Pacchi extra UE: quanto bisogna risparmiare perché convengano ancora?
Su una spedizione extra UE con un'unica categoria di prodotto, i costi aggiuntivi minimi dal mese di novembre si aggirano tra 5 e 6,10 euro, indipendentemente dal fatto che il prodotto costi 10 o 100 euro. È questo l'elemento che cambia davvero il calcolo: un costo quasi fisso pesa moltissimo su un acquisto piccolo e molto poco su uno consistente. Dal 1° dicembre se il contributo italiano da 2 euro partirà davvero, si salirà a 7 – 8,10 euro. Di seguito la soglia da applicare al proprio carrello e il modo per verificarla su un prodotto reale prima di acquistare.
Come funzionano i tre prelievi, chi deve pagarli e cosa conta come “articolo” lo abbiamo spiegato qui.
Torna all'inizioLa soglia di convenienza per fascia di carrello
Il problema, quindi, non è "quanto aumenta" il prezzo, ma quanto deve essere più economico il prodotto extra UE rispetto al costo rilevato in un negozio europeo perché l'operazione resti vantaggiosa.
Ipotizzando una spedizione con una sola categoria merceologica in un unico pacco di valore inferiore a 150 euro e un solo articolo, il costo aggiuntivo minimo è compreso tra 5 e 6,10 euro: 3 euro di dazio e 2 di tassa di gestione, più Iva al 22% se i due importi vengono addebitati al momento dell’acquisto. Applicato a diverse fasce di importo, il peso di questo costo cambia radicalmente:
| Dal 1° novembre 2026 – dazio 3 € + tassa di gestione 2 € + Iva | |||
|---|---|---|---|
| Valore del singolo prodotto extra UE | Costo aggiuntivo | Incidenza sul prezzo | Il prodotto UE equivalente deve costare più di... |
| 10 € | 5,00 – 6,10 € | 50 – 61% | 15,00 – 16,10 € |
| 20 € | 5,00 – 6,10 € | 25 – 31% | 25,00 – 26,10 € |
| 30 € | 5,00 – 6,10 € | 17 – 20% | 35,00 – 36,10 € |
| 50 € | 5,00 – 6,10 € | 10 – 12% | 55,00 – 56,10 € |
| 100 € | 5,00 – 6,10 € | 5 – 6% | 105,00 – 106,10 € |
Due avvertenze pesano su questi numeri:
- con più categorie nello stesso pacco si moltiplica sia il dazio sia la tassa di gestione, mentre solo il contributo italiano resta unico a spedizione: un ordine con maglione, addobbo natalizio e pantalone paga 15 euro, 18,30 con Iva tra dazio e tassa di gestione;
- lo stesso carrello può costare importi differenti a seconda di come la piattaforma compila la dichiarazione doganale: quella semplificata si ferma alle prime sei cifre della classificazione e può far valere come un singolo articolo prodotti che in dichiarazione ordinaria (più dettagliata) ne varrebbero 3.
Alla luce di queste avvertenze bisogna considerare le soglie seguenti come stima, non un importo certo prima del checkout. In pratica:
- sotto i 20-30 euro, un'alternativa UE anche leggermente più cara spesso pareggia il conto già da sola (considerando ad esempio la spedizione più veloce);
- sopra i 50 e fino a 150 euro, i costi aggiuntivi pesano poco ma la convenienza extra UE dipende ancora dal confronto con il prezzo finale dell’alternativa europea;
- oltre i 150 euro salta il dazio da 3 euro ma rimane la tassa di gestione da 2 euro per articolo e i dazi ordinari calcolati su valore, origine e classificazione merceologica che, su abbigliamento e calzature possono esser particolarmente gravosi.
Infine, in caso di reso la tassa di gestione non viene restituita, viene rimborsata esclusivamente l’Iva.
Oltre a questo criterio di massima però, bisogna verificare le promozioni dei singoli marketplace.
Torna all'inizioTemu, Shein e AliExpress non gestiscono i nuovi costi allo stesso modo
Dopo l’avvio del dazio, le importazioni low cost extra UE sono calate del 39% nel bimestre luglio/agosto, secondo i dati forniti al Sole 24 Ore dal direttore generale dell’Agenzia delle Dogane Roberto Alesse. Anche per questo motivo i marketplaces sono intervenuti per arginare le perdite adottando strategie di scontistica differenti, in continuo mutamento e talvolta legate al singolo account.
Temu
Temu, in una risposta ufficiale del proprio team legale, pubblicata sulla bacheca reclami di Altroconsumo, ha dichiarato che per ordini extra UE fino a 150 euro applica 3 euro per ciascuna tipologia diversa di prodotto più l'Iva applicabile, identificando le tipologie tramite codice HS, descrizione e dati del prodotto. Per capirci l’HS è il codice doganale che classifica le merci, il portale TARIC che le riporta è consultabile dal sito dell’Agenzia delle Dogane e ne conta a migliaia.
Al momento in cui scriviamo la piattaforma copre una quota degli oneri d’importazione entro un tetto massimo e per un numero limitato di ordini. Tuttavia, la reale applicazione va verificata direttamente nel proprio account al momento dell'acquisto prima di considerarla acquisita. Temu offre inoltre articoli spediti da magazzino locale europeo, che azzerano dazio e tassa di gestione (se la merce è stata già immessa in libera pratica e non parte da un deposito doganale) ma un prezzo "locale" non è automaticamente più conveniente di uno spedito dall'estero: il confronto va fatto sul prezzo finale, non sull'etichetta.
Shein
Il sito italiano distingue esplicitamente i prodotti fisicamente presenti nell'UE, contrassegnati con l'etichetta "Magazzino EU" sulla scheda prodotto e ripetuta prima del checkout, dai prodotti extra UE, per i quali possono comparire costi di gestione visualizzati prima del pagamento.
A fine 2025 Shein ha aperto un hub logistico a Breslavia, in Polonia, destinato a diventare il principale polo europeo del gruppo: il magazzino UE, quindi, non è solo un'etichetta nell'interfaccia, ma riflette una strategia di localizzazione dello stock già in corso che permette di ridurre i tempi di consegna e di evitare i prelievi.
AliExpress vende dall’Europa e offre pacchetti sconto
Anche AliExpress ha aperto hub locali con capacità di spedizione da magazzini europei, incluso in Italia. I prodotti sono segnalati come “spedizione locale, zero dazi extra”, scegliendoli non si applica nessun dazio europeo/italiano.
Per i prodotti Extra UE al momento in cui scriviamo questo marketplace lega lo sconto al checkout all’acquisto di un numero minimo di pezzi.
Torna all'inizioCome verificare da soli prima di pagare
Al netto della teoria, il costo reale dipende da come la piattaforma dichiara il pacco. Per avvicinarsi al numero vero servono due controlli, che rispondono a domande diverse: se lo stesso prodotto costi meno in Europa, e quanto pesa il carrello così come l’hai composto.
Abbiamo applicato il primo metodo a una camicia da donna, confrontandone il prezzo su Temu, Shein e Amazon: il risultato mostra perché il prezzo esposto non basta a stabilire dove convenga acquistare.
Il confronto con l’alternativa europea: screenshot e Google Lens
Prima di completare un acquisto extra UE, con un veloce confronto riduci il rischio di pagare più del dovuto:
- apri la scheda prodotto sul marketplace extra UE e fai uno screenshot del prodotto;
- cerca l'immagine che hai salvato con Google Lens (dall'app Google, dal browser o dalla galleria foto): lo strumento propone prodotti visivamente simili, spesso identici;
- tra i risultati, individua un'alternativa venduta da negozi o marketplaces europei e prendi nota del prezzo finale, spedizione inclusa.
- confronta quel prezzo con il totale del carrello extra UE comprensivo di dazio e tassa di gestione (da dicembre, se attivo, somma anche il contributo italiano) non con il solo prezzo del prodotto in pagina.
- Ripeti il confronto al momento del checkout finale, non solo sulla pagina prodotto: alcuni marketplace mostrano il costo doganale solo nell'ultimo passaggio.
Il metodo ha un limite: Google Lens restituisce prodotti simili, non sempre identici, quindi, va usato come verifica di massima e non come prova definitiva di equivalenza. Resta comunque il modo più rapido per trovare possibili alternative all’acquisto extra UE.
Ad esempio, usando questo metodo, da un nostro test pratico effettuato in data 1 novembre (tassa e dazio da 5 euro + iva) risulta che la stessa camicia da donna bianca viene venduta:
- su Temu a circa 7 euro cui vanno aggiunti i 6,10 euro di dazio, che al momento la piattaforma copre per il 20% del suo importo portando il costo a quasi 12 euro (attenzione però al minimo utile alla spedizione che, con prodotti differenti, potrebbe far aumentare le spese di importazione);
- su Shein a circa 11 euro ma viene spedita da un magazzino UE quindi esente da spese di importazione e disponibilità della merce in una decina di giorni;
- su Amazon a circa 20 euro senza costi di spedizione e disponibilità in 2 giorni.
Il test del carrello: un prodotto alla volta
C’è poi una seconda verifica, che non riguarda dove comprare ma come comporre il carrello. Ogni categoria merceologica diversa fa scattare un prelievo in più, e il codice doganale non compare sulla scheda prodotto: l’unico punto in cui la il costo diventa visibile è il checkout. Aggiungi i prodotti uno alla volta e guarda come si muovono le spese di importazione: se due articoli che ti sembrano simili fanno salire il totale di altri cinque euro, sei con l’Iva, la piattaforma li sta dichiarando in categorie distinte. A quel punto puoi ricercare lo stesso prodotto nel marketplace meglio se venduto dallo stesso negoziante di quel che hai già nel carrello e rifare la prova.
Dà risultati meno spesso di quanto sembri, perché quando la dichiarazione richiede anche l’origine, due articoli della stessa categoria ma di provenienza diversa continuano a contare doppio. È un controllo che ha senso sull’oggettistica di modico valore, dove cinque euro cambiano il giudizio sull’acquisto, molto meno su carrelli più consistenti.
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