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Caso Avastin: respinti i ricorsi di Novartis e Roche. Confermata multa da 180 milioni

2 dicembre 2014
Caso Avastin: respinti i ricorsi di Novartis e Roche. Confermata multa da 180 milioni

Il Tar conferma la sanzione da 180 milioni di euro respingendo i ricorsi di Roche e Novartis. Le due multinazionali del farmaco dovranno quindi pagare la salata multa inflitta dall'Antitrust perché ritenute colpevoli di aver fatto "cartello" per favorire il farmaco più caro (Lucentis) per la cura della maculopatia senile. Un accordo che è costato al Servizio sanitario nazionale 1,2 miliardi di euro. Chiediamo che quei soldi tornino ai cittadini/pazienti. Avanziamo tre proposte, vota quella che preferisci.

Soldi dei cittadini

Il Tar del Lazio ha confermato la maxi-multa di 180 milioni di euro stabilita dall'Antitrust alle aziende farmaceutiche Roche e Novartis per il cartello volto a favorire le vendite di un farmaco, il Lucentis, molto più caro ma sostanzialmente identico all'Avastin, per uso oftalmologico. Una vittoria per pazienti cittadini e per Altroconsumo che era intervenuta in giudizio a dare man forte all’Antitrust. L'intesa fra le due case farmaceutiche è costata alla collettività e al Servizio Sanitario Nazionale ben 1,2 miliardi di euro. Il Governo ha chiesto alle due case farmaceutiche di risarcire questa spesa. Era esattamente quanto avevamo richiesto al ministero. Ora chiediamo che i soldi recuperati vengano accantonati in un fondo creato ad hoc e utilizzati in progetti concreti a favore dei cittadini. Unisciti alla nostra battaglia ed esprimi una preferenza fra le diverse proposte di utilizzo dei fondi. Abbiamo avanzato tre proposte: ticket meno cari, maggiori aiuti agli anziani, servizio pubblico a tariffe calmierate per le cure odontoiatriche.

 

Chiediamo insieme di recuperare i nostri soldi, vota il progetto su come riutilizzarli

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Avastin torna nella lista dei farmaci a carico del Ssl

L'Aifa (Agenzia italiana del farmaco) aveva già accolto la richiesta di reinserire Avastin fra i farmaci a carico del Ssn. Una grande vittoria per i pazienti, vittime dell'intesa fra Roche e Novartis per favorire il farmaco più caro (Lucentis) per la cura della maculopatia. In seguito alla decisione dell'Antitrust di sanzionare le due aziende, infatti, avevamo inviato una diffida all'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) perché inserisse subito il farmaco Avastin nella lista dei farmaci a carico del sistema sanitario nazionale. Chiedevamo che Avastin fosse reinserito nella lista dei farmaci autorizzati (legge n. 648 del 1996) e usato nelle strutture ospedaliere, a vantaggio della salute dei pazienti e delle casse del Servizio sanitario nazionale. Quanto esposto nella nostra diffida ad Aifa era stato confermato dal più alto organo scientifico in materia di salute, il Consiglio Superiore della Sanità, che ha certificato come i farmaci Avastin e Lucentis "non presentano differenze statisticamente significative dal punto di vista dell'efficacia e della sicurezza nella terapia della degenerazione maculare senile".

Nessuna prova che Lucentis sia più sicuro di Avastin

Nel settembre 2012, proprio per ragioni di sicurezza, l’Agenzia italiana del farmaco aveva deciso di sospendere ogni utilizzo oftalmico di Avastin, lascindo Lucentis come unica opzione autorizzata. Lo stop era dovuto alle numerose segnalazioni, provenienti da tutta Europa, di effetti collaterali non oculari gravi, come emorragie, infarti, ictus e trombosi. Una recente revisione degli studi compiuta dalla Cochrane Collaboration, vera e propria autorità nel valutare le prove di efficacia e sicurezza,  ha però smentito questa supposta maggiore pericolosità di Avastin. Passando in rassegna gli studi, tutti finanziati da enti pubblici, che confrontano i due farmaci, non emergono prove che Lucentis sia più sicuro di Avastin. Entrambi i farmaci comportano effetti indesiderati gravi, compresi quelli di tipo vascolare, con frequenze sovrapponibili. Secondo i ricercatori, le prove disponibili sono poco precise, ma suggeriscono che, se una differenza esiste tra i due farmaci, questa è probabilmente piccola. L’utilizzo di Lucentis al posto di Avastin come terapia di routine per ragioni di sicurezza non sarebbe quindi sostenuto dai dati scientifici, specialmente alla luce del fatto che non ci sono differenze sostanziali in termini di efficacia tra i due farmaci.

Rinunciare alle cure

Si sono rivolti a noi parecchi consumatori per segnalarci i loro casi vissuti; tra questi, c’è anche la toccante vicenda che ci ha raccontato la signora Flisi, la cui madre, affetta da maculopatia, ha dovuto di fatto sospendere le cure con l'Avastin da quando l'Aifa l'ha escluso dalla lista dei farmaci utilizzabili anche al di fuori delle indicazioni impresse sul bugiardino.

 

Come la madre della signora Flisi, sono tanti i pazienti che in pratica hanno dovuto rinunciare a curarsi, a causa della decisione dell’Aifa (nell’ottobre 2012) di escludere l’Avastin dalla lista dei prodotti utilizzabili anche per casi non specificati nel bugiardino (i cosiddetti "off label"): il suo sostituto (il Lucentis), infatti, dato l’enorme costo, è stato somministrato dal Servizio Sanitario Nazionale con sempre meno frequenza, e molti pazienti non potendo pagare di tasca propria questo secondo farmaco, hanno sostanzialmente dovuto rinunciare alle cure. Un fatto grave che non deve più ripetersi.



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