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Olio di palma: non adatto ai più piccini

11 maggio 2016
Olio di palma: non adatto ai più piccini

Tanto usato negli snack, l'olio di palma è stato valutato dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare: in quantità elevate non è adatto ai più piccoli, a causa delle sostanze tossiche derivate dal processo di raffinazione. Ma il suo problema è anche la sua grande quantità di grassi saturi. Facciamo chiarezza.

Due fronti opposti

Spot televisivi e pubblicità sulla stampa hanno cercato di dare un'immagine positiva dell'olio di palma quale ingrediente di origine naturale, sano e anche sostenibile per l'ambiente. Di certo "naturale" lo è visto che è un olio vegetale, ma se dubbi su aspetti nutrizionali e sulla sostenibilità ci sono da tempo, un recente dossier dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha sollevato nuove criticità.

Lo studio dell'Efsa

Secondo questo recente studio, l'olio di palma (assieme ad altri oli vegetali e margarine usate nell'industria alimentare) farebbe particolarmente male soprattutto a bimbi e adolescenti. La ragione è che, secondo l'Efsa, l’olio di palma contiene tre sostanze tossiche che si formano nel processo di raffinazione ad alte temperature (200°C): il problema è che, rispetto agli altri oli vegetali, il grasso tropicale ne contiene da 6 a 10 volte di più. Un allarme, quello lanciato dall'Efsa, raccolto subito da Coop che, per prima, ha sospeso la produzionei suoi prodotti con olio di palma. 

Troppi grassi saturi

Dal punto di vista nutrizionale, invece, il problema dell'olio di palma è la grande quantità di grassi saturi che fornisce all’organismo. E visto che è presente in un gran numero di prodotti alimentari, il rischio di assumerne troppi è elevato. Meglio quindi fare attenzione alle indicazioni riportate in etichetta. Una posizione che ha espresso anche l'Istituto Superiore di Sanità. A fare più attenzione (sempre secondo l’Iss) devono essere i bambini tra i 3 e i 10 anni: quelli cioè che consumano più merendine. Se vuoi sapere quali sono le merende più equilibrate o quelle dove non è presente l'olio di palma puoi consultare il nostro servizio online per confrontare le merendine oppure scaricare sul tuo telefono l’app Merendiario che oltre a indicarti le merende prive di olio di palma ti consente di creare il diario personale delle merende del tuo bambino. Da quando è diventato obbligatorio indicarlo esplicitamente in etichetta, senza camuffarlo più dietro la generica scritta "oli vegetali" si è scatenato un dibattito infuocato e confuso tra chi lo condanna e chi, invece, lo difende.

Di cosa stiamo parlando

L'olio di palma è l'olio vegetale più usato al mondo, non solo in prodotti alimentari, ma anche nel settore cosmetico, energetico, farmaceutico e persino nella produzione di mangimi. Le ragioni del boom derivano dal fatto che, sia per i coltivatori sia per i produttori, è una vera manna: la pianta da cui deriva - coltivata in Malesia e Indonesia in primis (86% della produzione globale) - rende moltissimo, per cui il raccolto su una certa superficie di terreno dà molto più olio rispetto ad esempio alla soia o al girasole che richiederebbero più spazio. Ha un ulteriore vantaggio per l'industria alimentare: è un grasso solido come il burro e quindi rende gli alimenti cremosi senza influenzare i sapori e permette anche di conservarli più a lungo.


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