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"Investire in prodotti sostenibili conviene a tutti”: intervista a Francesco Bicciato

31 agosto 2018

31 agosto 2018

Un modello economico più sostenibile grazie al piano d'azione della Commissione Europea. È quello che serve secondo Francesco Bicciato, segretario del Forum per la finanza sostenibile, ospite del Festival RI-GENERAZIONI, l'era dell'economia circolare, in progamma dal 28 al 30 settembre all'Unicredi Pavilion di Milano.  

 A cura di Adelia Piva

A fronte di un pianeta sempre più esposto alle conseguenze imprevedibili del cambiamento climatico e dell’esaurimento delle risorse, s’impone un’azione urgente per adeguarsi a un modello economico più sostenibile. Per conseguire gli obiettivi dell’Unione europea per il 2030 concordati a Parigi, in particolare la riduzione del 40% delle emissioni di gas a effetto serra, occorrono investimenti supplementari dell’ordine di 180 miliardi di euro all’anno. Per questo motivo la Commissione definisce una tabella di marcia per rafforzare il ruolo della finanza nella realizzazione di un’economia efficiente che consegua anche obiettivi ambientali e sociali. Con queste parole la Commissione europea ha lanciato, nel marzo scorso, il Piano d’azione per la finanza sostenibile disegnando un nuovo orizzonte per l’economia: spostare le risorse verso le attività responsabili nei confronti del pianeta e delle persone. Le dieci tappe di questo percorso partono dalla condivisione del concetto di sostenibilità, con l’introduzione di una “tassonomia” dell’Unione europea, cioè un sistema condiviso di classificazione dei prodotti finanziari che possono dirsi “sostenibili”. Il che porta poi a creare un sistema di norme e di marchi Ue capaci di assicurare l’integrità del mercato e di accrescere la fiducia degli investitori. In parole povere una sorta di ecolabel per i prodotti finanziari. «Con questo Piano per la prima volta l’Unione europea si occupa di finanza sostenibile come prospettiva principale, una rivoluzione rispetto al piano Juncker. Alcuni elementi come la tassonomia o la finanza a impatto climatico saranno tradotti in regolamenti che sono obbligatori direttamente nei Paesi membri e questo fa la differenza», commenta Francesco Bicciato, segretario generale del Forum per la finanza sostenibile, organizzazione non profit di cui fanno parte operatori del mondo finanziario e altri soggetti interessati agli effetti ambientali e sociali dell’attività finanziaria, che ha l’obiettivo di diffondere l’integrazione dei criteri ambientali, sociali e di governance (ESG - Environmental, Social, Governance) nei prodotti e nei processi finanziari».

Con il Piano d’azione la Commissione spinge più investimenti verso le attività sostenibili attraverso nuovi obblighi per le società finanziarie. Come?

«L’ obiettivo è di integrare i criteri cosiddetti ESG con le variabili classiche di valutazione economico-finanziaria che governano la finanza tradizionale. L’investitore che sia istituzionale o retail - banche, asset manager, compagnie di assicurazione, fondi pensione, fondazioni bancarie - deve tenere conto, in una strategia di finanza sostenibile, dell’integrazione di queste variabili. Quindi, per l’Ambiente, significa valutare le scelte legate all’energia, l’impegno contro il cambiamento climatico e l’uso delle risorse naturali. Sull’impatto Sociale si valutano le condizioni di lavoro dei dipendenti e i rapporti con il territorio. Infine, la Governance è buona se l’azienda è trasparente in tutte le scelte, dagli stipendi dei manager ai legami. politici. La sostenibilità è un oggetto tripartito cioè tiene conto degli aspetti economici sociali e ambientali, è uno sgabello con tre gambe per cui se ne tagli una lo sgabello cade. Questo significa che se devo finanziare un’impresa nel valutarla oltre alla solvibilità economica, applicherò tutti e tre gli altri criteri».

Un esempio?

«Se finanzio un’impresa che produce pannelli solari e quindi soddisfa il criterio “Ambiente”, ma è un’azienda che usa il lavoro minorile per farli, lo sgabello cade perché non è sostenibile dal punto di vista sociale. Non è un’impresa che risponde ai criteri della finanza sostenibile».

Come si sensibilizza il risparmiatore a valutare un investimento anche sotto il profilo della sostenibilità?

«Il Piano d’azione europeo spinge tanto sulla tutela del risparmiatore infatti si rifà alla direttiva Mifid II che introduce un obbligo di informazione da parte del consulente finanziario che dovrà evidenziare quali sono le caratteristiche dei prodotti in termini di finanza sostenibile ed evidenziare anche quali prodotti non contengono questo tipo di variabile. In generale, l’obiettivo è di incentivare, nel servizio di consulenza ai risparmiatori, la considerazione delle preferenze dei clienti per investimenti di tipo “green”. I decreti applicativi che introdurranno tale obbligo dovrebbero renderlo in vigore dal primo gennaio 2019. L’altro aspetto su cui punta il Piano è l’educazione finanziaria non solo del risparmiatore ma anche di chi colloca i prodotti, i consulenti finanziari. Sono ottimista su questo fronte. Infatti, mentre prima questi prodotti non erano conosciuti dal consulente perché pochi o non venivano proposti perché considerati rischiosi (e non è così), oggi comincia a esserci una sensibilità diversa. All’ultimo congresso dei consulenti finanziari il tema è stato la sostenibilità e in un ambito del genere è una piccola rivoluzione. Anche il Salone del risparmio di quest’anno era dedicato al 90% ai criteri ESG. Fino a qualche anno fa non esisteva nulla. Investire rispettando l’ambiente e le persone conviene anche dal punto di vista strettamente economico visto l‘impatto dei disastri ambientali sui nostri sistemi e sulla nostra qualità della vita. Ci sono Stati che lo hanno capito. La Norvegia, lo Stato ha emesso titoli di stato e obbligazioni che hanno una forte connotazione ambientale soprattutto per le esclusioni degli investimenti ad alta intensità di carbonio, quindi non finanzia l’industria petrolifera».

Sulla finanza sostenibile si confronteranno imprese, istituzioni e banche venerdì 28 settembre, ore 16:15  all'Unicredit Pavillon di Milano nell'ambito del Festivalfuturo di Altroconsumo.


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