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Farmaci mancanti: cosa fare se non trovi un medicinale in farmacia

25 settembre 2017
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25 settembre 2017
Vai in farmacia e non trovi il farmaco che il medico ti ha prescritto. Le cause possono essere diverse: a volte le carenze sono solo momentanee, a volte possono durare a lungo. Ecco quali sono i doveri dei farmacisti e delle case farmaceutiche. Se è successo anche a te raccontaci la tua storia.

Perché a volte i farmaci non sono disponibili?

La costante disponibilità dei medicinali in farmacia è fondamentale per assicurare ai cittadini la continuità delle terapie. Può però capitare che un farmaco non sia presente in farmacia, nei suoi magazzini o addirittura risulti irreperibile presso il grossista da cui la farmacia si rifornisce e che il farmacista non possa quindi assicurarne l’approvvigionamento. A volte queste carenze sono solo momentanee e si risolvono in breve tempo. Altre volte possono durare a lungo, di solito per problemi di produzione. Purtroppo, in alcuni casi, l’indisponibilità nasconde solo interessi commerciali. E quando un’alternativa al medicinale mancante non esiste, la carenza del medicinale si traduce in mancato accesso alle cure.

Se è capitato anche a te di non trovare un medicinale in farmacia segnalacelo.

Raccontaci la tua storia

I motivi delle carenze di farmaci

Per capire come si origina una carenza, è necessario capire come funziona l’approvvigionamento dei farmaci da parte delle farmacie sul territorio e di quelle presenti negli ospedali. Il rifornimento avviene essenzialmente attraverso due vie:

  • una diretta, che prevede l’acquisto dei farmaci direttamente dall’azienda farmaceutica che li produce;
  • una indiretta, che prevede uno o più attori intermedi, i grossisti, i quali acquistano i farmaci dalle aziende farmaceutiche e li rivendono a loro volta ad altri grossisti oppure alle farmacie.

Proprio da queste interazioni commerciali possono nascere alcuni problemi di reperibilità, che da un punto di vista temporale possono essere:

  • di breve durata e risolvibili nel giro di poche ore o una giornata;
  • di lunga durata, ma transitori e risolvibili in un certo lasso di tempo;
  • non risolvibili.

Nell’ultimo caso, le carenze irrisolvibili possono essere semplice espressione dell’esaurimento delle scorte di un farmaco che il produttore ha deciso di non produrre più. Le carenze di lunga durata non legate a cessata commercializzazione possono, invece, essere determinate da svariati motivi legati alla produzione, tra i quali, ad esempio:

  • l’irreperibilità sul mercato del principio attivo necessario per produrre il medicinale (le sostanze attive utilizzate possono essere prodotte da aziende diverse, da cui le farmaceutiche si riforniscono);
  • vari problemi di produzione o di distribuzione del prodotto finale;
  • provvedimenti di carattere regolatorio, disposti dalle Agenzie regolatorie nei confronti delle case farmaceutiche, le quali devono rispondere attuando i correttivi necessari;
  • imprevista o aumentata richiesta del medicinale (rispetto a quanto preventivato) in uno o più Paesi in cui viene commercializzato. L’aumentata domanda produce una riduzione dell’offerta in altri Paesi e una momentanea carenza nelle farmacie.

Le carenze legate a motivi produttivi, si riflettono su tutto il territorio italiano e sono gestite dall’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) con azioni di monitoraggio. L'Aifa pubblica sul proprio sito con cadenza pressoché mensile l’elenco di tutti i farmaci carenti e mette in moto iniziative finalizzate a ripristinarne il regolare approvvigionamento delle farmacie (per esempio, autorizzazione all’importazione dall’estero oppure autorizzazione alla produzione e distribuzione da parte dello Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze).

A queste carenze legittime, si aggiungono poi le distorsioni distributive legate al fenomeno dell'importazione parallela che, invece, possono anche riguardare soltanto alcune aree territoriali.


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