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Campagne sulla salute: e' vera informazione?

1 dicembre 2008
Campagne sulla salute: e' vera informazione?

Il proposito di dare al grande pubblico informazioni sulla salute riscuote di norma l'approvazione generale.
Peccato solo che quello della salute sia da tempo diventato anche un grande mercato, che, per prosperare, ha bisogno di sempre più clienti.

La pressione delle aziende farmaceutiche
Le aziende farmaceutiche tentano ogni strada utile per raggiungere direttamente i futuri possibili pazienti. E anche una campagna sulla salute può servire, eccome.

È per questo che, di fronte a ogni nuova campagna "di informazione" sulla salute lanciata sul mercato, ci mettiamo all'erta.

Uno dei casi più recenti che abbiamo valutato è quello della iniziativa di prevenzione dell'osteoporosi, lanciata dalla Croce Rossa italiana alla fine di settembre scorso.

Come valutare una campagna informativa
Non abbiamo niente contro le campagne davvero informative. Ma molte prendono a pretesto la salute per promuovere prodotti. Altre suggeriscono di sottoporsi a esami medici, non sempre utili e a volte perfino controproducenti. Ci vuole molto senso critico per difendersi.

  • In primo luogo, verificate se c'è uno sponsor; chi alla fine paga il conto della campagna ovviamente vorrà ricevere qualcosa in cambio (vendervi il suo prodotto, subito o dopo).
  • Chi vi accoglie? Se si parla di salute, deve esserci un medico, non una hostess.
  • Se al termine o durante il colloquio vi danno un prodotto, chiedete molto chiaramente a che cosa serve e comunque non assumetelo senza avere sentito prima il vostro medico.
  • Lo stesso vale per le visite specialistiche o analisi mediche che potrebbero proporvi: parlatene prima con il vostro medico di base.
  • Infine, non lasciatevi attirare dalla semplice curiosità: se proprio volete aderire a una campagna riguardante la salute, limitatevi a quelle che potrebbero davvero avere un senso nella vostra situazione specifica.

Meglio rivolgersi al medico di base
Chiamare la gente in piazza per sensibilizzarla su questa o quella malattia rischia di essere un'operazione diseducativa. Il primo referente per la propria salute, anche per tutto quanto riguarda la prevenzione, è il medico di base. Lui conosce i suoi pazienti, lui può consigliarli autorevolmente.



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