Caro-benzina, firma per azzerare l'Iva

Con il riacutizzarsi delle tensioni in Medio Oriente e la forte crescita del prezzo del carburante, il Governo applica un nuovo sconto sulle accise del diesel. Ma non basta: firma la petizione per chiedere interventi strutturali, primo fra tutti l’azzeramento dell’Iva.

Dopo il primo intervento di marzo e la scadenza di inizio luglio 2026, il Governo è tornato a intervenire sul caro carburanti con un nuovo taglio delle accise sul diesel. Dal 26 settembre lo sconto è stato ridotto a 6,1 centesimi al litro, Iva compresa, e resterà in vigore fino al 5 ottobre. Dal 6 ottobre entrerà invece in funzione il meccanismo delle cosiddette “accise mobili”, che consentirà di ridurre le accise quando il prezzo internazionale del petrolio supera determinati livelli, utilizzando il maggior gettito Iva generato dai rincari. Nel frattempo è arrivata anche un’iniziativa di Eni: dal 28 settembre e per 30 giorni, con possibilità di proroga fino alla fine dell’anno, la società applicherà nella rete Enilive un tetto massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e di 2,19 euro per il gasolio, circa 17 centesimi in meno rispetto ai livelli medi registrati al momento dell’annuncio. Misure che cercano di contenere gli effetti dei forti rincari provocati dalle tensioni geopolitiche e dalle difficoltà sul mercato internazionale dei prodotti raffinati, ma che confermano il ricorso a interventi temporanei per fronteggiare l’emergenza.

Noi riteniamo che non sia più tempo di misure tampone e che si mettano in campo interventi strutturali: siamo convinti che lavorare sull’Iva ci potrebbe dare risultati immediati e più significativi. In questo momento, quindi, è quantomai importante mettere in atto quello che ormai da anni chiediamo con questa petizione: azzerare l’Iva sui carburanti per ottenere risparmi consistenti sul pieno.

Cosa chiediamo

Chiediamo che si proceda quanto prima a una manovra strutturale che punti all’azzeramento dell’Iva. Lo chiediamo insieme agli oltre 275mila cittadini che già hanno sottoscritto la nostra petizione. Partecipa anche tu. 

Perché l’azzeramento dell’Iva è la misura più efficace

Noi riteniamo che sia ormai arrivato il momento di agire direttamente sull’Iva, azzerandola, come abbiamo chiesto già nella nostra lettera al governo. Infatti, essendo l'Iva una percentuale (che con la sua aliquota, attualmente al 22% determina il prezzo finale in modo decisivo), avrebbe un impatto maggiore rispetto agli interventi sulle accise, anche in caso di futuri aumenti dei prezzi dei carburanti e di possibili speculazioni in un mercato già estremamente volatile.

A oggi, infatti, la tassazione dei carburanti in Italia si basa su due componenti: accise e Iva. A differenza delle accise, l’Iva è un’imposta proporzionale al prezzo e finisce per gravare anche sulle accise stesse, determinando un ulteriore aumento del costo finale pagato dai consumatori. Per questo chiediamo un intervento sull’Iva: in una fase di emergenza come quella che stiamo vivendo, il suo azzeramento rappresenterebbe la misura più efficace per alleggerire il costo del pieno e contenere gli effetti del caro carburanti su famiglie e imprese.

Siamo consapevoli che, nel lungo periodo, l’obiettivo debba essere quello di favorire una mobilità sempre più sostenibile. Tuttavia, la transizione richiede tempo e oggi gran parte degli spostamenti di persone e merci dipende ancora da benzina e diesel. È quindi necessario adottare misure straordinarie per tutelare cittadini, lavoratori, artigiani e piccole e medie imprese, senza rinunciare agli obiettivi di decarbonizzazione.

Per questo chiediamo di superare gli interventi temporanei e di adottare un meccanismo strutturale che preveda l’azzeramento dell’Iva sui carburanti, o comunque una sua significativa riduzione, così da attenuare gli effetti delle oscillazioni dei prezzi e limitare le spinte inflazionistiche che colpiscono soprattutto le fasce più vulnerabili della popolazione.

Si tratta di una misura straordinaria, pensata per rispondere a una situazione eccezionale. Una volta superata l’emergenza, sarà invece opportuno orientare le politiche fiscali verso strumenti capaci di accompagnare e incentivare una mobilità più sostenibile.

È anche per questo che abbiamo portato in Parlamento le prime 200mila firme raccolte con la nostra petizione, nell’ambito della legge di conversione del primo decreto carburanti, intervenendo in audizione per sostenere la necessità di un intervento strutturale.

Continuiamo quindi a chiedere alle istituzioni di eliminare l’Iva sui carburanti, sia sul costo industriale sia sulle accise.

Unisciti alla nostra richiesta per dire stop al caro benzina azzerando l'Iva: firma ora l'appello di Altroconsumo.