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Certificazione energetica, non puoi farla da solo

28 dicembre 2012
Certificazione energetica, non puoi farla da solo

Al momento del rogito, oltre ai documenti canonici, il venditore deve fornire la certificazione energetica sulla casa. Ora non è più possibile l'autocertificazione, nemmeno nei casi in cui era prevista. Obbligatorio rivolgersi a un certificatore abilitato (per esempio un architetto). Ecco le regole.

Quando si vende una casa, al momento del rogito è necessario presentare un certificato energetico, che attesta i consumi di energia legati all'immobile. In seguito all’entrata in vigore delle modifiche contenute nel Decreto n. 290 del 13/12/12, non è più possibile l'autocertificazione, nemmeno per dichiarare la pessima prestazione energetica (classe G, la peggiore) del proprio immobile.
Questa novità si estende a tutte le regioni, ma su altri aspetti restano differenze da zona a zona: sei regioni (Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Emilia Romagna e Toscana) hanno deciso di dotarsi di una legislazione propria rispetto a quanto indicato nel decreto legislativo 192 e altre due, Valle d'Aosta e Puglia, cui si aggiunge la provincia di Bolzano, hanno legiferato per conto proprio solo su alcuni aspetti.

Consumo e classe
Al momento del rogito, il venditore deve fornire l'attestato di certificazione energetica (il cosiddetto Ace). Su questo documento devono essere riportati due indici: Ipe e Ce.

• Ipe, cioè indice di prestazione energetica. Indica il rapporto tra consumo e superficie dell'appartamento in un anno, calcolato su un metro quadro. Più il valore di questo indice è basso, più l'efficienza energetica della casa è alta. Viene calcolato allo stesso modo in tutte le regioni, tranne che in Lombardia.

• Ce indica la classe energetica. Non dà informazioni sul consumo effettivo, ma sull'efficienza dell'immobile rispetto all'ambiente esterno. Viene calcolato con criteri differenti nelle diverse regioni. Tranne che in Lombardia, nelle altre regioni non è obbligatorio riportare la classe energetica negli annunci immobiliari.

Quando scatta l'obbligo
La certificazione energetica è obbligatoria: in tutti i casi di compravendita, di permuta, di dazione in luogo del pagamento, conferimento in società. Va fatta anche quando si trasferisce la nuda proprietà oppure un altro diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione).
Non c'è invece obbligo se si trasferisce l'immobile a titolo gratuito. La certificazione non è necessaria per box, cantine, autorimesse, parcheggi multipiano, depositi. Niente Ace anche per i fabbricanti industriali, artigianali e agricoli non residenziali per i fabbricati isolati con una superficie inferiore a 50 metri quadrati.

Come si fa a certificare
Non c'è una lista nazionale ufficiale dei certificatori. Di prassi ci si rivolge all'agente immobiliare o all'architetto. Dopo una serie di valutazioni sull'immobile, viene rilasciato il certificato energetico da un tecnico specializzato. Può costare sui 300 euro per un appartamento.


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