interno dei prezzi di mercato rispetto ad altri rischi di natura più prettamente finanziaria e questo crea una situazione che potremmo definire quasi dissonante, con mercati che crescono mentre ciò che arriva dall’economia e dalla politica richiederebbe invece una maggiore cautela. È anche la dimostrazione di come il rischio percepito da parte degli investitori, quando i mercati continuano a salire, sia in realtà molto più basso rispetto al rischio reale.
COSA FARE? STRATEGIA E TATTICA
Che cosa fare per gestire questa situazione? Bisogna ricordarsi sempre che ciò che è importante non è prevedere che cosa succederà tra tre giorni, una settimana, un mese, due o tre anni: questo è impossibile. Quello che fa di un investitore un attore che si comporta nella maniera corretta sui mercati è l’essere preparato a ciò che succederà e, soprattutto, a come reagisce. Bisogna quindi ricordarsi sempre la differenza tra strategia e tattica negli investimenti, di cui abbiamo parlato qui.
La strategia è fondamentalmente il percorso che vogliamo seguire ed è ciò che ci deve portare da dove siamo oggi a dove saremo, per esempio, tra un determinato numero di anni. È un po’ come se avessimo definito un punto di partenza e una meta nel nostro cammino. Per realizzare questo percorso abbiamo un navigatore che ci segna l’itinerario da seguire. Questo navigatore sono i portafogli: rimanere diversificati e non pensare di liquidare tutte le proprie posizioni per uscire quando i mercati scendono, per poi rientrare quando torneranno a guadagnare, non è la scelta giusta. Le analisi e gli studi dimostrano che rimanere investiti, quindi “acquista e mantieni”, è una strategia che rende di più rispetto al continuo tentativo di entrare e uscire dal mercato cercando di sfruttare il momento giusto. È la differenza tra “market timing” e “timing the market” che abbiamo spiegato qui.
A questo si affianca la tattica. La tattica rappresenta quelle soluzioni che possiamo inserire di volta in volta a seconda delle situazioni congiunturali e di ciò che il mercato offre. Possono essere opportunità che si presentano perché, quando i mercati scendono in maniera eccessiva, si aprono occasioni di acquisto dovute a sottovalutazioni importanti che vale la pena sfruttare. Oppure queste decisioni tattiche possono rappresentare la scelta di prodotti da inserire in portafoglio.
Ritornando all’analogia della mappa, se il portafoglio rappresenta la cartina e l’itinerario da seguire, la tattica rappresenta quelle deviazioni dal percorso principale che inizialmente il nostro navigatore non ci aveva indicato, ma che ora ci suggerisce perché si sono formate, per esempio, delle code, dei rallentamenti o perché c’è la chiusura di una strada. Prendiamo delle deviazioni perché il tragitto iniziale non è più il migliore. Questo significa però rimanere sempre investiti nel nostro portafoglio e fare delle scelte di volta in volta che lo adeguano al contesto.
I PORTAFOGLI, NELLA PRATICA
Per quanto riguarda l’aggiornamento del portafoglio, quindi valutare se abbia ancora senso mantenere un determinato mercato o un’asset class, oppure se valga la pena aumentarne o diminuirne il peso, ce ne occupiamo noi con la revisione periodica dei portafogli. Dunque, se segui i nostri investimenti da questo punto di vista e applichi gli eventuali cambiamenti ai portafogli, non avrai grossi problemi.
Ci sono poi soluzioni tattiche con cui il portafoglio può essere ulteriormente aggiustato. Come abbiamo dimostrato in questa analisi, per esempio, in un contesto come quello attuale può essere utile investire tramite fondi e quindi sfruttare non solo la diversificazione che deriva dalle nostre strategie di investimento, ma anche le strategie attive dei diversi gestori, che inseriscono un’ulteriore soluzione per gestire al meglio la volatilità dei mercati. Inoltre, in una situazione come questa, stare sempre dietro ai mercati per individuare eventuali cambiamenti è un lavoro laborioso e non è detto che ci sia sempre il tempo per farlo. Proprio per questo le soluzioni “chiavi in mano” che abbiamo ideato con Fundstore, che ti consentono di creare il portafoglio con un solo clic, di essere avvisato via e-mail di qualunque cambiamento e di poter implementare le modifiche con un semplice clic, diventano uno strumento che aiuta a gestire la volatilità dei mercati e a seguire i propri investimenti senza perdersi nessun aggiornamento. Anche la modalità di comunicazione con cui cambiare il proprio portafoglio rientra in una soluzione tattica. Per questo, se vuoi essere sempre aggiornato, seguito e avere i tuoi portafogli adeguati al contesto attuale, puoi prendere in considerazione di replicare le tre strategie pensate per Altroconsumo.
Ovviamente i portafogli, come abbiamo sempre detto, rappresentano il core, cioè il cuore dei tuoi investimenti. Come soluzioni tattiche aggiuntive, una volta replicato il portafoglio scelto, che può essere costruito anche in modalità fai-da-te acquistando direttamente gli ETF che consigliamo per i nostri tre portafogli, è possibile inserire strumenti che possono aiutarti in situazioni di calo o per gestire meglio anche ribassi importanti dei mercati. Uno di questi strumenti sono sicuramente i certificati con una barriera anche profonda, tra il 40% e il 50%, che grazie ai loro payoff asimmetrici consentono di rimanere investiti e di guadagnare incassando cedole anche in situazioni di ribasso dei mercati, purché i ribassi rientrino all’interno della barriera.
Tra i diversi certificati, per avere una maggiore tutela del proprio investimento in una situazione come quella attuale, è preferibile un investimento su certificati che lavorano su indici anziché su singole azioni. Un certificato con sottostante azioni, anche con una barriera profonda, offre comunque una buona protezione, ma un certificato su indici, che sono meno volatili delle singole azioni, e con una barriera più profonda, come quello che stiamo consigliando con barriera addirittura pari al 50%, offre una protezione ancora più importante. È vero che la cedola è più bassa, ma parliamo comunque di un rendimento annuo intorno all’8%, quindi comunque molto elevato, a fronte di una protezione significativa nei casi di ribasso. Per questo, in situazioni come quelle attuali, inserire in portafoglio un certificato come quello di cui abbiamo parlato diventa una soluzione tattica da implementare.
ATTENZIONE AI SINGOLI O BREVI RIBASSI
Le cose, come già avvenuto in passato, potrebbero riadattarsi velocemente. Questo è uno dei motivi per cui è molto importante il comportamento che assumiamo. Due, tre o quattro giornate negative di Borsa non rappresentano un vero e proprio calo strutturale né una situazione di mercato “orso”. È chiaro che, se dovessero verificarsi ulteriori cali, o se ci fossero azioni o settori o obbligazioni più colpiti rispetto ad altri, te ne daremo conto e potrai inserirli in portafoglio, sfruttando così la volatilità e i ribassi di Borsa che per molti sono fonte di paura e di rischio, ma che in realtà rappresentano anche momenti utili per entrare sui mercati.