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Difformità lavori di trasformazione vasca in doccia e impianto non a norma

In lavorazione Pubblico

Tipologia di problema:

Problemi nell'esecuzione del lavoro

Reclamo

L. G.

A: Gdl SpA

26/10/2026

Spett. G.D.L. S.p.A., scrivo per conto di mia madre, intestataria del contratto. In data 16/09/2026 ha sottoscritto il contratto n. 88920123 per la trasformazione della vasca in doccia, concordando un corrispettivo pari a € 4.840,00 IVA inclusa. Nel contratto è indicato che in casa vive una persona con disabilità, cioè mia madre, e il lavoro serviva proprio a permetterle di lavarsi in sicurezza. I lavori si sono svolti il 14/10/2026, e in quella giornata sono successe queste cose. Il contratto prevedeva un piatto doccia di 3 cm, ma con la vasca già demolita ci è stato imposto un gradino di circa 15 cm, senza alcun accordo e nonostante la nostra opposizione scritta. Questo vanifica lo scopo del lavoro per la persona per cui era stato richiesto. Il vostro agente ci aveva confermato per iscritto che potevamo acquistare un nuovo scaldabagno, che la squadra avrebbe poi installato. La squadra che avete mandato, una ditta subappaltatrice che lavorava per vostro conto, ha dichiarato di non essere abilitata ai lavori elettrici. Nonostante questo, ha smontato il vecchio scaldabagno, che funzionava regolarmente, e ha collegato quello nuovo, montandolo dentro il box doccia e alimentandolo con una prolunga che passa dalla finestra del bagno fino alla camera da letto. Non c’è nessuna dichiarazione di conformità. Quando mio fratello ha chiesto un lavoro a norma, gli operai hanno reagito con insulti e frasi minacciose, e abbiamo dovuto chiamare il 112. Inoltre, al momento della firma nessuno ci aveva informato che per la detrazione fiscale serviva un bonifico “parlante”. Il 03/10/2026 il vostro Ufficio Incasso ha chiesto via email a mia madre di versare di nuovo la caparra di € 1.290,00, su un IBAN diverso da quello indicato nel contratto, nonostante avesse già pagato. Quando abbiamo chiesto una soluzione alla vostra assistenza su WhatsApp, ci avete confermato che l’unico modo per ottenere la detrazione è pagare di nuovo, promettendo di restituire il primo bonifico senza indicare quando. Il 15/10/2026 mia madre ha inviato un reclamo formale via PEC a gdlspa@legalmail.it, ma ad oggi non ha ricevuto alcuna risposta. Vi invitiamo a leggere con attenzione l’intera PEC, che descrive nel dettaglio quanto accaduto, e a esaminare la documentazione allegata, che prova ogni punto di questo reclamo. Per conto di mia madre chiedo una riduzione del prezzo di € 1.290,00 per i vizi dell’opera, la messa a norma dello scaldabagno da parte di un elettricista abilitato senza costi a suo carico, il rimborso di € 11,50 per la prolunga che ci è stato fatto acquistare, la dichiarazione di conformità degli scarichi modificati e che per gli interventi futuri non venga inviata la stessa ditta. Chiedo inoltre la conferma scritta del ricevimento della caparra, con l’indicazione della data entro cui verrà restituita, nonché scuse formali per il comportamento offensivo degli operai e per come è stata gestita l’intera vicenda. Resta salvo il diritto di mia madre di chiedere il risarcimento degli ulteriori danni subiti. In mancanza di un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, non esiteremo ad adire le vie legali a tutela dei diritti di mia madre.

Richiesta di assistenza 03 novembre 2026

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