Medico di base: scelta, cambio, compiti e doveri
Il medico di base, o medico di medicina generale (MMG), è il professionista che garantisce l’assistenza sanitaria di primo livello nel Servizio sanitario nazionale. In questo dossier vi spieghiamo tutto su regole e servizi forniti dal medico di famiglia.
In questo articolo
- Cambio e scelta del medico di base: come fare
- Vincoli e limiti a cambio e scelta
- Disponibilità e massimale: quali regole
- Assistenza garantita dal medico di base
- Certificati: quali sono gratuiti e quali a pagamento
- Orari del medico di base
- Medico in ferie, malattia o pensione: cosa fare
- Medico di base a pagamento: quando e quali prestazioni
- Rifiuti e revoche: regole e diritti
Il medico di base (medico di medicina generale) è il primo punto di riferimento nel Servizio sanitario nazionale. Segue i pazienti nel tempo, prescrive farmaci ed esami, rilascia certificati e coordina l’accesso alle cure. Il rapporto con il medico è regolato da una convenzione nazionale che stabilisce quali prestazioni rientrano nell’assistenza pubblica e quali invece possono essere svolte a pagamento. In questa guida vediamo come gestire il rapporto con questa figura, dalle regole su scelta e cambio, ai compiti e doveri previsti nei confronti dei cittadini.
Torna all'inizioCambio e scelta del medico di base: come fare
Ogni cittadino può scegliere o cambiare il proprio medico di base in qualsiasi momento, senza dover fornire motivazioni. Quando si sceglie un nuovo medico, il precedente viene revocato automaticamente.
Dove e come effettuare la scelta
La procedura può essere effettuata attraverso tre canali principali:
- online: attraverso i portali regionali dedicati al fascicolo sanitario elettronico;
- in Asl: presso gli sportelli di "scelta e revoca";
- in farmacia: possibile in alcune regioni, tramite le farmacie abilitate.
Per effettuare la prima scelta è necessario recarsi allo sportello di scelta e revoca dell'Asl, dove sarà possibile scegliere dall’elenco dei medici disponibili. La scelta è gratuita presso le Asl o sul portale regionale, mentre in farmacia è previsto un importo per il servizio.
Cosa serve per fare la scelta e revoca
Per completare l'operazione è sufficiente avere con sé:
- documento di identità in corso di validità;
- tessera sanitaria elettronica;
- SPID o CIE se si accede al portale regionale
Attenzione. Non serve alcuna motivazione per la revoca di un medico di base: il cambio è possibile quando si vuole, tenendo conto di alcuni limiti di disponibilità e ambito territoriale.
Scelta del medico fuori dal proprio comune
In genere, il cittadino può scegliere il medico tra quelli che lavorano nell’ambito del proprio comune. Ogni medico opera, infatti, all’interno di un ambito territoriale, che in genere comprende uno o più comuni. La possibilità di scegliere un medico che lavora in un altro comune dipende quindi dall’organizzazione territoriale stabilita dalla Asl. Ci sono però delle eccezioni e si può scegliere un medico di un ambito territoriale diverso quando c’è vicinanza geografica e il medico prescelto accetta di assistere il cittadino.
Scelta temporanea per non residenti
Chi vive in un luogo diverso dalla residenza può fare la scelta temporanea del medico nel luogo di domicilio, di solito valida fino a un anno e rinnovabile. È possibile in questi casi per motivi di studio, lavoro e salute o se il soggiorno è superiore a 3 mesi. Per farlo, serve:
- un’autocertificazione di domicilio;
- attestazione di revoca del medico nel luogo di residenza;
- documentazione che attesti una delle condizioni previste (lavoro, studio o salute).
Il cittadino viene quindi cancellato temporaneamente dall'Asl di residenza e dal proprio medico nel comune di residenza (ma vi si potrà reiscrivere al suo ritorno).
Torna all'inizioVincoli e limiti a cambio e scelta
La scelta di un nuovo medico di base è soggetta a:
- età. Al compimento dei 14 anni d’età (estendibile a 16 in casi particolari) ogni cittadino è tenuto a effettuare la scelta del proprio medico; è possibile passare dal pediatra al medico di base già a partire dai 6 anni, qualora i genitori lo desiderino;
- disponibilità. La scelta può avvenire solo tra i medici che hanno posti liberi e il cui ambulatorio sia nell’ambito territoriale definito dall’Asl;
- ambito territoriale. La scelta può avvenire solo nell’ambito territoriale definito dall’Asl di apaprtenenza, di solito corrispondente al proprio comune. In caso di cambio residenza è necessario procedere a una nuova scelta qualora il trasferimento comporti l’uscita dall'ambito territoriale della Asl di appartenenza;
- durata. La scelta resta valida finché il cittadino non decide di cambiarla o finché il medico non cessa l’attività;
- tempistiche. Una volta completata la procedura, il medico scelto diventa operativo in tempi rapidi (spesso immediatamente o dal giorno successivo).
Disponibilità e massimale: quali regole
Cambio e scelta del medico di base sono possibili solo nell’ambito territoriale della propria Asl, scegliendo dalla lista dei medici che hanno ancora posti liberi, cioè che non hanno ancora raggiunto il massimale, cioè il numero massimo di pazienti previsto dagli accordi con Ssn e regioni.
Quanti pazienti può avere un medico di base
Ogni medico di base può avere:
- normalmente fino a 1.500 assistiti;
- in aree carenti di medici, fino a 1.800.
Quando è raggiunto il massimale, il medico non può accettare nuovi pazienti. In questi casi il cittadino deve scegliere un altro medico tra quelli che non hanno ancora raggiunto il massimale, presenti nell’ambito territoriale definito dall’Asl. Se nell’area non ci sono medici disponibili, l’Asl deve comunque garantire l’assistenza organizzando soluzioni temporanee, come incarichi provvisori o ambulatori dedicati.
Ricongiungimento familiare: regole e limiti
I familiari possono chiedere di avere lo stesso medico di base anche se il medico ha già raggiunto il massimale di assistiti. Il ricongiungimento riguarda in genere i familiari “stretti”, cioè: coniugi, figli e conviventi nello stesso nucleo anagrafico. Non è sempre possibile fare il ricongiungimento online tramite portale regionale: in questi casi è necessario recarsi presso uno sportello di scelta e revoca dell’Asl.
Torna all'inizioAssistenza garantita dal medico di base
Il medico di base garantisce l’assistenza sanitaria di primo livello e rappresenta il principale riferimento per la salute dei cittadini. Tra le sue attività principali rientrano:
- visite ambulatoriali e domiciliari;
- diagnosi e cura delle patologie più comuni;
- prescrizione di farmaci, trattamenti, esami e visite;
- rilascio di certificati di malattia per il lavoro;
- gestione dei pazienti con malattie croniche e monitoraggio delle terapie.
Queste attività sono gratuite: il medico di base è infatti un libero professionista convenzionato con il Servizio sanitario nazionale e le prestazioni previste dalla convenzione sono gratuite per tutti i suoi assistiti. Altre attività, invece, non rientrando nella convenzione, possono essere svolte in regime libero-professionale, solitamente a pagamento: parliamo di gran parte dei certificati medici, tutte le prestazioni non rientranti nella convenzione e le richieste in fasce orarie notturne, prefestive e festive.
Accesso al fascicolo sanitario a fini di cura
Il medico può accede al fascicolo sanitario elettronico del suo paziente solo per finalità di cura e solo se il paziente ha espresso il consenso alla consultazione.
Ricette e impegnative: regole e diritti
Prescrivere terapie e accertamenti è tra i doveri del medico. Ma “prescrivere” o “certificare” non significa semplicemente compilare un modulo: si tratta di atti con valore legale, con regole e responsabilità personali precise. Le prescrizioni devono essere basate su una valutazione clinica e devono rispettare le regole del Servizio sanitario nazionale.
Il medico non è obbligato a prescrivere farmaci, esami o visite specialistiche su semplice richiesta del paziente, né è tenuto a trascrivere su ricettario regionale le richieste di altri medici, che siano specialisti privati o pubblici. Anzi, è bene sapere che gli specialisti del pubblico sono dotati di ricettario Ssn e sono tenuti a prescrivere direttamente esami e visite senza rimandare il paziente dal medico di base.
Visite domiciliari
La visita domiciliare è prevista quando il paziente non può recarsi e non può essere trasportato in ambulatorio per motivi di salute. Non è però una prestazione “a chiamata”: spetta al medico valutare se il paziente è realmente impossibilitato a recarsi in ambulatorio. Se la richiesta è appropriata, il medico deve effettuarla nella stessa giornata, se la richiesta arriva entro le ore 10.00 o entro le ore 12.00 del giorno successivo, se la richiesta arriva dopo.
Torna all'inizioCertificati: quali sono gratuiti e quali a pagamento
Il certificato medico è un atto legale con cui il professionista attesta uno stato di salute verificato direttamente. Per questo motivo, il medico non può certificare in modo retroattivo (es. malattie pregresse) né basarsi su osservazioni altrui. Se non sussistono elementi clinici sufficienti, il medico ha la facoltà di non rilasciare la certificazione.
Certificati gratuiti dal medico di base
Sono esenti da pagamento i certificati necessari per tutelare la salute pubblica o l'accesso a servizi obbligatori. Tra i principali figurano:
- certificato di malattia (INPS) per i lavoratori dipendenti;
- certificato di inizio di infortunio sul lavoro e di malattia professionale (INAIL);
- certificato di riammissione scolastica (ove ancora previsto dalle norme regionali);
- certificato per l’attività sportiva para-scolastica (su richiesta degli Istituti);
- richiesta attivazione assistenza domiciliare integrata (ADI);
- domanda di inserimento in struttura residenziale (es. RSA, Hospice).
Certificati a pagamento dal medico di base
Rientrano in questa categoria le certificazioni per uso privato, assicurativo o amministrativo:
- pratiche amministrative: ad esempio, per contrassegno disabili, mancata comparizione in tribunale, annullamento viaggi, porto d’armi, ammissione a colonie e centri estivi, ecc.;
- uso assicurativo: certificati richiesti da polizze private e per rimborsi assicurativi;
- invalidità civile: il certificato introduttivo è infatti gratuito solo presso specialisti ospedalieri;
- attività sportiva non agonistica fuori dall'ambito scolastico.
Il medico non è tenuto a rilasciare queste certificazioni; può infatti limitarsi a redigere solo quelle previste dalla convenzione e garantite dal SSN.
Costo dei certificati dal medico di base
Attenzione sulle tariffe: non esiste un tariffario unico nazionale obbligatorio. Ogni medico ha facoltà di definire il proprio compenso. Gli ordini dei medici possono solo suggerire dei prezziari, ma nessuno è tenuto ad attenervisi. Il medico ha anche la facoltà di rilasciare un certificato gratuitamente ai propri assistiti a sua discrezione: lo abbiamo visto nel caso dei certificati sportivi non agonistici spesso rilascati senza chiedere compenso.
Certificato di malattia: quanti giorni può dare il medico
Non esiste un numero massimo di giorni di malattia stabilito per legge: il medico può dare quanti giorni ritiene opportuni. I limiti che molti lavoratori conoscono – i famosi 180 giorni - non sono un limite alla durata del singolo certificato, ma riguardano l’indennità di malattia INPS e il periodo massimo di malattia per la conservazione del posto di lavoro. È quindi una regola del rapporto di lavoro, non un tetto imposto al medico nella singola certificazione. Il medico indica liberamente nel certificato la prognosi, cioè il periodo di tempo in cui ritiene che il lavoratore non sia in grado di svolgere l’attività lavorativa a causa della malattia. Se la malattia continua oltre il periodo indicato, il medico può rilasciare un certificato di continuazione dopo una nuova valutazione clinica.
Torna all'inizioOrari del medico di base
L’attività del medico di medicina generale si svolge abitualmente in fascia diurna (08:00 – 20:00). Nella fascia serale è invece attiva la guardia medica. La struttura dell'orario ambulatoriale non è fissa, ma il numero e la distribuzione delle ore di apertura sono regolate dagli accordi con il Ssn in base al numero di pazienti.
Ore di apertura settimanali minime
Il numero minimo di ore settimanali obbligatorie è proporzionale al numero di pazienti:
| Numero di assistiti | Ore settimanali minime |
|---|---|
| Fino a 500 pazienti | 5 ore |
| Da 501 a 1.000 pazienti | 10 ore |
| Da 1.001 a 1.500 pazienti | 15 ore |
| Oltre i 1.500 pazienti (massimale) | 18 ore |
Regole di distribuzione dell’orario
Le ore non possono essere concentrate in pochi giorni, ma devono seguire questi criteri:
- giorni di apertura: lo studio deve restare aperto 5 giorni alla settimana, preferibilmente dal lunedì al venerdì. L'apertura nella giornata di lunedì è sempre obbligatoria;
- fasce orarie: vanno garantite almeno due fasce pomeridiane o mattutine a settimana;
- reperibilità nel weekend: il sabato il medico non è tenuto all'attività ambulatoriale, ma può dedicarsi alle visite domiciliari programmate. La domenica non è in servizio.
Per legge, l’orario completo e aggiornato deve essere affisso in ambulatorio.
Torna all'inizioMedico in ferie, malattia o pensione: cosa fare
Se il medico è assente per ferie o malattia deve indicare un sostituto fin dal primo giorno di assenza. Il sostituto può svolgere tutte le attività del medico titolare: visite, prescrizioni, certificati, ecc. A sostituire il medico può essere anche un collega dello studio in cui lavora, oppure un medico di un altro studio che opera nella stessa area di riferimento del medico. Se il medico di base non è reperibile, ecco a chi rivolgersi per ricette, assistenza o urgenze.
Se il medico va in pensione
Quando il medico cessa l’attività, i pazienti devono scegliere un nuovo medico tra quelli disponibili nel proprio ambito territoriale. Non è previsto un cambio automatico, né un avviso da parte dell’Asl. Se un comune è carente di medici di base, l’Asl può organizzare soluzioni temporanee per garantire l’assistenza fino alla designazione di un nuovo medico per l’area scoperta, attivando per esempio degli ambulatori di medicina di base.
Torna all'inizioMedico di base a pagamento: quando e quali prestazioni
Le prestazioni del medico di base sono generalmente gratuite. Sebbene siano liberi professionisti, i medici di base operano in regime di convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale (Ssn). Tuttavia, esistono specifiche circostanze e prestazioni accessorie che possono richiedere il pagamento di una tariffa.
Prestazioni a pagamento (fuori convenzione)
Non tutte le attività rientrano nell’accordo con il Ssn. Il paziente è tenuto a corrispondere un compenso per:
- certificazioni specifiche: es. certificati per attività sportiva non agonistica; ad uso assicurativo, ecc.;
- interventi ambulatoriali: ad esempio, medicazioni, suture di ferite, rimozione di punti, piccoli interventi chirurgici;
- somministrazioni: L’iniezione di farmaci o vaccini non è inclusa nell’assistenza di base, a meno di accordi con le Asl (come nel caso dei vaccini antinfluenzali);
- servizi fuori orario: richieste di visite effettuate al di fuori degli orari di servizio convenzionati (serali e weekend);
- assistenza ai turisti: nelle località in cui è attivato il servizio di guardia turistica.
Attività libero-professionale
Il medico di base può possedere ulteriori specializzazioni (es. cardiologo, endocrinologo ecc.). Quando un paziente richiede una prestazione legata a tali competenze, il medico non agisce come "medico di base convenzionato”, ma opera come professionista privato. La prestazione è interamente a carico dell'assistito.
Torna all'inizioRifiuti e revoche: regole e diritti
Il medico può rifiutare i suoi servizi solo in determinate situazioni: ecco i dubbi più comuni.
Il medico può rifiutare un certificato di malattia?
Sì, ma solo per ragioni cliniche e nei limiti previsti dalla legge. Il medico di base ha il dovere di rilasciare la certificazione per incapacità temporanea al lavoro, ma tale atto è subordinato alla verifica oggettiva dello stato di salute del paziente. Se il medico di base non vuole fare il certificato di malattia, ciò deve dipendere esclusivamente da valutazioni di tipo medico, come il mancato riscontro di sintomi o segni clinici durante la visita. Il certificato è un atto legale che attesta una situazione clinica osservata direttamente: il medico ha dunque la facoltà (e l'obbligo) di rifiutare una richiesta che non ritiene clinicamente appropriata o veritiera.
Richiesta di visite, esami o farmaci: può rifiutarle?
Il medico può rifiutare una prescrizione (soprattutto a carico del Ssn) quando:
- non la ritiene appropriata dal punto di vista medico;
- il farmaco o l’esame non è prescrivibile a carico del Ssn;
- non è di sua competenza (per esempio, è prescrivibile solo da specialisti);
- manca un piano terapeutico aggiornato, richiesto per alcune terapie farmacologiche.
Questo vale anche quando la richiesta arriva a seguito di una visita presso uno specialista - sia pubblico, sia privato – in quanto il medico non è tenuto a riversare sul proprio ricettario i suggerimenti altri. Lo farà solo se condivide il suggerimento, nel rispetto delle regole del Ssn.
Il medico di base può rifiutare o revocare l’assistenza?
Solo per ragioni solide e motivate. Ecco come funziona:
- nuovi pazienti. In linea generale il medico deve accettare le scelte dei cittadini fino al raggiungimento del massimale di assistiti. Può rifiutare l’iscrizione solo in casi motivati e con comunicazione all’Asl;
- pazienti già assistiti. L’assistenza può essere revocata solo per motivi eccezionali e oggettivi di incompatibilità, come la mancanza del rapporto di fiducia. Il medico deve comunicare la ricusazione all’Asl e l’assistenza cessa a decorrere dopo sedici giorni. L’Asl informa successivamente il cittadino, che dovrà scegliere un nuovo medico di base.
Il medico può rifiutarsi di ricevermi?
Se non si è preso un appuntamento, il medico può rifiutarsi di riceve un paziente, a meno che non ci sia una necessità non differibile. Spetta al medico valutare se si tratta davvero di una situazione urgente, se il paziente può essere visitato subito o in giornata, oppure vada indirizzato ad altro servizio: ad esempio, il pronto soccorso o il 112/118. In altre parole, il medico può organizzare l’accesso all’ambulatorio su prenotazione (lo dicono gli accordi nazionali), ma questa organizzazione non deve rendere di fatto impossibile ricevere assistenza se necessaria.
Posso andare da un medico di base che non è il mio?
In linea generale no. Il medico di base presta assistenza solo ai propri pazienti. Può prestare assistenza ad altri cittadini, ma si tratta sempre di attività non coperta dalla convenzione, quindi a pagamento. Se il medico lavora in associazione con altri medici, è a volte possibile rivolgersi ai colleghi medici in caso di necessità non rimandabili al giorno dopo, ma sempre nel rispetto delle modalità organizzative dello studio.
