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Addio alle ricevute POS: ora, come prova, basta l’estratto conto

Grazie al nuovo decreto PNRR, non è più necessario conservare gli scontrini che escono dal POS per dimostrare un pagamento. Per farlo oggi è sufficiente l'estratto conto bancario. Ecco però cosa deve contenere per essere valido, quali ricevute puoi buttare, quali documenti servono ancora per il 730.

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17 aprile 2026
POS e mano che strappa la ricevuta

Forse non lo sapevi, ma fino a oggi eri tenuto a conservare le ricevute di pagamento dei POS (ovvero gli scontrini di carta termica che escono dal terminale quando paghi con carta di credito, debito o prepagata) come prova in caso di contestazioni alla banca (ad esempio per doppi addebiti) o come prova per un avvenuto pagamento.

Oggi però, con il cosiddetto decreto PNRR, l’obbligo di conservare le ricevute POS cartacee sparisce. L'articolo 8, comma 1, del Decreto-legge 19/2026 ha stabilito, infatti, che al loro posto puoi usare le comunicazioni e la documentazione che ricevi dalla tua banca (anche online), purché contengano il dettaglio delle singole operazioni.

Il decreto, invece, non tocca gli obblighi di conservazione di tutto il resto: scontrini fiscali, fatture e ricevute fiscali vanno ancora conservati come fatto finora. E allora, dopo questa modifica, quali sono esattamente i documenti che vanno conservati? Come deve essere l’estratto conto bancario che andrà a sostituire la ricevuta del POS? E cosa cambia nella pratica per la dichiarazione 730?

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Come prova basta il documento bancario

 "Vuole la ricevuta del POS o la posso buttare?": in quanti si sono sentiti fare questa domanda dall'esercente dopo un pagamento con la carta. Nella quotidianità dei fatti, ben pochi consumatori in questi anni, hanno avuto l'attenzione nel chiedere e conservare questi "scontrini". Con questo decreto è stato, infatti, confermato che le ricevute POS, per come sono fatte, sono una semplice prova di avvenuto pagamento e non un documento contabile necessario al bilancio o alla dichiarazione dei redditi. Per questo motivo, obbligare i cittadini a custodirle per dieci anni rappresentava un onere sproporzionato rispetto alla loro funzione, soprattutto visto che la tracciabilità bancaria garantisce già di per sé la verificabilità delle operazioni.

Dal punto di vista normativo, il decreto è intervenuto sull’articolo 2220 del Codice civile, che disciplina la conservazione dei documenti contabili, stabilendo che le comunicazioni e la documentazione inviate dalle banche ai clienti (art. 119 del Testo Unico Bancario) possono essere usate al posto delle ricevute cartacee emesse dai terminali POS in fase di pagamento con carta di credito, debito, prepagata o altri strumenti digitali.

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Cosa deve contenere l’estratto conto

Per poter sostituire la ricevuta del POS l’estratto conto deve contenere le informazioni relative alle singole operazioni.  In particolare, per ogni operazione che si vuole documentare sono necessari:

  • data dell'operazione;
  • importo addebitato;
  • beneficiario del pagamento;

Molti estratti conto tradizionali sono sintetici e riportano solo il totale mensile, una causale generica o raggruppata, ma non sempre il dettaglio di ogni singola transazione. In questi casi è fondamentale verificare che sia disponibile la lista analitica dei movimenti. Generalmente è possibile ottenere questi dati tramite l’home banking, viceversa devi fare richiesta alla tua banca di fornirti l’estratto conto con il dettaglio.

Il nostro consiglio è quello di verificare bene di possedere tutti i dettagli necessari a utilizzare fiscalmente il pagamento, prima di buttare le ricevute del POS.

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Quali documenti devi conservare

La semplificazione riguarda solo le ricevute POS, cioè il foglietto termico che il terminale stampa al momento del pagamento con carta, lo scontrino fiscale emesso dal negozio, la ricevuta fiscale o la fattura rimangono imprescindibili ai fini fiscali e vanno conservati come prima, per utilizzarli per la dichiarazione dei redditi e farli valere in caso di successivo controllo.

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Cosa cambia per la dichiarazione dei redditi

Per poter inserire le spese che hai sostenuto durante l’anno e poterle detrarre dalle imposte o dedurre dal reddito, devi aver utilizzato un mezzo di pagamento tracciabile.

Per aver la possibilità di dimostrare l’utilizzo di carte di credito, di debito o bonifici bancari era già possibile utilizzare la rendicontazione della banca relativa al mezzo di pagamento, ma in via residuale. D’ora in poi, sarà possibile usare direttamente gli estratti conto, senza preoccuparsi di conservare le ricevute POS.

In particolare, ricorda che:

L’utilizzo degli estratti conto per dimostrare il sostenimento della spesa con mezzi tracciabili comporta che questi vadano allegati alla dichiarazione dei redditi e debbano esser conservati per lo stesso periodo per il quale si deve tenere quest’ultima.

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Domande frequenti

Posso buttare le ricevute POS degli anni passati?

Sì, per le ricevute relative a pagamenti già registrati nei tuoi estratti conto analitici la semplificazione si applica anche alle operazioni degli anni scorsi, quindi non c'è più l'obbligo di tenerle. Prima di eliminarle recupera gli estratti conto relativi.

La mia banca mi manda solo un estratto conto sintetico, come faccio?

Puoi scaricare la lista analitica dei movimenti dall'home banking o dall'app della banca, oppure chiederla in filiale. Fino a quando non hai il dettaglio, meglio non buttare le ricevute POS corrispondenti.

Posso buttare le ricevute dei bonifici e dei pagamenti SEPA?

Il decreto PNRR interviene esclusivamente sulle ricevute POS. Per i pagamenti con bonifico bancario, l’utilizzo di quelli ordinari può esser sostituito dall’estratto conto bancario, ma per documentare un bonifico parlante (come nel caso del pagamento di una ristrutturazione) bisogna continuare a usare la ricevuta relativa.

Se pago con PayPal, Apple Pay o Google Pay vale la stessa regola?

Sì. La norma cita anche "altre modalità digitali" proprio per coprire i pagamenti con i wallet. Anche in questo caso serve che la documentazione fornita dal gestore del wallet o l'estratto conto riportino data, importo e beneficiario della singola operazione.

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