Caro-benzina, firma per azzerare l'Iva

Dal 1° gennaio sono terminati tutti gli sconti governativi e il carburante alla pompa è tornato a "prezzo pieno". Anche scongiurare possibili rincari speculativi, serve subito un intervento duraturo agendo direttamente sull'Iva: chiedi con noi l’azzeramento dell’Iva sui carburanti.

Dal 1° gennaio sono terminati anche agli ultimi incentivi voluti dal Governo per calmierare i prezzi dei carburanti. Le accise in questo 2023 sono tornate a essere applicate in misura piena e il prezzo di benzina e diesel alla pompa non ha più alcuno sconto per il consumatore.

Ma la decisione di non rinnovare il taglio delle accise sta generando rincari pesanti e repentini, come era prevedibile e come anche noi avevamo segnalato. Tuttavia, questi cambiamenti sembrano troppo repentini e troppo importanti per essere solo frutto della fine dello sconto sulle accise. E' bene quindi che su questo le autorità indaghino per verificare se siamo di fronte a una nuova possibile speculazione a danno degli automobilisti.

Prima che gli effetti di questi aumenti si scarichino ulteriormente su altre filiere e categorie di beni, serve un intervento duraturo agendo direttamente sull'Iva per mantenere il prezzo dei carburanti a livelli accettabili, soprattutto in questo periodo di grave crisi energetica. Già dai primi giorni di gennaio stiamo tornare a pagare la benzina più di 1,8 euro al litro. Chiedi con noi l’azzeramento dell’Iva sui carburanti. 

Rendere l'intervento strutturale

Noi riteniamo che sia ormai arrivato il momento di agire direttamente sull'Iva, azzerandola, come abbiamo chiesto già nella nostra lettera al Governo. Infatti, essendo l'Iva una percentuale, avrebbe un impatto maggiore in caso di futuri aumenti delle materie prime e di possibili speculazioni, inoltre, le continue proroghe di misure fiscali aggiungono instabilità a un mercato già estremamente precario.

Gli automobilisti se ne sono già accorti, dopo aver pagato a caro prezzo il pieno arrivando alla soglia dei due euro al litro per la benzina, nelle ultime settimane siamo arrivati a poco più de1,60 al litro ma l’effetto accise ridotte sta per terminare insieme ai botti di Capodanno.

Nel 2022 ogni automobilista ha speso circa 130 euro in più rispetto allo scorso anno (ipotizzando un consumo di 900 litri all'anno) senza riduzione delle accise saremmo arrivati a 315 euro in più rispetto al 2021. Se invece, avessimo tenuto le accise costanti e avessimo azzerato l’Iva, come da noi proposto, non solo non avremmo pagato i 130 euro in più rispetto al 2021, ma avremmo anche risparmiato altri 20 euro ad auto, portando il guadagno rispetto allo scorso anno a più di 150 euro ad auto per la benzina.

Azzerare temporaneamente l'Iva

Proprio per evitare aumenti futuri dovuti anche alla speculazione, riteniamo che la strada da percorrere sia ora quella dell'azzeramento temporaneo dell'Iva, che con la sua aliquota, attualmente al 22% determina il prezzo finale in modo decisivo. Il suo azzeramento è l’unica garanzia di un rallentamento della crescita del prezzo alla pompa dei carburanti.  Continuiamo pertanto la nostra battaglia chiedendo alle istituzioni di eliminare l'Iva sui carburanti, sia sul costo industriale sia sulle accise. In questo modo, le variazioni del costo di produzione della benzina (detto costo industriale) verrebbero assorbite mantenendo il costo alla pompa della benzina sulla soglia di 1,50 euro al litro; e questo anche senza una proroga del taglio delle accise.

Unisciti alla nostra richiesta per dire stop al caro benzina azzerando l'Iva: firma ora l'appello di Altroconsumo.