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Quali documenti conservare e per quanto tempo?

24 gennaio 2019
documenti da conservare

24 gennaio 2019

La tentazione di liberarsi di tutte le carte di casa è forte. Prima di cedere, però, è meglio verificare che non ci servano più.

Conservare i documenti cartacei importanti, si sa, è buona regola in caso di futuri controlli, per esempio riguardanti eventuali multe o tasse non pagate. Ma onde evitare di ritrovarsi la casa invasa da quantità di carta inutile, ecco un prontuario da tenere sempre a portata di mano sui tempi esatti di conservazione dei singoli documenti. Puoi anche scaricare il pdf dell’articolo dal numero di gennaio di InTasca.

Dichiarazione dei redditi

Tenere le fatture e i documenti che permettono di detrarre le spese quando si fa la dichiarazione dei redditi è fondamentale per pagare meno imposte. Il principio cardine per l’inserimento di una spesa in dichiarazione è quello “di cassa”, cioè bisogna fare riferimento al periodo in cui quella spesa è stata sostenuta. Il fisco ha tempo fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello della presentazione della dichiarazione per effettuare controlli.

La dichiarazione dei redditi presentata nel 2019 deve essere conservata, con la relativa documentazione, per cinque anni, cioè fino al 31 dicembre 2024. Nel caso in cui si sarebbe dovuta presentare la dichiarazione e non lo si è fatto, il fisco estende a sette anni la possibilità di fare controlli.

Scontrini

Per far valere tutti i diritti previsti dalla legge nel caso si acquisti un prodotto che presenta difetti o non funziona a dovere, è opportuno conservare lo scontrino di acquisto per il tempo di durata della garanzia del bene, quindi per almeno 26 mesi.

Se per il prodotto che si è comprato si è sottoscritta una garanzia di maggiore durata da parte del produttore, bisogna conservare lo scontrino d’acquisto e il certificato di garanzia per tutta la durata di questa garanzia aggiuntiva.

Bonus per ristrutturazioni edilizie

Preziose occasioni di risparmio sono quelle legate alle detrazioni sulle ristrutturazioni edilizie, gli interventi di risparmio energetico, gli acquisti di mobili e grandi elettrodomestici. Come per tutte le altre spese inserite nella dichiarazione dei redditi, anche il controllo della documentazione che attesta i lavori compiuti in casa segue lo stesso termine di prescrizione, cioè 5 anni.

Per questo particolare caso, però, l’applicazione è differente, perché la rateazione delle agevolazioni si spalma su dieci anni. Di conseguenza, si amplia anche il periodo durante il quale il fisco può effettuare controlli: bisogna conservare i documenti fino a cinque anni dopo che si è goduto dell’ultima rata delle agevolazioni.

Multe

In generale, il termine di prescrizione per il pagamento delle multe per infrazioni al Codice della strada è di 5 anni. Bisogna però fare una distinzione: i 5 anni valgono infatti per le violazioni accertate da polizia stradale o carabinieri (per esempio, per eccesso di velocità in autostrada), mentre per quelle rilevate dal Comune, solitamente attraverso i vigili urbani, il termine di prescrizione è di 2 anni dalla cosiddetta “iscrizione a ruolo” della multa, cioè dal momento in cui il Comune ordina all’agente per la riscossione di avviare la procedura per incassare la sanzione. Prima di tale data la prescrizione rimane in standby (non ne decorrono i termini).

Tasse sulla casa e sui rifiuti

I controlli da parte dei Comuni per le imposte locali sugli immobili, cioè Imu e Tasi, possono arrivare fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui si deve pagare o presentare la dichiarazione.

Tassa sui rifiuti

I vari passaggi da Tarsu a Tia1, Tia2, Tares, Tari non hanno modificato i termini di decadenza per effettuare i controlli. I controlli possono arrivare fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui si deve pagare o presentare la dichiarazione.

Bollo auto e altre spese

Per quanto riguarda il bollo auto, le Regioni possono fare accertamenti fino a 3 anni da quello in cui è stato fatto o doveva essere fatto il versamento.

Le parcelle dei professionisti

Vanno tenute per 3 anni.

Le ricevute per il pagamento

Delle cambiali si devono conservare per 3 anni a partire dalla scadenza. Ci sono poi documenti da conservare per non pagare due volte per lo stesso servizio in caso di contestazioni.

Bollette di acqua, luce, gas e telefono

Vanno tenute per 5 anni dalla scadenza. Per luce e gas, la prescrizione dei controlli si riduce a 2 anni in caso di rilevanti ritardi nella fatturazione per colpa del fornitore.

Spese condominiali

Le ricevute si prescrivono in 5 anni.

Affitto

Il proprietario di casa può chiedere i canoni di locazione entro 5 anni dalla scadenza.

Mutuo

Le ricevute di pagamento vanno tenute per 5 anni dalla scadenza della singola rata.