Rassegna macro settimanale
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Eurozona – BCE ferma, con inflazione sotto il 2%
Nella riunione del 5 febbraio, la BCE ha lasciato invariati i tassi (tasso sui depositi al 2%), ribadendo un approccio prudente e dipendente dai dati, in un contesto ancora fragile per rischi geopolitici e commercio internazionale. Il quadro prezzi resta coerente con questa cautela: a gennaio 2026 l’inflazione dell’Eurozona è scesa all’1,7%, con core al 2,2% e servizi in rallentamento (3,2%).
Italia – inflazione all’1% a gennaio
Secondo le stime preliminari, a gennaio l’inflazione è salita +0,4% mensile e si è attestata a +1% livello annuale (da +1,2% di dicembre). Tra i contributi rilevanti: alimentari non lavorati +2,5% e lavorati +2,2%.
Regno Unito – tassi fermi, ma voto spaccato e toni più “colomba”
La Bank of England ha mantenuto i tassi al 3,75%, ma con un voto molto combattuto (5–4), segnale di un comitato più orientato ad allentare. Nelle nuove proiezioni, l’inflazione potrebbe tornare al 2% già in aprile, alimentando l’ipotesi di un taglio già a marzo.
Cina – PMI sotto 50: inizio 2026 più fragile del previsto
A gennaio, il PMI manifatturiero è sceso a 49,3 (sotto la soglia 50), mentre anche il non manifatturiero è arretrato a 49,4 (minimo da oltre tre anni nel testo), entrambi sotto le attese: segnali di rallentamento di domanda/offerta e fiducia in calo.
Indonesia – settimana turbolenta tra governance e timori su trasparenza
Il mercato indonesiano ha vissuto forti tensioni: pesano i timori sull’indipendenza della banca centrale (nomina del nipote del presidente a vicepresidente) e le criticità richiamate da MSCI su trasparenza e flottante ridotto. In parallelo, i dati macro hanno offerto un contrappeso: nel 2025 il PIL è cresciuto del 5,11% (dal 5,03% del 2024), contribuendo a rassicurare parzialmente gli investitori dopo il calo delle azioni legato ai rilievi di MSCI.
Turchia – inflazione ancora alta, rallenta meno delle attese
L’inflazione annua è scesa marginalmente dal 30,9% di dicembre al 30,7% a gennaio (attese 30%), mentre su base mensile il dato accelera (+4,8% da +0,9%). A complicare il quadro, cambia anche la metodologia di calcolo (ricalibrazione più vicina a Eurostat), aumentando l’incertezza sulle letture future.
Australia – la RBA torna ad alzare i tassi
La Reserve Bank of Australia ha rialzato i tassi dal 3,6% al 3,85%: scelta motivata dal riaccendersi delle pressioni inflazionistiche (soprattutto servizi e costi abitativi) e da un mercato del lavoro ancora solido.
Messico – rimbalzo nel Q4 evita la recessione tecnica
Nel quarto trimestre 2025, il PIL è cresciuto +0,8% t/t, sopra le attese, permettendo di evitare due trimestri consecutivi negativi. Su base annua la crescita è +1,6%, ma il 2025 nel complesso chiude a +0,5%, segnalando un rallentamento di medio periodo.
Polonia – tassi fermi, ma ancora per poco
Tasso fermo al 4% per il secondo mese; comunicazione accomodante e mercato che guarda a possibili tagli già nei prossimi mesi (con marzo indicato come mese “chiave” nelle attese). Inflazione a dicembre 2,4%, PIL 2025 +3,6%.
India – tutto fermo
La Banca centrale ha lasciato i tassi invariati al 5,25%; inflazione stimata 3,2% nel trimestre in chiusura al 31 marzo, con rischi di risalita oltre 4% nei primi trimestri del nuovo anno fiscale (nel testo, per rincari dei metalli).