Test su cinque condizionatori fissi senza unità esterna. Ecco come vanno
Vuoi rinfrescare la tua casa senza interventi invasivi e senza alterare la facciata del palazzo? I condizionatori senza unità esterna sono una soluzione discreta ed efficiente per questa tipologia di esigenza. Scopri come si sono comportati i cinque modelli che abbiamo testato in laboratorio.
In questo articolo
Negli ultimi anni i climatizzatori fissi senza unità esterna hanno guadagnato popolarità come alternativa più discreta ai tradizionali sistemi split, soprattutto nei contesti in cui l’installazione di un motore esterno è complicata o non consentita, per esempio in alcuni condomìni o edifici sottoposti a vincoli architettonici.
L’assenza dell’unità esterna, però, non significa assenza di installazione. Questi apparecchi devono essere montati a ridosso di una parete perimetrale, perché hanno bisogno di collegarsi con l’esterno attraverso due fori: uno per l’aspirazione dell’aria e uno per l’espulsione dell’aria calda. Non possono quindi essere posizionati liberamente su qualsiasi parete interna della casa.
Tutto in un unico blocco dentro casa
Inoltre, il fatto che non ci sia un’unità esterna non elimina il ciclo frigorifero: semplicemente, tutto il circuito termodinamico del gas refrigerante è ospitato nel blocco a parete installato dentro casa. Questo significa che anche il compressore si trova nell’ambiente interno, mentre nei climatizzatori split tradizionali è collocato nell’unità esterna. È per questo che i modelli senza unità esterna sono in genere più rumorosi e meno efficienti rispetto a uno split fisso tradizionale.
Possono quindi essere una soluzione praticabile quando non è possibile installare un’unità esterna, ma è importante essere consapevoli dei compromessi che comportano: richiedono comunque fori verso l’esterno e un posizionamento vincolato alla parete perimetrale e, proprio perché concentrano tutti i componenti in un unico blocco interno, offrono in genere prestazioni inferiori rispetto ai climatizzatori con unità esterna e a uno split tradizionale, soprattutto in termini di efficienza energetica e silenziosità.
Torna all'inizioCinque modelli alla prova
Tra i diversi condizionatori senza unità esterna che si trovano sul mercato, abbiamo selezionato e portato in laboratorio cinque modelli. Li presentiamo sinteticamente nella tabella qui sotto e, successivamente, attraverso schede dedicate, con le caratteristiche principali, i pro, i contro e i risultati ottenuti nei nostri test.
| Caratteristica | Argo APOLLO 12 HP | Olimpia Splendid Unico Evo 25 HP PVAN | Innova ..2.0 12 HP | Olimpia Splendid Unico Pro 35 HP | Innova ..2.0 Elec 2kW 12HP |
|---|---|---|---|---|---|
| Efficienza estiva | ★★⯨☆☆ | ★★★☆☆ | ★★★⯨☆ | ★★⯨☆☆ | ★★★☆☆ |
| Efficienza invernale | ★★★★☆ | ★★★☆ | ★★★⯨☆ | ★★★⯨☆ | ★★★★☆ |
| Standby | ★★⯨☆☆ | ★★⯨☆☆ | ★★⯨☆☆ | ★★⯨☆☆ | ★★★☆☆ |
| Deumidificazione | ★★★★☆ | ★★★★☆ | ★★★⯨☆ | ⯨☆☆☆☆ | ★★★⯨☆ |
| Comfort | ★★★☆☆ | ★⯨☆☆☆ | ★★⯨☆☆ | ★★☆☆☆ | ★⯨☆☆☆ |
| Rumore | ★☆☆☆☆ | ★★⯨☆☆ | ⯨☆☆☆☆ | ★★⯨☆☆ | ★☆☆☆☆ |
| Facilità d'uso | ★★★⯨☆ | ★★★☆☆ | ★★⯨☆☆ | ★★★☆☆ | ★★⯨☆☆ |
- Migliore in riscaldamento: Olimpia Splendid Unico Pro 35 HP EVAN, per la più alta potenza misurata in riscaldamento;
- Migliore in raffrescamento: Innova ..2.0 12 HP, per la migliore efficienza estiva del gruppo e le buone prestazioni complessive in raffrescamento;
- Miglior per comfort e usabilità: Argo Apollo 12 HP, grazie al buon comfort complessivo e a comandi intuitivi;
- Scelta più equilibrata: Argo Apollo 12 HP, che ottiene il punteggio complessivo più alto e offre un buon compromesso tra prestazioni, comfort e semplicità d’uso.
Per chi non può installare un climatizzatore con unità esterna, per ragioni urbanistiche, architettoniche o legate all’estetica della facciata, i modelli monoblocco fissi possono rappresentare una soluzione da valutare. Le loro prestazioni sono generalmente inferiori a quelle dei climatizzatori split con unità esterna, soprattutto in termini di efficienza energetica e rumorosità, ma rimangono in genere superiori a quelle di molti climatizzatori monoblocco portatili. Questi ultimi sono più indicati per un impiego saltuario e per chi ha bisogno di spostare l’apparecchio da un ambiente all’altro.
Non è possibile confrontare direttamente i risultati dei climatizzatori murali con unità esterna, dei modelli fissi senza unità esterna e dei portatili: le diverse tipologie vengono infatti sottoposte a prove e criteri di valutazione differenti. Gli eventuali punteggi più elevati ottenuti dai portatili nel nostro comparatore dipendono da condizioni di test meno severe rispetto a quelle applicate ai modelli fissi. Se fossero stati provati nelle stesse condizioni, avrebbero presumibilmente ottenuto risultati inferiori anche rispetto ai climatizzatori murali senza unità esterna.
Torna all'inizioARGO Apollo 12 HP: pro e contro
Con un giudizio di 58 su 100 nei nostri test, Argo Apollo 12 HP è il modello con il punteggio complessivo più alto tra i cinque prodotti del confronto. In raffrescamento la potenza misurata è molto vicina a quella dichiarata, ma l’efficienza energetica è solo discreta, soprattutto quando la temperatura esterna è elevata. In riscaldamento si comporta meglio: pur erogando una potenza reale inferiore di circa il 15% rispetto a quella dichiarata, raggiunge una buona efficienza.
Il comfort è complessivamente buono. La distribuzione della temperatura è tra le migliori del confronto, in particolare durante il riscaldamento, quando le differenze rilevate nei diversi punti della stanza sono contenute. Anche la distribuzione del flusso d’aria ottiene un buon giudizio, sebbene risulti meno uniforme in alcune condizioni di ventilazione. Positiva anche la deumidificazione, con una capacità misurata di 1,6 litri all’ora. La rumorosità rappresenta invece il limite principale e il modello non dispone di una modalità silenziosa.
La facilità d’uso è uno dei suoi punti di forza. Telecomando, regolazione delle funzioni e timer sono intuitivi, mentre l’installazione è spiegata in modo chiaro. Le temperature possono essere impostate tra 16 e 30 °C, a passi di 1 °C, con tre velocità di ventilazione e regolazione automatica della ventola. Il display dell’unità fornisce però poche informazioni e la sostituzione delle batterie del telecomando è poco agevole. Inoltre, il telecomando non segnala il livello di carica delle batterie.
- E' il modelli più economico tra quelli da noi testati
- • Miglior comfort percepito, grazie alla buona distribuzione della temperatura e del flusso d’aria
- Eccellente facilità d’uso: interfaccia intuitiva, timer ben gestito
- Efficienza di raffrescamento leggermente sotto la media
- Rumore indoor elevato, anche a bassa velocità
- • Telecomando privo dell’indicazione dello stato delle batterie e sostituzione delle pile poco agevole
Olimpia Splendid Unico Evo 25 HP PVAN: pro e contro
Con un giudizio di 55 su 100 nei nostri test, Olimpia Splendid Unico Evo 25 HP PVAN si colloca al secondo posto del confronto. È l’unico modello del gruppo a utilizzare il refrigerante R290, che ha un impatto sul clima molto più basso rispetto all’R32, ma è anche più facilmente infiammabile. Per questo è particolarmente importante preservare la corretta tenuta del circuito frigorifero e affidare l’installazione ed eventuali interventi tecnici a personale qualificato.
In raffrescamento la potenza misurata è vicina a quella dichiarata e l’efficienza energetica è complessivamente buona, soprattutto quando la temperatura esterna non è troppo elevata. Anche in riscaldamento raggiunge una buona efficienza, ma la potenza effettiva risulta inferiore a quella dichiarata.
La distribuzione del flusso d’aria è uno dei suoi punti di forza: il getto viene diffuso in modo molto uniforme sia alla velocità minima sia alla massima. La distribuzione della temperatura è invece meno convincente, soprattutto in raffrescamento, con differenze sensibili tra i diversi punti della stanza. Buona la deumidificazione, che rimuove circa un litro d’acqua all’ora con consumi contenuti. La rumorosità è relativamente contenuta rispetto a diversi concorrenti ed è disponibile una modalità silenziosa.
La facilità d’uso è discreta: comandi e display dell’unità sono chiari, il timer permette di programmare separatamente accensione e spegnimento ed è disponibile il controllo tramite app. Le temperature possono essere impostate tra 18 e 30 °C, a passi di 1 °C, con tre velocità di ventilazione e regolazione automatica della ventola. La facilità di manutenzione ordinaria non è particolarmente buona e alcune spiegazioni del manuale, in particolare quelle relative alla modalità Eco, potrebbero essere più chiare.
- Buona efficienza energetica sia in raffrescamento sia in riscaldamento
- Ottima distribuzione del flusso d’aria e deumidificazione efficace
- Rumorosità relativamente contenuta e controllo disponibile tramite app
- Potenza effettiva inferiore a quella dichiarata, soprattutto in riscaldamento
- Distribuzione della temperatura poco uniforme, soprattutto in raffrescamento
- Facilità di manutenzione non particolarmente buona e modalità Eco spiegata poco chiaramente
Innova 2.0 12 HP: pro e contro
Con un giudizio di 54 su 100 nei nostri test, Innova ..2.0 12 HP si colloca a metà della classifica e si distingue soprattutto per le prestazioni in raffrescamento. La potenza misurata coincide con quella dichiarata e l’efficienza energetica è buona in tutte le condizioni considerate. In riscaldamento, invece, la potenza reale risulta inferiore a 2 kW termici, ben al di sotto del valore dichiarato, anche se l’efficienza rimane buona. È il modello più largo ma anche il più sottile del confronto (soltanto 17 cm di spessore).
Il comfort è discreto. La temperatura viene distribuita in modo abbastanza uniforme nell’ambiente, soprattutto in riscaldamento, e la regolazione mantiene con precisione il valore impostato. Buona anche la distribuzione del flusso d’aria, sia alla velocità minima sia alla massima. La deumidificazione è soddisfacente, con una capacità misurata di circa 0,8 litri all’ora e consumi contenuti per ogni litro d’acqua rimosso.
La rumorosità è tra i principali limiti del prodotto e manca una modalità silenziosa. Anche la facilità d’uso è un punto debole: il telecomando non ha un display, le regolazioni risultano poco intuitive e manca un timer per programmare l’accensione e lo spegnimento. I comandi presenti direttamente sull’apparecchio sono invece completi e chiari, ed è disponibile il controllo tramite app. Le temperature possono essere impostate tra 16 e 31 °C, a passi di 0,5 °C, con tre velocità di ventilazione e regolazione automatica della ventola.
- Ottime prestazioni in raffrescamento, con potenza reale in linea con il dichiarato e buona efficienza
- Temperatura e flusso d’aria distribuiti in modo abbastanza uniforme
- Ampia gamma di temperature impostabili, con regolazione precisa a passi di 0,5 °C
- Potenza in riscaldamento nettamente inferiore a quella dichiarata
- Rumorosità elevata e assenza di una modalità silenziosa
- Telecomando senza display, regolazioni poco intuitive e assenza della programmazione di accensione e spegnimento
Olimpia Splendid Unico Pro 35 HP EVAN: pro e contro
Con un giudizio di 49 su 100 nei nostri test, Olimpia Splendid Unico Pro 35 HP EVAN si colloca al penultimo posto del confronto, nonostante sia il modello con la maggiore potenza dichiarata in raffrescamento. In questa modalità, però, la potenza misurata risulta sensibilmente inferiore a quella dichiarata e l’efficienza energetica è solo discreta. In riscaldamento, invece, la potenza reale è sostanzialmente in linea con il valore dichiarato e raggiunge circa 2,35 kW, il dato più alto del confronto.
Il comfort è uno dei suoi punti deboli. La distribuzione della temperatura è poco uniforme, con differenze marcate tra le diverse zone della stanza, soprattutto quando l’apparecchio lavora alla massima potenza. La distribuzione del flusso d’aria è invece complessivamente buona, ma non compensa del tutto la disomogeneità della temperatura. Molto deludente la deumidificazione, con una capacità misurata di appena 0,1 litri all’ora.
La rumorosità si colloca nella media dei prodotti provati ed è disponibile una modalità silenziosa. Tra i punti di forza spicca la facilità d’uso: il telecomando ha una tastiera ben organizzata, il display è chiaro e il timer permette di programmare separatamente accensione e spegnimento. È disponibile anche il controllo tramite app. Le temperature possono essere impostate tra 18 e 30 °C in raffrescamento e tra 15 e 30 °C in riscaldamento, a passi di 1 °C, con tre velocità di ventilazione e regolazione automatica della ventola. Il telecomando, tuttavia, non mostra se sono attive alcune funzioni, come l’oscillazione del flap. Con un filtro antipolvere a griglia, è una soluzione adatta a chi cerca un apparecchio da utilizzare durante tutto l’anno, essendo convincente in riscaldamento almeno al pari delle prestazioni estive.
- Potenza effettiva in riscaldamento più elevata tra i prodotti testati
- Telecomando ben progettato e buona facilità di impostazione
- Buona distribuzione del flusso d’aria e modalità silenziosa disponibile
- Raffrescamento energivoro: potenza reale inferiore a quella dichiarata ed efficienza solo discreta
- Distribuzione della temperatura poco uniforme e comfort complessivo basso
- Deumidificazione molto poco efficace
Innova ..2.0 ELEC 2 kW - 12 HP: pro e contro
Con un giudizio di 48 su 100 nei nostri test, Innova ..2.0 ELEC 2 kW – 12 HP chiude la classifica. Rispetto a Innova ..2.0 12 HP, si distingue per la presenza di una resistenza elettrica supplementare che aumenta la potenza disponibile in riscaldamento. La resistenza ha una potenza nominale di 2 kW ed è configurabile su tre impostazioni: disattivata, 1 kW o 2 kW.
In raffrescamento la potenza misurata è risultata sensibilmente inferiore a quella dichiarata, mentre l’efficienza energetica è complessivamente buona. Anche in riscaldamento la potenza rilevata resta nettamente al di sotto del valore dichiarato.
La distribuzione del flusso d’aria è buona sia alla velocità minima sia alla massima. La distribuzione della temperatura è invece meno uniforme e penalizza il comfort complessivo. La deumidificazione è discreta, con una capacità misurata di circa 0,9 litri all’ora.
La rumorosità è elevata e non è disponibile una modalità silenziosa. Il telecomando è privo di display e le impostazioni risultano poco immediate. Manca inoltre la programmazione dell’accensione e dello spegnimento. È presente invece la funzione Night, che modifica gradualmente la temperatura impostata e porta l’apparecchio in standby dopo sei ore. I comandi sull’unità sono completi ed è disponibile il controllo tramite app. Le temperature possono essere impostate tra 16 e 31 °C, a passi di 0,5 °C, con tre velocità di ventilazione e regolazione automatica della ventola.
- Resistenza elettrica supplementare per aumentare la potenza disponibile in riscaldamento
- Buona distribuzione del flusso d’aria e discreta capacità di deumidificazione
- Regolazione della temperatura a passi di 0,5 °C e controllo tramite app
- Potenza misurata inferiore a quella dichiarata sia in raffrescamento sia in riscaldamento
- Distribuzione della temperatura poco uniforme
- Rumorosità elevata, assenza della modalità silenziosa e telecomando senza display
Climatizzatore senza unità esterna VS le altre tipologie
Per quanto riguarda l’efficienza energetica, i climatizzatori fissi senza unità esterna offrono in genere prestazioni inferiori rispetto ai modelli split tradizionali. Il motivo è che tutti i componenti del circuito frigorifero, compressore compreso, sono racchiusi nell’apparecchio installato dentro casa e lo scambio termico con l’esterno avviene attraverso due fori nella parete.
Nei nostri test, i modelli senza unità esterna si sono dimostrati più efficienti dei climatizzatori monoblocco portatili, ma il divario rispetto agli split resta evidente. Il climatizzatore con unità esterna più efficiente mantiene un vantaggio lungo un ampio intervallo di temperature esterne, indicativamente da 20 a 34 °C. A 30 °C, l’efficienza dei modelli senza unità esterna provati è circa la metà di quella mediamente rilevata nei climatizzatori split e può scendere a circa un terzo rispetto al migliore split del confronto.
Un altro punto debole è la rumorosità. Nei climatizzatori split il compressore, cioè il componente generalmente più rumoroso, è collocato all’esterno dell’abitazione. Nei modelli senza unità esterna si trova invece nello stesso blocco installato nella stanza: anche scegliendo la velocità minima o una modalità silenziosa, quando presente, non ci si può quindi aspettare la silenziosità dei migliori climatizzatori split.
Rispetto ai portatili, però, i modelli fissi senza unità esterna possono offrire un comfort superiore: non richiedono un tubo flessibile da far passare attraverso una finestra e lo scambio d’aria con l’esterno avviene mediante aperture permanenti nella parete. Restano comunque meno versatili, perché devono essere installati in una posizione fissa, su una parete perimetrale, e richiedono due fori verso l’esterno.
La scelta dipende quindi soprattutto dalle possibilità di installazione:
- uno split con unità esterna resta generalmente la soluzione migliore per efficienza, silenziosità e capacità di raffrescare o riscaldare;
- un modello fisso senza unità esterna è un compromesso da valutare quando l’unità esterna non può essere installata per vincoli architettonici, condominiali o estetici;
- un climatizzatore portatile è più adatto a un uso saltuario o quando serve spostare l’apparecchio tra ambienti diversi, accettando prestazioni ed efficienza inferiori.
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