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Rimborso Iva sulla tassa rifiuti: niente di fatto
Rimborso Iva sulla tassa rifiuti: alcune sentenze emesse da Giudici di Pace hanno dato ragione ai contribuenti che avevano presentato ricorso, altre sono andate in direzione opposta. Difficile poter riavere i soldi.
Sentenze contraddittorie, da parte di diversi Giudici di Pace, sui ricorsi presentati dai contribuenti per ottenere il rimborso dell’Iva pagata sulla Tia.
La prima sentenza della Corte Costituzionale
Con la sentenza 238 del 2009 la Corte Costituzionale aveva riconosciuto la natura tributaria della Tia (Tariffa igiene ambientale), con la conseguenza di non poter essere assoggettata ad Iva. Per quasi un anno i Comuni sono andati avanti in ordine sparso nel concedere o no i rimborsi e nel continuare o no ad applicare l'Iva, anche perché il Governo non ha mai preso una decisione definitiva in merito. Nel 2010, rispondendo a un interpello presentato dalla Trevisoservizi, l'Agenzia delle entrate aveva chiarito che l'Iva non doveva essere applicata alla Tia, in quanto tributo. Ma con una circolare del dipartimento delle Finanze è stato stabilito che la Tia ha natura non tributaria e come tale deve essere assogettata all'Iva. Altroconsumo ha presentato una petizione firmata da 11mila persone con la quale chiedevamo al Governo di prendere una decisione definitiva, in linea con la sentenza della Corte Costituzionale, e di riconoscere ai contribuenti il diritto al rimborso dell'Iva pagata negli anni passati. Il Governo purtroppo non ha fatto nulla e non sembra esserci spazio per una soluzione definitiva al problema.
I successivi pronunciamenti dei Giudici
Diversi Giudici di pace e Commissioni tributarie si sono espressi sulla questione, in risposta a ricorsi presentati dai singoli contribuenti, ma le sentenze sono contraddittorie e sembrano dipendere dal “punto di vista” del Giudice interpellato. Inoltre, le sentenze che hanno visto vincitori i contribuenti sono solo di primo grado, ciò significa che quasi certamente i Comuni o le municipalizzate soccombenti presenteranno ricorso in appello con il rischio di ribaltamento delle sentenze di primo grado e del pagamento di maggiori spese per i contribuenti. Per questo motivo, non ci sentiamo di consigliare ulteriori cause per ottenere tale rimborso, il rischio potrebbe non valere la candela.
Il futuro della Tia
Con la manovra di dicembre il nuovo Governo sembra aver dato un colpo di spugna alla questione complessa di Tarsu, Tia1 e Tia2, mandandole tutte in pensione. Infatti, a partire dal 2013 dovrebbe nascere un nuovo tributo comunale su rifiuti e servizi che sostituisce le vecchie tariffe. La legge istitutiva parla di un tributo e, come tale, non deve esser soggetto a Iva, Altroconsumo vigilerà attentamente che non vengano fatti gli stessi errori del passato.