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Canone Rai in bolletta, primi errori. Ecco cosa fare

7 luglio 2016
Canone Rai in bolletta, primi errori. Ecco cosa fare

Dal mese di luglio sono iniziati ad arrivare i primi addebiti del canone Rai nelle bollette dell’energia elettrica. Ma arrivano i primi errori. Ecco le risposte ai dubbi più comuni. Intanto unisciti alla petizione per chiedere che il canone venga abolito.

I dettagli sul canone in bolletta

Ci siamo. A partire dal mese di luglio sono arrivati i primi addebiti del canone Rai sulle bollette dell'energia elettrica. Con i primi temuti errori. Come districarsi? Quanto ci tocca versare? A questa ultima domanda possiamo rispondere subito: il canone Rai per il 2016 è pari a 100 euro, 92,18 euro di canone vero e proprio, a quale vengono aggiunte l'Iva (3,69 euro) e la tassa di concessione governativa (4,13 euro).

Su quale bolletta compare la voce

Le utenze interessate sono quelle domestiche nelle abitazioni di residenza, cioè quelle caratterizzate dalle sigle D1, D2 o D3. Riconoscere l'importo relativo al canone è semplice, perché la voce è indicata nella bolletta in una voce a parte rispetto al resto. La bolletta su cui è addebitato il canone è la prima utile dopo il 1° luglio 2016, quindi quella con i consumi relativi al periodo precedente il mese di luglio. Se la bolletta è bimestrale e arriva ad agosto, l'importo è addebitato in quella relativa al bimestre giugno-luglio. 

Come vengono ripartite le rate

Ricordiamo che le rate del canone hanno scadenza il primo giorno di ogni mese, da gennaio a ottobre. Questo significa che nella prima bolletta successiva al 1° luglio vengono addebitate le rate del canone scadute fino a quel momento (quindi 7 rate da 10 euro ciascuna). Facciamo un esempio che ci aiuta a capire meglio: ipotizziamo di ricevere una bolletta con scadenza il 22 luglio. In questo caso la fattura contiene anche la rata scaduta il 1° luglio. Assieme ai consumi relativi all'elettricità, perciò, compaiono anche i 70 euro del canone relativi ai primi sette mesi di canone del 2016. Se, invece, la bolletta scade il 22 agosto, l'importo complessivo conterrà anche gli 80 euro del canone Rai da gennaio ad agosto.

Reclami e rimborsi, ancora nessun dettaglio

Siamo sicuri che questa enorme macchina organizzativa funzionerà senza intoppi? Da parte nostra i dubbi non mancano, soprattutto considerando la spropositata mole di dati che devono intrecciarsi e passare da un ente all'altro. I primi errori confermano questi timori. Dall'altro lato, le procedure per reclami e rimborsi non sono ancora state rese note dall'Agenzia delle entrate, che ha tempo ancora fino al 3 agosto per mettersi in regola: un'altra inaccettabile assurdità di questo grosso pasticcio sul canone Rai.
Hai bisogno di aiuto? Dai un'occhiata alla sezione FAQ dove abbiamo risposto ai dubbi più comuni. Se non trovi risposta alle tue domande, contattaci telefonicamente al numero verde 800 131889: i nostri consulenti sono pronti a chiarire tutti i tuoi dubbi.

Chiediamo insieme l'abolizione del canone

Parallelamente, ribadiamo che la riforma del canone Rai così com'è non va bene. Per questo continuiamo a chiedere che venga abolito una volta per tutte: firma anche tu.

Firma anche tu per chiedere l’abolizione del canone RAI

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Non hai una tv? Chiedi l'esonero

L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato il modello di autocertificazione che chi non possiede un televisore può presentare per non pagare il canone Rai. La dichiarazione ha validità annuale, dovrà quindi essere ripresentata ogni anno. È necessario presentare la dichiarazione direttamente all'Agenzia delle Entrate utilizzando l'apposito modello. Dovranno compilarlo e inviarlo i titolari di un'utenza per la fornitura di energia elettrica per uso domestico residenziale (o l'erede di un titolare d’utenza elettrica defunto) che non sono in possesso di un televisore. Affinché avesse effetto per l'intero canone dovuto per il 2016, avresti dovuto presentare la dichiarazione a mezzo posta oppure telematicamente entro il 16 maggio. Chi non avesse fatto in tempo a presentare la domanda entro questa data, può ugualmente presentarla dal 1° luglio al 31 gennaio 2017: in questo caso la dichiarazione è valida per l'intero canone dovuto per il 2017.

È possibile presentare la dichiarazione online secondo queste modalità:

  • dal contribuente o dall'erede, seguendo la procedura indicata sul sito dell'Agenzia delle Entrate,
  • tramite un intermediario abilitato (CAF, commercialisti, consulenti del lavoro...).

Fa fede la data risultante dalla ricevuta rilasciata in via telematica.

La dichiarazione può anche essere inviata a mezzo posta, assieme alla copia di un documento di identità, in plico raccomandato senza busta all'indirizzo: 

  • Agenzia delle entrate - Ufficio Torino 1 - Sportello abbonamenti TV - Casella postale 22 - 10121 Torino. 
La dichiarazione si considera presentata nella data di spedizione risultante dal timbro postale.

Se hai ancora dubbi, puoi visitare la sezione FAQ dove abbiamo risposto alle domande più comuni

I requisiti necessari per la presentazione

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha fornito chiarimenti in merito alla definizione di apparecchio televisivo: non costituiscono apparecchi televisivi computer, smartphone, tablet, e ogni altro dispositivo se privi del sintonizzatore per il segnale digitale terrestre o satellitare. Ecco quali sono le condizioni necessarie per presentare la dichiarazione:

  • Nessun componente della famiglia detiene apparecchi televisivi in nessuna delle abitazioni per le quali è titolare di utenza elettrica per uso domestico;
  • Nessun componente della famiglia detiene, in nessuna delle abitazioni per le quali è titolare di utenza elettrica per uso domestico, un altro apparecchio televisivo oltre a quello per il quale è stata presentata entro il 31 dicembre 2015 denuncia di cessazione per suggellamento;
  • Il canone è già pagato da un componente della famiglia intestatario di un’utenza elettrica: in questo caso se un altro componente della famiglia è titolare di un’altra utenza elettrica, deve mandare l'autocertificazione, fornendo codice fiscale della persona intestataria del canone (per esempio due persone che fanno parte della stessa famiglia anagrafica, ma sono titolari di utenze elettriche separate;
  • I contribuenti che attivano nuove utenze di energia elettrica per uso domestico residenziale devono presentare l’autocertificazione entro la fine del primo mese successivo a quello di attivazione dell’utenza (per esempio: attivazione utenza elettrica il 15 maggio, autocertificazione entro il 30 giugno). Per le utenze attivate a gennaio e febbraio 2016, la dichiarazione sostitutiva presentata entro il 30 aprile 2016, ha effetto a decorrere dalla data di attivazione della fornitura.

La nostra proposta per una riforma seria

Al Presidente del Consiglio avevamo chiesto di mostrare più coraggio nella riforma della Rai. Le misure definitivamente approvate non sono invece sufficienti per porre rimedio alla situazione. La riforma della Rai infatti, oltre a non raccogliere alcuna delle nostre proposte per rendere più moderno e meno lottizzato dalla politica il servizio pubblico televisivo, non apre alcuno spazio ulteriore a una adeguata rispondenza alle esigenze dei cittadini, che sono quelli che lo finanziano per buona parte e anzi accentra sul governo il controllo del consiglio di amministrazione Rai. Continuiamo quindi a sostenere il pacchetto di riforme strutturali serio e sostenibile che avevamo proposto, attraverso i seguenti interventi:

  1. Abolizione del canone
    Che significherebbe restituire oltre 100 euro ogni anno alle famiglie italiane ed eliminare la pressione della politica che opprime il servizio pubblico radiotelevisivo.
  2. Mantenimento di un solo canale pubblico
    Come esito delle riforme, dovrà rimanere un solo canale di servizio pubblico che, indipendente e senza pubblicità, sarà chiamato a dare informazioni di qualità.
  3. Privatizzazione degli altri canali Rai
    Questo consentirà allo Stato anche di fare cassa.
  4. Possibilità di fissare obblighi di servizio pubblico a carico delle altre reti private
    Lo Stato mette infatti a disposizione degli operatori privati le frequenze, permettendo loro di guadagnare attraverso la pubblicità e la pay tv e, a fronte di questo, a tali operatori potrebbe essere chiesto il rispetto di alcuni obblighi di servizio pubblico.
  5. Abolizione della Commissione parlamentare di vigilanza
    La Commissione di vigilanza Rai non avrebbe più alcun significato e andrebbe pertanto abolita. Questo contribuirebbe a eliminare la pressione della politica sull'informazione televisiva.
  6. Potenziamento dell'Antitrust e riforma dell'Agcom
    Per evitare che la privatizzazione non abbia effetti negativi sulla pluralità dell'informazione occorre potenziare l'operatività dell'Antitrust in questo settore, a garanzia di una corretta ed efficiente concorrenza che produca benefici per i consumatori.


Pagare il canone nella bolletta di luglio? Nonostante continuino a passare le settimane, nessuno nella pratica sa ancora come fare a riscuoterlo. A oggi, però, la prima comunicazione ufficiale è quella dell'Agenzia delle Entrate che ha pubblicato il modello di autocertificazione che chi non possiede un televisore può presentare per non pagare il canone Rai.

Come presentare la dichiarazione

La dichiarazione ha validità annuale, dovrà quindi essere ripresentata ogni anno. È necessario presentare la dichiarazione direttamente all'Agenzia delle Entrate utilizzando l'apposito modello. Dovranno compilarlo e inviarlo i titolari di un'utenza per la fornitura di energia elettrica per uso domestico residenziale (o l'erede di un titolare d’utenza elettrica defunto) che non sono in possesso di un televisore. Affinché abbia effetto per l'intero canone dovuto per il 2016, la dichiarazione va presentata a mezzo posta entro il 30 aprile 2016, oppure telematicamente entro il 10 maggio 2016. Nel caso in cui, invece, venisse depositata a mezzo posta tra i 1° maggio e il 30 giugno 2016, o telematicamente tra l’11 maggio e il 30 giugno 2016, avrebbe effetto per il canone dovuto per il secondo semestre dell'anno in corso. Se presentata dal 1° luglio al 31 gennaio 2017, infine, la dichiarazione è valida per l'intero canone dovuto per il 2017.

È possibile presentare la dichiarazione online secondo queste modalità:

  • dal contribuente o dall'erede, seguendo la procedura indicata sul sito dell'Agenzia delle Entrate,
  • tramite un intermediario abilitato (CAF, commercialisti, consulenti del lavoro...).

Fa fede la data risultante dalla ricevuta rilasciata in via telematica.

La dichiarazione può anche essere inviata a mezzo posta, assieme alla copia di un documento di identità, in plico raccomandato senza busta all'indirizzo: 

  • Agenzia delle entrate - Ufficio Torino 1 - Sportello abbonamenti TV - Casella postale 22 - 10121 Torino. 
La dichiarazione si considera presentata nella data di spedizione risultante dal timbro postale.

I requisiti necessari per la presentazione

Ecco quali sono le condizioni necessarie per presentare la dichiarazione:

  • Nessun componente della famiglia detiene apparecchi televisivi in nessuna delle abitazioni per le quali è titolare di utenza elettrica per uso domestico;
  • Nessun componente della famiglia detiene, in nessuna delle abitazioni per le quali è titolare di utenza elettrica per uso domestico, un altro apparecchio televisivo oltre a quello per il quale è stata presentata entro il 31 dicembre 2015 denuncia di cessazione per suggellamento;
  • Il canone è già pagato da un componente della famiglia intestatario di un’utenza elettrica: in questo caso se un altro componente della famiglia è titolare di un’altra utenza elettrica, deve mandare l'autocertificazione, fornendo codice fiscale della persona intestataria del canone (per esempio due persone che fanno parte della stessa famiglia anagrafica, ma sono titolari di utenze elettriche separate;
  • I contribuenti che attivano nuove utenze di energia elettrica per uso domestico residenziale devono presentare l’autocertificazione entro la fine del primo mese successivo a quello di attivazione dell’utenza (per esempio: attivazione utenza elettrica il 15 maggio, autocertificazione entro il 30 giugno). Per le utenze attivate a gennaio e febbraio 2016, la dichiarazione sostitutiva presentata entro il 30 aprile 2016, ha effetto a decorrere dalla data di attivazione della fornitura.

Cosa c'è invece nella bozza del decreto?

Cosa sappiamo, invece, del decreto che dovrà finalmente fare un po' di chiarezza? Quello che è apparso evidente fin da subito è che il provvedimento dovrà dare il via a una vera e propria "macchina da guerra" complessa che dovrà funzionare per una vorticosa circolazione di dati dei cittadini. L'Agenzia delle Entrate, acquirente unico, le aziende elettriche e i Comuni dovranno scambiare tra loro i dati degli italiani per individuare, così, chi tenuto a pagare il canone. La stessa Agenzia delle Entrate ha già evidenziato le possibili criticità anche per l'individuazione delle famiglie anagrafiche, elemento fondamentale per stabilire chi è tenuto a pagare il canone, evitando così duplicazioni di pagamento. Quello che sembra ambizioso (se non impossibile) è realizzare una perfetta sintonia tra Comuni, Agenzia delle Entrate e società elettriche, tra l'altro nei pochi mesi che restano da qui a luglio.

Insomma i giorni passano, i dubbi aumentano e appare sempre più evidente il pasticcio messo in atto dal Governo, con una riforma assurda e anticostituzionale, come da noi denunciato da tempo. Intanto, per quello che la normativa al momento consente, nella sezione Canone in bolletta: i dubbi più comuni, cerchiamo di dare una risposta alle principali domande degli utenti.

È il momento di dire basta

In attesa del decreto attuativo del Ministero, puoi scegliere di essere al nostro fianco nella battaglia contro il canone Rai: firma anche tu la petizione per chiederne l'abolizione. Abbiamo anche inviato al sottosegretario al ministero dello Sviluppo Economico Antonio Gentile una lettera in cui sollecitiamo ancora una volta l’abolizione del canone Rai, proponendo un pacchetto di riforme serio e sostenibile che possa garantire una tv rispettosa dei diritti dei telespettatori.




Pagare il canone nella bolletta di luglio? Nonostante continuino a passare le settimane, nessuno nella pratica sa ancora come fare a riscuoterlo. A oggi, però, la prima comunicazione ufficiale è quella dell'Agenzia delle Entrate che ha pubblicato il modello di autocertificazione che chi non possiede un televisore può presentare per non pagare il canone Rai.

Come presentare la dichiarazione

La dichiarazione ha validità annuale, dovrà quindi essere ripresentata ogni anno. È necessario presentare la dichiarazione direttamente all'Agenzia delle Entrate utilizzando l'apposito modello. Dovranno compilarlo e inviarlo i titolari di un'utenza per la fornitura di energia elettrica per uso domestico residenziale (o l'erede di un titolare d’utenza elettrica defunto) che non sono in possesso di un televisore. Affinché abbia effetto per l'intero canone dovuto per il 2016, la dichiarazione va presentata a mezzo posta entro il 30 aprile 2016, oppure telematicamente entro il 10 maggio 2016. Nel caso in cui, invece, venisse depositata a mezzo posta tra i 1° maggio e il 30 giugno 2016, o telematicamente tra l’11 maggio e il 30 giugno 2016, avrebbe effetto per il canone dovuto per il secondo semestre dell'anno in corso. Se presentata dal 1° luglio al 31 gennaio 2017, infine, la dichiarazione è valida per l'intero canone dovuto per il 2017.

È possibile presentare la dichiarazione online secondo queste modalità:

  • dal contribuente o dall'erede, seguendo la procedura indicata sul sito dell'Agenzia delle Entrate,
  • tramite un intermediario abilitato (CAF, commercialisti, consulenti del lavoro...).

Fa fede la data risultante dalla ricevuta rilasciata in via telematica.

La dichiarazione può anche essere inviata a mezzo posta, assieme alla copia di un documento di identità, in plico raccomandato senza busta all'indirizzo: 

  • Agenzia delle entrate - Ufficio Torino 1 - Sportello abbonamenti TV - Casella postale 22 - 10121 Torino. 
La dichiarazione si considera presentata nella data di spedizione risultante dal timbro postale.

I requisiti necessari per la presentazione

Ecco quali sono le condizioni necessarie per presentare la dichiarazione:

  • Nessun componente della famiglia detiene apparecchi televisivi in nessuna delle abitazioni per le quali è titolare di utenza elettrica per uso domestico;
  • Nessun componente della famiglia detiene, in nessuna delle abitazioni per le quali è titolare di utenza elettrica per uso domestico, un altro apparecchio televisivo oltre a quello per il quale è stata presentata entro il 31 dicembre 2015 denuncia di cessazione per suggellamento;
  • Il canone è già pagato da un componente della famiglia intestatario di un’utenza elettrica: in questo caso se un altro componente della famiglia è titolare di un’altra utenza elettrica, deve mandare l'autocertificazione, fornendo codice fiscale della persona intestataria del canone (per esempio due persone che fanno parte della stessa famiglia anagrafica, ma sono titolari di utenze elettriche separate;
  • I contribuenti che attivano nuove utenze di energia elettrica per uso domestico residenziale devono presentare l’autocertificazione entro la fine del primo mese successivo a quello di attivazione dell’utenza (per esempio: attivazione utenza elettrica il 15 maggio, autocertificazione entro il 30 giugno). Per le utenze attivate a gennaio e febbraio 2016, la dichiarazione sostitutiva presentata entro il 30 aprile 2016, ha effetto a decorrere dalla data di attivazione della fornitura.

Cosa c'è invece nella bozza del decreto?

Cosa sappiamo, invece, del decreto che dovrà finalmente fare un po' di chiarezza? Quello che è apparso evidente fin da subito è che il provvedimento dovrà dare il via a una vera e propria "macchina da guerra" complessa che dovrà funzionare per una vorticosa circolazione di dati dei cittadini. L'Agenzia delle Entrate, acquirente unico, le aziende elettriche e i Comuni dovranno scambiare tra loro i dati degli italiani per individuare, così, chi tenuto a pagare il canone. La stessa Agenzia delle Entrate ha già evidenziato le possibili criticità anche per l'individuazione delle famiglie anagrafiche, elemento fondamentale per stabilire chi è tenuto a pagare il canone, evitando così duplicazioni di pagamento. Quello che sembra ambizioso (se non impossibile) è realizzare una perfetta sintonia tra Comuni, Agenzia delle Entrate e società elettriche, tra l'altro nei pochi mesi che restano da qui a luglio.

Insomma i giorni passano, i dubbi aumentano e appare sempre più evidente il pasticcio messo in atto dal Governo, con una riforma assurda e anticostituzionale, come da noi denunciato da tempo. Intanto, per quello che la normativa al momento consente, nella sezione Canone in bolletta: i dubbi più comuni, cerchiamo di dare una risposta alle principali domande degli utenti.

È il momento di dire basta

In attesa del decreto attuativo del Ministero, puoi scegliere di essere al nostro fianco nella battaglia contro il canone Rai: firma anche tu la petizione per chiederne l'abolizione. Abbiamo anche inviato al sottosegretario al ministero dello Sviluppo Economico Antonio Gentile una lettera in cui sollecitiamo ancora una volta l’abolizione del canone Rai, proponendo un pacchetto di riforme serio e sostenibile che possa garantire una tv rispettosa dei diritti dei telespettatori.




Pagare il canone nella bolletta di luglio? Nonostante continuino a passare le settimane, nessuno nella pratica sa ancora come fare a riscuoterlo. A oggi, però, la prima comunicazione ufficiale è quella dell'Agenzia delle Entrate che ha pubblicato il modello di autocertificazione che chi non possiede un televisore può presentare per non pagare il canone Rai.

Come presentare la dichiarazione

La dichiarazione ha validità annuale, dovrà quindi essere ripresentata ogni anno. È necessario presentare la dichiarazione direttamente all'Agenzia delle Entrate utilizzando l'apposito modello. Dovranno compilarlo e inviarlo i titolari di un'utenza per la fornitura di energia elettrica per uso domestico residenziale (o l'erede di un titolare d’utenza elettrica defunto) che non sono in possesso di un televisore. Affinché abbia effetto per l'intero canone dovuto per il 2016, la dichiarazione va presentata a mezzo posta entro il 30 aprile 2016, oppure telematicamente entro il 10 maggio 2016. Nel caso in cui, invece, venisse depositata a mezzo posta tra i 1° maggio e il 30 giugno 2016, o telematicamente tra l’11 maggio e il 30 giugno 2016, avrebbe effetto per il canone dovuto per il secondo semestre dell'anno in corso. Se presentata dal 1° luglio al 31 gennaio 2017, infine, la dichiarazione è valida per l'intero canone dovuto per il 2017.

È possibile presentare la dichiarazione online secondo queste modalità:

  • dal contribuente o dall'erede, seguendo la procedura indicata sul sito dell'Agenzia delle Entrate,
  • tramite un intermediario abilitato (CAF, commercialisti, consulenti del lavoro...).

Fa fede la data risultante dalla ricevuta rilasciata in via telematica.

La dichiarazione può anche essere inviata a mezzo posta, assieme alla copia di un documento di identità, in plico raccomandato senza busta all'indirizzo: 

  • Agenzia delle entrate - Ufficio Torino 1 - Sportello abbonamenti TV - Casella postale 22 - 10121 Torino. 

La dichiarazione si considera presentata nella data di spedizione risultante dal timbro postale.

I requisiti necessari per la presentazione

Ecco quali sono le condizioni necessarie per presentare la dichiarazione:

  • Nessun componente della famiglia detiene apparecchi televisivi in nessuna delle abitazioni per le quali è titolare di utenza elettrica per uso domestico;
  • Nessun componente della famiglia detiene, in nessuna delle abitazioni per le quali è titolare di utenza elettrica per uso domestico, un altro apparecchio televisivo oltre a quello per il quale è stata presentata entro il 31 dicembre 2015 denuncia di cessazione per suggellamento;
  • Il canone è già pagato da un componente della famiglia intestatario di un’utenza elettrica: in questo caso se un altro componente della famiglia è titolare di un’altra utenza elettrica, deve mandare l'autocertificazione, fornendo codice fiscale della persona intestataria del canone (per esempio due persone che fanno parte della stessa famiglia anagrafica, ma sono titolari di utenze elettriche separate;
  • I contribuenti che attivano nuove utenze di energia elettrica per uso domestico residenziale devono presentare l’autocertificazione entro la fine del primo mese successivo a quello di attivazione dell’utenza (per esempio: attivazione utenza elettrica il 15 maggio, autocertificazione entro il 30 giugno). Per le utenze attivate a gennaio e febbraio 2016, la dichiarazione sostitutiva presentata entro il 30 aprile 2016, ha effetto a decorrere dalla data di attivazione della fornitura.

Cosa c'è invece nella bozza del decreto?

Cosa sappiamo, invece, del decreto che dovrà finalmente fare un po' di chiarezza? Quello che è apparso evidente fin da subito è che il provvedimento dovrà dare il via a una vera e propria "macchina da guerra" complessa che dovrà funzionare per una vorticosa circolazione di dati dei cittadini. L'Agenzia delle Entrate, acquirente unico, le aziende elettriche e i Comuni dovranno scambiare tra loro i dati degli italiani per individuare, così, chi tenuto a pagare il canone. La stessa Agenzia delle Entrate ha già evidenziato le possibili criticità anche per l'individuazione delle famiglie anagrafiche, elemento fondamentale per stabilire chi è tenuto a pagare il canone, evitando così duplicazioni di pagamento. Quello che sembra ambizioso (se non impossibile) è realizzare una perfetta sintonia tra Comuni, Agenzia delle Entrate e società elettriche, tra l'altro nei pochi mesi che restano da qui a luglio.

Insomma i giorni passano, i dubbi aumentano e appare sempre più evidente il pasticcio messo in atto dal Governo, con una riforma assurda e anticostituzionale, come da noi denunciato da tempo. Intanto, per quello che la normativa al momento consente, nella sezione Canone in bolletta: i dubbi più comuni, cerchiamo di dare una risposta alle principali domande degli utenti.

È il momento di dire basta

In attesa del decreto attuativo del Ministero, puoi scegliere di essere al nostro fianco nella battaglia contro il canone Rai: firma anche tu la petizione per chiederne l'abolizione. Abbiamo anche inviato al sottosegretario al ministero dello Sviluppo Economico Antonio Gentile una lettera in cui sollecitiamo ancora una volta l’abolizione del canone Rai, proponendo un pacchetto di riforme serio e sostenibile che possa garantire una tv rispettosa dei diritti dei telespettatori.




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