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Nel dubbio, parlane

16 giugno 2020

16 giugno 2020

Nonostante tutta la prudenza possibile, su Internet può accadere sempre che i ragazzi si trovino di fronte a contenuti inappropriati e discutibili. Chi può aiutarli?

È importante che i bambini e i ragazzi capiscano di non essere da soli quando vedono online contenuti o comportamenti che li mettono a disagio, soprattutto se sono dannosi per loro o per qualcuno a cui tengono. Non dovrebbero mai esitare a chiedere aiuto a te o a un altro membro della famiglia di cui si fidano. Per loro è anche utile sapere che esistono diversi modi per essere coraggiosi e agire, come parlare di qualcosa offline e utilizzare gli strumenti di segnalazione online. 

I genitori hanno un ruolo fondamentale e difficile allo stesso tempo. I figli hanno bisogno di contare su una figura presente, ma non invasiva. Gli incontri che possono fare online sono molti e possono essere tali da necessitare un confronto serio con qualcuno di più grande. 
Se dovesse accadere, è bene che il genitore sia pronto ad ascoltare senza giudicare (almeno in una prima fase) e magari avendo qualche conoscenza del problema e delle sue soluzioni. A volte il panico può portare i giovani a cercare di rimediare con soluzioni ben peggiori del problema che vogliono risolvere: serve una mente fredda e preparata per evitare che commettano leggerezze.

È successo...

Vediamo alcune delle situazioni più frequenti che accadono online e che mettono in difficoltà i nostri figli:

  • Qualcuno minaccia i loro dati, con un virus o con una email sospetta. 
  • Non sanno distinguere tra una truffa online ben camuffata e un’occasione da cogliere. 
  • Vengono interpellati da un altro utente su argomenti scomodi, riservati o imbarazzanti. 
  • Si rendono conto di aver condiviso contenuti che non avrebbero dovuto condividere
  • Temono di essere stati ricattati o che il loro account sia stato violato.

Come nella vita reale, il dialogo con i figli si costruisce a poco a poco, serve fiducia reciproca e soprattutto serve essere credibili ai loro occhi. Se queste condizioni già esistono, allora sarà più facile innescare quell’empatia necessaria per affrontare il problema. Innanzi tutto, non drammatizzare la situazione. Per quanto grande sia il problema si può affrontare. Un virus che paralizza un account o un tentativo di truffa si possono risolvere facilmente cambiando le password e contattando la polizia postale. Ma se invece tuo figlio è rimasto vittima di un comportamento lesivo, fagli subito percepire il tuo appoggio: deve capire che quello che ha visto o letto non è la verità, ma solo l’opinione di qualcuno disinteressato a lui. Se si rende conto di aver condiviso un contenuto inappropriato, privilegia prima la ricerca di una soluzione: su Internet nulla è reversibile, ma rimediare si può sempre. Errare è umano, ammettere un errore è cosa buona.

Come si può agire

Come nella vita reale, il dialogo con i figli si costruisce a poco a poco, serve fiducia reciproca e soprattutto serve essere credibili ai loro occhi.
Se queste condizioni già esistono, allora sarà più facile innescare quell'empatia necessaria per affrontare il problema. Innanzitutto, non drammatizzare la situazione. Per quanto grande sia il problema, si può affrontare. Un virus che blocca un account o un tentativo di truffa si possono risolvere facilmente cambiando le password e contattando la polizia postale.

Se invece tuo figlio è rimasto vittima di un comportamento lesivo, fagli subito sentire il tuo appoggio: deve capire che quello che ha visto o letto non è la verità, ma solo l’opinione di qualcuno disinteressato a lui. Se si rende conto di aver condiviso contenuti inappropriati, privilegia prima la ricerca di una soluzione: su Internet nulla è reversibile, ma si può sempre rimediare.

Errare è umano, ammettere di aver fatto un errore è cosa buona.

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