Caro-benzina, firma per azzerare l'Iva

La benzina torna a oltre 2 euro al litro: il taglio di 25 centesimi delle accise è ormai insufficiente nonostante la proroga al 2 agosto. Serve un intervento duraturo agendo direttamente sull'Iva. Chiedi con noi l’azzeramento dell’Iva sui carburanti.

40264 partecipanti

Il supporto che ti diamo è totalmente gratuito. In questo modo diventi anche FAN di Altroconsumo e ne sostieni le battaglie

Dopo la decisione dell'Europa di tagliare l'importazione del petrolio russo, il prezzo del carburante è tornato nuovamente a salire. Gli automobilisti se ne sono già accorti, pagando a caro prezzo il pieno di questi ultimi giorni arrivato nuovamente a superare la soglia dei 2 euro al litro. Ma sono mesi che il caro-benzina pesa sulle tasche dei cittadini. In questa prima metà del 2022 ogni automobilista ha speso circa  100 euro in più rispetto allo scorso anno (ipotizzando un consumo di 900 litri all'anno).

E questo nonostante la riduzione di 25 centesimi alla pompa stabilita dal Governo. Senza questa riduzione saremmo arrivati a oltre 180 euro in più rispetto al 2021. Si tratta di un taglio importante, quello del Governo, che però a causa dei continui aumenti del costo di produzione dei carburanti (e non ultimo appunto l'aumento del petrolio), è già stato più volte prorogato e rinnovato.

Rendere l'intervento strutturale

Noi riteniamo invece che serva rendere l'intervento più duraturo e agire direttamente sull'Iva, azzerandola, come abbiamo chiesto già nella nostra lettera al Governo. Essendo l'Iva una percentuale, avrebbe un impatto maggiore in caso di futuri aumenti delle materie prime e di possibili speculazioni, inoltre, le continue proroghe di misure fiscali aggiungono instabilità a un mercato già estremamente precario. Il Governo ha prorogato al 2 agosto la riduzione dell’accisa ma con i tassi di crescita del costo industriale che stiamo registrando, ci ritroviamo all’esodo estivo di agosto con la benzina a 2,2 euro al litro.

Azzerare temporaneamente l'Iva

Proprio per evitare aumenti futuri dovuti anche alla speculazione, riteniamo che la strada da percorrere sia ora quella dell'azzeramento temporaneo dell'Iva, che con la sua aliquota, attualmente al 22% determina il prezzo finale in modo decisivo. La sua riduzione o il suo azzeramento sono l’unica garanzia di un rallentamento della crescita del prezzo alla pompa dei carburanti.  Continuiamo pertanto la nostra battaglia chiedendo alle istituzioni di eliminare l'Iva sui carburanti, sia sul costo industriale sia sulle accise. In questo modo, il continuo aumento del costo di produzione della benzina (detto costo industriale) verrebbe assorbito mantenendo, almeno fino al grande esodo di agosto, il costo alla pompa della benzina sulla soglia dei 2 euro al litro; e questo anche senza una proroga del taglio delle accise. Anche con la proroga del  taglio delle accise, senza la possibilità di azzerare l'Iva come chiediamo, ad agosto rischiamo di ritrovarci la benzina a 2,2 euro al litro mentre chi parte dopo il 2 agosto dovrà sborsare 2,52 euro al litro.

Unisciti alla nostra richiesta per dire stop al caro benzina azzerando l'Iva: firma ora l'appello di Altroconsumo.