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Finanza

Termometro Altroconsumo: aumentano le difficoltà economiche degli italiani

15 mar 2022

Secondo l’indagine annuale, cala di 2,7 punti l’indice che fotografa la capacità delle famiglie di affrontare le spese quotidiane. Nel 2022 maggiori impedimenti economici per 1/3 dei rispondenti. Nord vs Sud: situazione grave per il 10% delle famiglie nel Meridione.

Torna l’annuale analisi Altroconsumo sulla capacità delle famiglie italiane di sostenere le spese principali della vita di tutti i giorni. L’Organizzazione di consumatori - insieme alle omologhe di Spagna, Belgio e Portogallo che fanno parte di Euroconsumers - ha condotto la periodica indagine che stima, tramite un indice studiato ad hoc, il livello di difficoltà dei consumatori nell’affrontare le spese durante l’anno precedente, le differenze fra le aree geografiche e fra le tipologie di famiglia, insieme alle aspettative per l’anno a venire. Il Termometro Altroconsumo registra un peggioramento generale per gli italiani nel sostenere le spese dei 6 diversi ambiti analizzati: abitazione, mobilità, salute, cultura e tempo libero, alimentazione, istruzione. L’indice italiano di quest’anno è pari a 46,2, in linea con i risultati degli altri Paesi, fatta eccezione per il Belgio che mostra l’indice più alto dei 4, pari a 53,7.



NEL 2021, DIFFICOLTÀ IN AUMENTO: SALUTE, ABITAZIONE E MOBILITÀ LE VOCI PIÙ CRITICHE

In primo luogo, durante l’inchiesta, è stata fotografata la capacità degli italiani di sostenere le principali spese quotidiane. Nel 2021 il numero di famiglie in grado di affrontarle senza difficoltà è diminuito: l’indice è, infatti, passato da 48,9 a 46,2 nel 2021. Gli ambiti in cui si riscontrano maggiori disagi sono la salute (per il 43% dei rispondenti), l’abitazione (per il 39%) e la mobilità (37%). In particolare, rispetto al 2020 si registra un importante aumento delle famiglie in difficoltà a pagare le bollette (+10%), le spese per l’automobile (+9) e quelle dentistiche (+6%). Anche per quanto riguarda il tema risparmio si registra un calo: è stato, infatti, faticoso mettere soldi da parte per il 68% degli intervistati.

ITALIANI A CONFRONTO: FORTI DISAGI PER LE FAMIGLIE DEL MERIDIONE E PER QUELLE IN CUI I PARTNER NON SONO LAUREATI

In secondo luogo, è stato effettuata una comparazione sia fra le diverse zone della Penisola che fra le varie tipologie di famiglie. Anche nel 2021 emergono importanti differenze fra Nord e Sud. Nel Mezzogiorno la percentuale di famiglie in grave difficoltà economica risulta, infatti, particolarmente alta (10%). Nello specifico, le Regioni in cui si riscontrano una situazione peggiore sono Calabria, Abruzzo, Sicilia, Campania, Marche e Umbria. Quelle in cui, invece, il panorama è più positivo sono la Liguria, la Lombardia, il Piemonte, l’Emilia-Romagna e il Veneto.
Paragonando le tipologie di nuclei familiari, si conferma una maggior agilità nella gestione delle spese fra le famiglie in cui entrambi i partner sono laureati (indice pari a 52,6) rispetto a quelle in cui non lo sono (42,9). Forti i disagi per i single under 35 che registrano un indice pari a 42,3, ma lo stato più critico si riscontra nelle famiglie in cui uno dei partner è disoccupato (37).

ASPETTATIVE PER IL 2022: PESSIMISTA 1 INTERVISTATO SU 3

Nell’inchiesta si è cercato di fotografare anche quella che è la percezione degli italiani per l’anno in corso. La percentuale di cittadini che pensano che le difficoltà economiche aumenteranno è pari al 35% contro un 19% che ritiene, invece, che ci saranno miglioramenti. Per quanto riguarda i risparmi, il 71% dei rispondenti teme che sarà difficile per la propria famiglia mettere soldi da parte quest’anno. Sia sulla situazione attuale sia, di conseguenza, sui pronostici futuri pesa ancora l’effetto Covid. Ben 1 famiglia su 3 ha subito una riduzione delle entrate nel 2021 per la pandemia, principalmente (46% dei casi) a causa di un periodo di inattività professionale.

“Il termometro segna rosso: sempre più famiglie fanno fatica a sostenere le spese quotidiane, segno di un generale impoverimento degli Italiani che si conferma nelle aree già in difficoltà e si allarga anche nuove fasce della popolazione, toccando anche il cosiddetto ceto medio. Un quadro ancor più preoccupante se pensiamo alla crisi che, proprio in queste ultime settimane, si sta ulteriormente acuendo per via dei rincari di energia, carburanti e prodotti alimentari, accelerata dal conflitto in Ucraina. In questo scenario, non possiamo che raccogliere e condividere la preoccupazione delle persone, che temono un ulteriore peggioramento nel prossimo futuro” dichiara Federico Cavallo, Responsabile Relazioni Esterne Altroconsumo. “Ecco perché proprio oggi, Giornata Mondiale dei Diritti dei Consumatori, chiediamo alle istituzioni che si continui ad agire con determinazione e a 360° per supportare concretamente i cittadini in un momento così critico, in cui si rischia non solo una brusca frenata della ripresa ma di veder aumentare disuguaglianze e disagio sociale” conclude.

NOTA METODOLOGICA:

A dicembre 2021, Altroconsumo ha sottoposto un campione di 2.599 italiani (distribuito su tutto il territorio nazionale e composto da individui dai 25 ai 79 anni) un questionario in cui è stato chiesto di indicare:

  • quanto è stato difficile nel 2021 affrontare le spese relative a 6 ambiti - abitazione, mobilità, salute, cultura e tempo libero, alimentazione, istruzione - e relativi sotto-ambiti, per il proprio nucleo familiare
  • quanto pensano che sarà difficile farlo nel 2022
  • quanto ciascun ambito è importante per la qualità di vita del proprio nucleo familiare.

A partire dai dati rilevati è stato calcolato un indice compreso tra 0 e 100 che esprime la capacità delle famiglie di sostenere le spese principali nel corso del 2021. L’indice tiene in considerazione l’importanza che ciascuna dimensione ha sulla qualità di vita. Più è alto il valore dell’indice più è stata agevole la situazione delle famiglie e viceversa (più è basso e maggiori sono state le difficoltà).

Il valore dell’indice non può essere interpretato come una scala di giudizio di per sé (es. 60 non significa sufficiente), tuttavia in base al valore osservato tra chi dichiara difficoltà su tutte le 6 dimensioni (gravi difficoltà economiche) e tra chi dichiara di non avere difficoltà per nessun ambito di spesa (nessuna difficoltà economica) sono stati individuate delle soglie che possono essere utilizzate per l’interpretazione del valore dell’indice. Per l’Italia sono le seguenti:

  • da 0 fino a 30,8: gravi difficoltà economiche
  • da 30,9 fino a 50,8: alcune difficoltà economiche
  • da 50,9 fino a 100: nessuna difficoltà economica