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Acqua alla spina: è migliore di quella di casa?

5 aprile 2013
Acqua alla spina: è migliore di quella di casa?

Case dell'acqua, chioschi, fontanelli o semplicemente punti dell'acqua: davvero l'acqua alla spina è migliore di quella del rubinetto? Abbiamo verificato la qualità dei campioni prelevati in 10 Comuni del centro-Nord. Grazie al nostro servizio, ora puoi far analizzare anche quella di casa tua.

Hai mai pensato di fare analizzare l'acqua che sgorga dal tuo rubinetto? Grazie a un servizio dedicato ai soci, ora puoi farlo a prezzi vantaggiosi.

Fai analizzare l'acqua di casa

Complice la crisi, oltre che una rinnovata sensibilità, molti italiani hanno riacquistato fiducia nell’acqua potabile. Secondo una ricerca Nielsen, ben sette milioni di connazionali sono tornati a bere l'acqua di casa negli ultimi quattro anni. E non è un caso che proprio l’acqua del rubinetto sia stata proposta come bevanda uffi ciale per Expo 2015, che ha come tema quello dello sviluppo sostenibile. Bel gesto anche far sparire le bottigliette di plastica dall’aula del Consiglio comunale di Milano: sui tavoli solo brocche d’acqua del sindaco.

L’acqua alla spina piace

Secondo il portale delle case dell’acqua l’erogazione media di ciascun impianto è di circa 2.500 litri giornalieri, il che significa un risparmio di circa 1.700 bottiglie di plastica da un litro e mezzo, 20 tonnellate di Pet all’anno in meno da produrre, trasportare su gomma e smaltire. Un dato che va moltiplicato per le circa cinquecento case dell’acqua finora esistenti in Italia. Va detto che il fenomeno riguarda più il Nord che il Sud Italia, più i piccoli centri di provincia che le grandi città. Milano ha però deciso di mettersi in pari, installando cinque case dell’acqua, situate tutte in parchi e giardini: sono state inaugurate a marzo.

I prelievi e le analisi

Per realizzare l'inchiesta, abbiamo messo a confronto le analisi sui parametri di qualità di dieci campioni di acqua prelevati dalle cosiddette "case dell'acqua", in dieci Comuni distribuiti nel centro-Nord Italia, e quelle di altrettanti campioni prelevati dalle fontanelle pubbliche adiacenti. Scopri tutti i risultati completi dell'inchiesta. Che tipo di acqua trovano i cittadini in questi distributori dalle più svariate forme (dalla baita con il tetto a spiovente a costruzioni colorate dotate di erogatori hi-tech)? Si tratta in tutti i casi di acqua di acquedotto, nelle versioni naturale e frizzante. Nelle casette che abbiamo visitato, l’acqua naturale è sempre gratuita (tranne a Cantù), mentre quella gassata (ottenuta con l’addizione di anidride carbonica a scopo alimentare), sempre refrigerata, in certi casi è a pagmento: Cantù (Como), Alpignano (Torino) e Torino. Il prezzo è comunque modico: non si superano i 5 centesimi al litro. A Monterotondo (Roma), dove un cartello indica che il servizio è a pagamento, in realtà è risultato possibile prelevare l’acqua gratuitamente.

Il confronto con quella del rubinetto

Se si tratta della stessa acqua che arriva nelle nostre case, perché scomodarsi per andare a riempire le bottiglie nelle casette dell’acqua? In teoria perché l’acqua, grazie a sistemi di fi ltrazione e a lampade UV, subisce ulteriori trattamenti, che dovrebbero migliorarne la qualità. Lo abbiamo voluto verifi care sul campo. Le analisi parlano chiaro: il confronto tra acqua proveniente dalle fontanelle pubbliche e quella prelevata dalle case dell’acqua dimostra che gli acquedotti svolgono bene il loro lavoro. Le due acque dal punto divista della qualità si equivalgono. Le differenze ci sono, ma non sono apprezzabili.



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