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Iva sulla tassa rifiuti, la class action approda a Firenze

19 marzo 2013
Iva sulla tassa rifiuti, la class action approda a Firenze

Come stabilito dalla Corte Costituzionale, l'Iva sulla Tia non doveva essere applicata. Dopo quella contro Ama Roma, abbiamo presentato una nuova class action contro Quadrifoglio, l'azienda municipalizzata fiorentina. Verifica la situazione del tuo Comune e aderisci anche tu.

Dopo la prima class action, la nostra azione per richiedere il rimborso dell'Iva sulla tassa rifiuti continua. Abbiamo presentato una nuova class action contro Quadrifoglio servizi ambientali area fiorentina s.p.a. Oltre a Firenze, il territorio servito per la Tia da Quadrifoglio comprende anche Calenzano, Campi Bisenzio, Fiesole, Greve in Chianti, San Casciano in Val di Pesa, Scandicci, Sesto Fiorentino, Signa, Rufina, Rignano sull’Arno, Reggello, Pontassieve, Incisa in Val d’Arno, Figline Valdarno. Fino ad ora in questo bacino abbiamo raccolto 1424 preadesioni alla class action.

Verifica la tua situazione

La class action contro Ama Roma
La prima class action, che ha raccolto oltre 5000 preadesioni, è stata presentata contro Ama Roma, l'azienda municipalizzata della Capitale. In dieci anni di riscossione dell'Iva sulla Tia, illegittima secondo la Corte Costituzionale, il Comune ha intascato oltre 454 milioni di euro. Questo calcolo è la proiezione su diceci anni di esborso di circa 26 euro all'anno, su un profilo medio di una famiglia composta da due persone che vive in una casa di 80 metri quadri. È vero che il Comune ha eliminato l'Iva dal 2010, ma è anche vero che la Tia è aumentata di pari importo. Visto che restituire quanto riscosso illegittimamente non sembra essere tra le priorità della municipalizzata capitolina, ti invitiamo a verificare la tua situazione e unirti alla nostra class action.

La chiarezza dopo anni di confusione
La Tia 1 (Tariffa di igiene ambientale, in altre parole la tassa rifiuti) è un tributo, quindi non deve essere assogettata a Iva. Risale al 2009 la sentenza con la quale la Corte Costituzionale aveva prospettato ai contribuenti la possibilità di ottenere il rimborso di quanto indebitamente pagato. Dopo anni di confusione, l'ultima sentenza della Corte di Cassazione (del 9 marzo 2012) fa nuovamente chiarezza su quanto non c’era bisogno di ribadire ulteriormente: l’Iva sulla Tia 1 non è dovuta perché si tratta di un tributo. Ma il Governo, al quale abbiamo portato le 35.000 firme raccolte in una petizione, ha risposto negativamente alla nostra richiesta di trovare una soluzione per rimborsare quanto dovuto. Per questo abbiamo deciso di diffidare molti Comuni e di avviare alcune class action.

Quanto mi deve lo Stato?
Ma in fin dei conti, di che cifre stiamo parlando? Ogni caso è a sé, bisogna recuperare le fatture e verificare se è stata pagata la Tia (non tutti i contribuenti sono sottoposti a questo tributo) e da quanto tempo. A questo punto vanno sommati gli importi versati come Iva al 10% negli ultimi 10 anni. Il totale è quanto ti spetta di rimborso, la cifra dovrebbe essere compresa fra i 70 e i 150 euro complessivi. Considera però che non tutti i Comuni applicano la Tia da 10 anni. Ad esempio per Firenze, in un appartamento di 90 metri quadri abitato da 4 persone, il rimborso sarebbe di circa 100 euro, considerando che questo Comune è passato alla Tia nel 2005. La stessa situazione darebbe diritto a un rimborso di 86 euro a Bolzano per gli ultimi cinque anni e di 78 euro a Trento per gli ultimi 4 anni.



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