Benzina e diesel, tra sconti di Eni e Ip e accise mobili: cosa cambia per gli automobilisti
Prezzi calmierati in migliaia di distributori, taglio delle accise sul gasolio fino al 5 ottobre e un nuovo meccanismo dal giorno successivo. Ecco quanto si può risparmiare, come orientarsi tra le diverse offerte e cosa potrebbe succedere ai prezzi nelle prossime settimane.
In questo articolo
- Gasolio, fino al 5 ottobre lo sconto sulle accise è di 6,1 centesimi
- Eni: benzina a massimo 1,99 euro e diesel a 2,19 euro
- Anche Ip abbassa i prezzi
- Gli altri distributori abbasseranno i prezzi?
- Dal 6 ottobre arrivano le accise mobili: cosa significa
- Conviene aspettare per fare benzina o diesel?
- Lo sconto proposto dai gestori sarà realmente efficace?
Dopo settimane di rincari, da lunedì 28 settembre 2026, per molti automobilisti fare il pieno può costare meno. Eni ha fissato un prezzo massimo per benzina e diesel nella rete Enilive, mentre gli azeri di Socar, che nei mesi scorsi hanno rilevato Ip, hanno annunciato a loro volta un intervento per calmierare i prezzi. Due iniziative che interessano una parte importante dei distributori italiani e che potrebbero spingere anche altri operatori a ritoccare i listini per non perdere clienti. Nel frattempo, resta in vigore fino al 5 ottobre il taglio delle accise sul gasolio deciso dal Governo (è stato tagliato a 6 centesimi di euro) e dal giorno successivo entrerà in gioco il meccanismo delle accise mobili. Per chi deve fare rifornimento, quindi, la situazione è molto diversa rispetto a pochi giorni fa: le differenze di prezzo tra un distributore e l’altro possono diventare ancora più ampie e confrontare i listini può far risparmiare diversi euro su un pieno.
Torna all'inizioGasolio, fino al 5 ottobre lo sconto sulle accise è di 6,1 centesimi
La prima novità è già scattata sabato 26 settembre e riguarda il gasolio. Il Governo ha ridotto lo sconto sull’accisa che, tra il 18 e il 25 settembre, valeva 12,2 centesimi di euro (Iva inclusa). Dal 26 settembre al 5 ottobre il taglio è stato dimezzato: l’accisa è ridotta di 5 centesimi, che diventano 6,1 centesimi al litro Iva compresa.
L’effetto si è visto sui prezzi del diesel, che negli ultimi giorni sono rimasti particolarmente elevati. Secondo i dati dell’Osservatorio prezzi carburanti del Mimit, il 28 settembre il prezzo medio nazionale in modalità self sulla rete stradale è di 2,152 euro al litro per la benzina e 2,369 euro per il gasolio. Entrambi sono leggermente diminuiti rispetto al giorno precedente, quando erano rispettivamente 2,159 e 2,377 euro.
Torna all'inizioEni: benzina a massimo 1,99 euro e diesel a 2,19 euro
La novità più immediatamente visibile per gli automobilisti è quella partita il 28 settembre nella rete Enilive. Eni ha fissato per i carburanti commercializzati dalla società un prezzo massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e di 2,19 euro per il diesel, circa 17 centesimi in meno rispetto ai livelli medi considerati dalla compagnia al momento dell’annuncio. L’iniziativa ha un peso rilevante anche per le dimensioni della rete: Eni-Enilive conta circa 4mila stazioni di servizio e rappresenta all’incirca il 20% del mercato italiano della distribuzione dei carburanti. Il tetto è previsto inizialmente per 30 giorni, ma Eni ha già lasciato aperta la possibilità di prorogarlo fino alla fine del 2026, in base all’andamento del mercato e alla disponibilità dei prodotti.
Il vantaggio può essere consistente. Con una differenza di 17 centesimi al litro rispetto al prezzo medio, su un rifornimento di 50 litri il risparmio arriva a circa 8,50 euro.
La misura riguarda la rete Enilive e vale anche sulle aree autostradali. Proprio per questo potrebbe essere particolarmente utile in autostrada, dove normalmente i carburanti costano più che sulla rete ordinaria.
L’arrivo dei nuovi prezzi ha però provocato anche un fenomeno facilmente prevedibile: in alcune stazioni si sono formate code di automobilisti, con le prime segnalazioni arrivate già dalla mattina del 28 settembre in Lombardia.
Prima di allungare il percorso o affrontare una lunga attesa per approfittare dello sconto, quindi, conviene fare due conti: pochi chilometri percorsi appositamente per raggiungere un distributore più conveniente possono ridurre il beneficio, così come una lunga coda può rendere meno interessante un risparmio di pochi euro.
Torna all'inizioAnche Ip abbassa i prezzi
La decisione di Eni ha avuto rapidamente un seguito. Socar, il gruppo azero che controlla Italiana petroli (Ip), ha annunciato a sua volta un intervento per calmierare i prezzi di benzina e gasolio.
A differenza di Eni, però, Ip non ha fissato un unico prezzo massimo nazionale. I prezzi saranno definiti tenendo conto delle diverse condizioni della rete e l’intervento sarà applicato progressivamente, partendo dagli impianti a marchio Ip.
La rete Ip conta oltre 4.500 stazioni di servizio e l’intervento dovrebbe partire dagli impianti di proprietà della società, circa 2mila, per poi estendersi progressivamente agli altri. Socar sta inoltre valutando come applicare il meccanismo anche alle stazioni a marchio Esso e agli altri operatori che acquistano carburante da Ip.
Non bisogna dare per scontato che tutti i distributori Ip pratichino immediatamente lo stesso prezzo: occorre verificare il listino esposto nel singolo impianto.
Torna all'inizioGli altri distributori abbasseranno i prezzi?
Eni e Ip rappresentano insieme una fetta molto importante della rete italiana: complessivamente oltre 8mila stazioni di servizio.
Avere una quota così ampia del mercato con prezzi calmierati può aumentare la pressione concorrenziale sugli altri operatori, ma questo non è sufficiente per stabilire che tutti seguiranno Eni e IP né che applicheranno riduzioni della stessa entità, anche perché sono entrambi casi molto particolari: Eni opera su tutta la filiera, dall’estrazione del greggio alla vendita alla pompa, Ip fa lo stesso anche se Socar non riesce a produrre tutto il fabbisogno venduto, altre compagnie, invece, acquistano e rivendono il carburante e quindi sono soggette alle leggi del mercato.
È chiaro, però, che un automobilista che può scegliere tra più distributori tenderà naturalmente a privilegiare quello più conveniente, soprattutto quando la differenza supera i 10-15 centesimi al litro. I primi dati del 28 settembre mostrano già un piccolo arretramento dei prezzi medi nazionali, ma è ancora troppo presto per stabilire quanto dipenda dalle nuove iniziative commerciali e se la discesa proseguirà.
Per questo il consiglio resta quello di confrontare sempre il prezzo effettivamente praticato nella propria zona, senza fermarsi necessariamente al marchio del distributore. Se anche altri operatori adegueranno i listini per non perdere clienti, nelle prossime giornate potrebbero comparire offerte convenienti anche al di fuori delle reti che hanno annunciato formalmente un calmiere.
Torna all'inizioDal 6 ottobre arrivano le accise mobili: cosa significa
Un altro passaggio importante arriverà il 6 ottobre, quando terminerà l’attuale riduzione fissa dell’accisa sul gasolio. In assenza di nuovi interventi, l’aliquota tornerebbe al suo livello ordinario. Il Governo punta però a utilizzare il meccanismo delle cosiddette accise mobili, uno strumento già previsto dalla legge che lega la possibilità di ridurre l’imposta all’extragettito Iva generato dall’aumento del prezzo del petrolio.
Sul carburante, infatti, paghiamo sia un’accisa, che è un’imposta fissa che vale circa 0,67 euro al litro, sia l’Iva al 22% (che si calcola sul prezzo finito, comprensivo delle accise). Quando il prezzo del carburante aumenta, cresce anche l’Iva incassata dallo Stato. Il meccanismo dell’accisa mobile permette di utilizzare queste maggiori entrate per finanziare una riduzione delle accise, attenuando almeno in parte l’aumento alla pompa.
A differenza degli sconti fissi adottati finora, quindi, dal 6 ottobre non è possibile indicare in anticipo uno sconto certo per ogni litro di carburante ma l’entità dell’eventuale riduzione dipenderà dall’andamento dei prezzi e dall’extragettito disponibile.
Torna all'inizioConviene aspettare per fare benzina o diesel?
Per chi deve fare rifornimento non ha molto senso cercare di prevedere oggi quale sarà il prezzo tra una settimana. Le quotazioni internazionali, i costi di raffinazione e le decisioni delle compagnie possono cambiare rapidamente e dal 6 ottobre entrerà in gioco anche il nuovo meccanismo fiscale.
Più utile è confrontare i prezzi disponibili giorno per giorno nella propria zona. Con differenze che possono superare i 15 centesimi al litro, scegliere un distributore invece di un altro può significare risparmiare diversi euro su un pieno.
Le iniziative di Eni e Ip possono offrire un sollievo immediato e potrebbero contribuire a spingere anche altri operatori a rivedere i propri listini. Restano però misure temporanee e volontarie, mentre anche il taglio delle accise continua a dipendere da interventi limitati nel tempo e dalle risorse disponibili. Il vero banco di prova arriverà quindi nelle prossime settimane: capire se la maggiore concorrenza tra distributori e il sistema delle accise mobili riusciranno davvero a contenere il costo dei carburanti anche se le tensioni sui mercati internazionali dovessero continuare.
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