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Pop corn: preparazione e consumo

1 febbraio 2008
Pop corn: preparazione e consumo

Un vecchio western di Sergio Leone non avrebbe lo stesso sapore senza il sottofondo di pop corn sgranocchiati.
Un rito che piace a tutti, ai piccoli come ai grandi. E che accomuna le sale cinematografiche dell'intera Italia, da Nord al Sud. Oltre al classico consumo davanti alla pellicola, i pop corn si gustano anche tra le mura domestiche. Chi non ha mai provato a prepararli con il pentolino, l'olio e i chicchi di mais che esplodono - uno dietro l'altro - trattenuti dal coperchio?

Ingredienti segreti dei pop corn
L'elenco degli ingredienti dovrebbe essere breve: mais, sale e olio. Eppure non sempre la composizione è così ristretta. Soprattutto quando il pop corn è preparato in grandi quantità come al cinema. Gli ingredienti - ricordiamo - devono essere per legge riportati sull'etichetta (in caso di prodotto confezionato) o su un cartello esposto nella zona di vendita (in caso di prodotto sfuso). Qualche volta oltre a mais, sale e olio si aggiungono altri ingredienti come antischiumante, burro artificiale, aromi, coloranti, glutammato. Insomma molto più di quanto è necessario.

Anche la scelta dell'olio poi può rivelare qualche sorpresa. Se a casa si preferisce il comune olio di oliva o di semi, lo stesso non avviene a livello industriale. Per le alte temperature è necessario infatti scegliere un tipo di grasso stabile, che non si deteriori con il rischio di generare sostanze non salutari. I grassi più stabili al riscaldamento sono quelli ricchi in acidi grassi saturi, per esempio l'olio di cocco e l'olio di palma, che sono però anche quelli più scadenti dal punto di vista nutrizionale. Per mediare tra una scelta azzeccata dal punto di vista tecnologico (ma non per la salute) e una sana (ma a rischio deterioramento) si dovrebbe optare per un prodotto come l'olio di oliva o di arachidi, due alternative consigliate dai nutrizionisti per la frittura. Nella scelta dei produttori però conta - e non poco - il prezzo. Ecco il motivo per cui tra gli ingredienti si trovano più facilmente l'olio di cocco e quello di palma.

Prezzi differenti
Il grande cinema si può gustare anche a casa, i pop corn pure. Rispetto a quelli comprati al cinema i pop corn in busta costano notevolmente meno: il prezzo medio è di 7,49 euro al kg. I pop corn acquistati al cinema sono cari, anzi carissimi. Il costo medio per 100 g è 4,79 euro (47,9 euro al chilo), ma esistono molte differenze di prezzo a seconda del punto vendita e del formato. Se volete davvero risparmiare, però, scegliete di farveli in casa. Evitate i prepararti per microonde e preferite i chicchi di mais sfusi.

Ingrassano più al cinema
I pop corn fatti in casa, senza grassi e senza sale, forniscono circa 346 kcal per 100 g (104 kcal per una porzione da 30 g). Quelli mangiati al cinema partono da 384 kcal fino a un massimo di 477 kcal per 100 g (trovate le calorie per ciascuna porzione piccola nella tabella). Non poche. Se non riuscite a rinunciare a sgranocchiarli davanti a un bel film, non disperatevi: cercate piuttosto di limitare il loro consumo solo a poche occasioni. Se la bilancia non vi dà tregua, provate semplicemente a ridurre la porzione: acquistate un bicchiere piccolo (da 30 g) e dividetelo con un amico.

Fate solo attenzione a non sommare calorie a calorie: un bicchiere di bibita gassata (come Coca Cola, Fanta, Sprite) nel formato medio dei bar e dei fast food (400 ml) aggiunge altre 150-200 kcal.

Marche del test

  1. Amica chips
  2. Conad
  3. Coop
  4. Esselunga
  5. Ica
  6. Mambo kids
  7. Pai
  8. Pop z
  9. San Carlo



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