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È pericoloso utilizzare i farmaci scaduti?

Spesso ci accorgiamo di avere in casa farmaci scaduti proprio nel momento in cui ne abbiamo bisogno. Ma in questi casi possiamo ugualmente assumerli senza correre rischi? Vediamo quali sono le regole e come conservare i medicinali in sicurezza.

  • di
  • Roberto Usai
22 marzo 2018
  • di
  • Roberto Usai
Farmaci scaduti

Proprio nel momento in cui rovisti nell'armadietto dei medicinali, scopri che le pillole o lo sciroppo di cui hai bisogno sono scaduti il mese scorso. Che fare allora, possiamo chiudere un occhio e assumere i farmaci ugualmente, oppure corriamo dei rischi?

Quanto può durare un farmaco

La data di scadenza riportata sulla confezione di un farmaco indica il limite entro il quale il produttore assicura la sua piena efficacia e sicurezza. Nella maggior parte dei casi, i medicinali hanno una durata compresa tra uno e cinque anni, ma molto dipende anche da come questi vengono conservati. Una recente ricerca condotta dalla Food and drug administration, l'ente che regola i farmaci in America, ha evidenziato come farmaci perfettamente conservati possano essere tranquillamente assunti anche diversi mesi dopo la loro scadenza. Il risultato dello studio effettuato sulle scorte di medicinali inutilizzate dall'esercito americano ha dimostrato che l'88% dei lotti di farmaci accumulati nei magazzini rimaneva in ottime condizioni in media 66 mesi dopo la loro scadenza.

Utilizzare i medicinali scaduti è rischioso?

Da un lato i risultati dello studio americano evidenziano aspetti importanti riguardo la conservazione dei farmaci in determinate condizioni, ma dall'altro non consentono di affermare che usare i prodotti oltre la data di scadenza sia sempre sicuro. Infatti, senza un'analisi attenta, nessuno è in grado di stabilire con precisione se il farmaco scaduto è ancora stabile e, quindi, utilizzabile. Una valutazione del suo aspetto può sicuramente aiutarci: variazioni di forma o di colore del prodotto sono il sintomo evidente di un'alterazione del farmaco. Ma questo non è sempre sufficiente, dal momento che il semplice aspetto di un farmaco non può garantirci la sua sicurezza. E, non meno importante, ricordiamo che lo studio americano partiva dall'analisi di medicinali scaduti sì, ma perfettamente conservati. Quindi, anche se i farmaci avessero lunghe scadenze, potremmo "allungargli la vita" soltanto a patto che questi vengano conservati nel modo corretto.

Come conservare al meglio i farmaci

Il deterioramento dei medicinali può essere velocizzato da agenti come umidità, luce diretta, fonti di calore e alte temperature. Per questo motivo, la giusta conservazione è fondamentale per preservarne l'efficacia. I farmaci devono essere riposti in un luogo fresco e asciutto, preferibilmente all'interno di una scatola o in un armadietto chiuso a chiave, se in casa sono presenti dei bambini. Meglio evitare il bagno e la cucina, due ambienti che per caldo e umidità potrebbero non essere indicati. Il salotto, la camera da letto o il ripostiglio, invece, essendo luoghi generalmente più freschi e asciutti, sono da preferire. Salvo indicazioni diverse riportate sulle confezioni, i medicinali vanno conservati a temperature comprese tra i 20 e i 25° C. Attenzione anche ai medicinali come insuline o vaccini: questi vanno conservati in frigorifero a una temperatura tra i 2 e gli 8° C. 

Una volta aperta la confezione, quanto dura un farmaco?

Un aspetto importante da considerare è che, per alcune tipologie di farmaci, l'apertura delle confezioni può non rendere più valida la data di scadenza indicata. Se apriamo un flacone di collirio la cui scadenza è il 15 aprile 2020, per esempio, bisognerà considerare che dopo 15-20 giorni dall'apertura il prodotto è da ritenersi scaduto. Le compresse e le pillole sono in genere più stabili rispetto alle soluzioni liquide o delle sospensioni. In tutti i casi, il buon senso può esserci d'aiuto: se, aprendo la confezione del farmaco, notiamo dei cambiamenti come colore insolito, odore forte o cambiamenti di consistenza, il consiglio è quello di buttarlo. Compresse che si sbriciolano, pomate diventate secche, fasi separate o soluzioni intorbidite sono tutti segnali di un medicinale da non utilizzare. Sul sito Federfarma è disponibile una tabella con le scadenze dei medicinali in base alla loro forma farmaceutica, dai colliri fino agli spray per il naso.


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