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Stampi in silicone alla prova

1 marzo 2007

Pratici e allegri, gli stampi per dolci in silicone sono arrivati sul mercato in tempi abbastanza recenti. Servono a preparare soprattutto torte e altri dolci (per esempio pasticcini tipo muffin), con una serie di vantaggi: il dolce si sforma più agevolmente dopo la cottura; il silicone trasmette meglio il calore; gli stampi si ripiegano anche più volte su se stessi, occupando meno spazio in cucina; possono passare da temperature da freezer alle altissime temperature del forno e sono offerti in una enorme varietà di forme e dimensioni. Ma attenzione: al primo uso possono rilasciare nelle torte sostanze indesiderate.

Prove sulla sicurezza degli stampi per dolci in silicone

C’è però il timore che il silicone, sollecitato dal calore, possa cedere alcuni componenti agli impasti durante la cottura. Per vederci più chiaro, abbiamo acquistato 19 teglie da sottoporre a test di laboratorio. L’obiettivo: verificare se questi prodotti sono sicuri, cioè se non rilasciano nel nostro dolce sostanze. Per verificare la sicurezza degli stampi, li abbiamo sottoposti a due prove:
  • test di determinazione della "migrazione globale", cioè della quantità totale di sostanze che dal silicone passano all'alimento: dopo un test che simula condizioni di cottura particolarmente severe, si misura se e in che misura sono passati all’impasto componenti del silicone; per questa prova, la normativa prevede che si tenga conto del terzo risultato di tre prove uguali e che questo alla fine venga diviso per 3;
  • test di determinazione del calo di peso dello stampo dopo un riscaldamento di 4 ore a 200°C: il calo di peso dell'oggetto corrisponde alle sostanze volatili che si sono disperse nell'aria.
    Per valutare i risultati dei test, abbiamo seguito quanto prevede la normativa italiana sulle materie plastiche destinate al contatto con gli alimenti. Per quanto riguarda le sostanze volatili, in assenza di una legge italiana o europea, ci siamo rifatti alla normativa francese, secondo la quale il calo di peso non deve superare lo 0,5%.

Il test dimostra che la cessione di sostanze c'è

Secondo la normativa in vigore nel nostro Paese tutti i campioni sottoposti al test sono risultati in regola. Tuttavia, abbiamo potuto constatare che una migrazione particolarmente elevata di sostanze dal silicone all'impasto può verificarsi al primo uso: se la normativa prendesse come riferimento la prima prova invece della terza, 16 su 19 delle teglie testate risulterebbero non a norma. Dato che il consumatore mangia anche la prima torta che cuoce nello stampo, riteniamo che i produttori dovrebbero farsi maggiormente carico del problema.
Abbiamo verificato che un lavaggio in lavastoviglie può ridurre la migrazione di sostanze non desiderate: eppure nessun produttore fornisce indicazioni in merito.
Da non dimenticare, inoltre, che in seguito alla prova di calo di peso tre dei nostri campioni non potrebbero essere in commercio in Francia, dove esiste una norma specifica su questi prodotti a tutela della salute del consumatore.
Altroconsumo ha segnalato alle autorità interessate i risultati delle analisi.

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