Pagamenti digitali al mercato: 3 ambulanti su 10 non li accettano, il 75% perché non ha il Pos
Il 27% dei 90 ambulanti coinvolti nella nostra inchiesta nei mercati di 9 città non accetta i pagamenti elettronici. Ben il 75% dichiara di non avere il Pos. A Napoli e a Genova oltre la metà degli ambulanti accetta solo contanti. Milano, Cagliari e Padova le città più digitali.
In questo articolo
- Ancora troppi ambulanti senza Pos
- I no ai pagamenti digitali città per città
- A Napoli: solo contanti in 7 casi su 10
- Genova, il Pos non c'è in 6 bancarelle su 10
- Bologna, solo contanti per tre ambulanti su dieci
- Bari, tre no alla carta e tanti malumori tra chi l'accetta
- Torino: "Il Pos arriverà"
- Roma, sì alla carta, ma a malincuore
- Nei mercati di Milano, Cagliari e Padova tutti accettano la carta
- Pagamenti con carta: le commissioni pesano soprattutto sui piccoli esercenti
- Perché il pagamento digitale conviene a tutti
Quest’estate, tra il 6 e il 27 luglio, siamo tornati dopo un anno tra le bancarelle dei mercati di 9 città (Bari, Bologna, Cagliari, Genova, Milano, Napoli, Padova, Roma e Torino) senza contanti in tasca a comprare frutta, verdura, vestiti, detersivi per importi dai 2 ai 10 € per verificare l’accettazione dei pagamenti elettronici. E’ andata meglio di un anno fa quando negli stessi mercati quasi 4 ambulanti su dieci dicevano no al pagamento con carta, ma c'è ancora una fetta troppo consistente di no: il 26,7% soprattutto per i piccoli importi. Infatti, il 35,7% dei rifiuti ha riguardato spese inferiori ai 3 euro e il 40% tra i 3 e gli 8 euro. Mentre per spese di importo superiore agli 8 euro solo il 5,7% ha rifiutato la carta.
Torna all'inizio
Ancora troppi ambulanti senza Pos
Il 75% di chi ha rifiutato il pagamento digitale ha dichiarato di “non avere il Pos”, quindi di non essere attrezzato per accettare i pagamenti elettronici con carte di credito, debito o prepagate come previsto dalla legge. Non sappiamo se realmente sia così o se sia stata una scusa per indurre il cliente a pagare in contanti, di sicuro la legge prevede l’obbligo del Pos per tutti gli esercenti, quindi anche gli ambulanti dal 2014. Obbligo che deriva dal fatto che il Pos è lo strumento con cui gli esercenti assolvono all’obbligo, stabilito dalla legge, di consentire ai cittadini di pagare con la carta o con il bancomat invece che in contanti e senza alcuna soglia minima di spesa. Dal 2022 per chi rifiuta il pagamento con carta è prevista una multa di 30 €, cui va aggiunta una percentuale pari al 4% del valore del pagamento rifiutato.
I motivi dei rifiuti incassati nella nostra inchiesta oltre alla mancanza del Pos ripetono le battute di un copione già noto: importo troppo basso della spesa (8,3%), un limite minimo di spesa per poter usare la carta, solitamente 5 o 10 € (8,3%), il Pos che non funziona (4,2%). In pratica, farsi pagare con carta non conviene se la spesa è bassa.
I no ai pagamenti digitali città per città
Il nostro giro per mercati senza contanti in tasca ha mostrato che solo a Milano, Padova e Cagliari si riesce sempre a fare la spesa, mentre a Napoli (7 su 10) e Genova (6 su 10) oltre la metà degli ambulanti rifiuta il pagamento con carta. A Bologna (4 no su 10) e Bari (3 no su 10) bisogna impegnarsi un po’ di più per pagare con la carta visto che si inciampa in diversi ambulanti che la rifiutano. Nel capoluogo emiliano il fruttivendolo, pur di non far pagare con carta due € per due pesche ce le ha regalate, dicendoci "va beh mi paghi la prossima volta". Pochi no a Roma e Torino (2 no su 10) motivati con l’importo troppo basso della spesa.
Torna all'inizioA Napoli: solo contanti in 7 casi su 10
Il no al pagamento con carta va in scena in sette casi su dieci con le stesse vecchie battute: “non ho il Pos” oppure “è rotto” o ancora “per pagamenti con Pos la merce deve superare i 10 € di spesa”. Napoli resta la città meno propensa al pagamento digitale, se vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno possiamo dire che rispetto a un anno fa tre ambulanti hanno accettato la carta: per un vestito da 10 €, gli slip da 6 € e persino le olive per 2 €. Siamo andati nei mercati di via Azzi e di via De Bosis.
Torna all'inizioGenova, il Pos non c'è in 6 bancarelle su 10
“Non ho il Pos”, sei ambulanti su dieci motivano così il no al pagamento con carta. Tra le bancarelle sotto la Lanterna (nei mercati di Piazza Palermo, Piazza Dinegro, Sampierdarena, Via Francesco Anzani, Via Tortosa), il rifiuto non riguarda solo le spese di piccolo importo (2 € dei peperoni o di una piantina), ma anche quelle di 10 € per l’orata alla bancarella del pesce. Se sei senza contanti ci sono anche ambulanti che non fanno una piega: “Puoi pagare come preferisci”, accanto quelli che non si arrendono alla carta: "Oggi non ce l'ho il Pos cara, puoi andare a prelevare allo sportello bancario lì dietro".
Torna all'inizioBologna, solo contanti per tre ambulanti su dieci
Tra le bancarelle di Bologna (mercati di Via Pieve di Cadore, San Donato, Piazza Spadolini, La Piazzola e Piazza VIII Agosto) i tre no al pagamento digitale si distinguono per le differenti motivazioni: da chi lo giustifica con “il capo non c’è” (quindi non si può usare il Pos…) a chi ha addirittura regalato le pesche (2 € di spesa) pur di non accenderlo. Il rifiuto è spesso legato all’importo visto che riguarda soprattutto spese tra i 2 e i 3,50 €, mentre per quelle da 8 € in su non ci sono obiezioni. C’è chi usa Sum-up e invia lo scontrino via mail e chi non accetta pagamenti al di sotto dei 5 €.
Torna all'inizioBari, tre no alla carta e tanti malumori tra chi l'accetta
Due fruttivendoli per 2 € di spesa dichiarano di non avere il Pos e un terzo di averlo lasciato a casa… Nei mercati di via Del Turco e di via Salvemini anche chi accetta il pagamento con carta per una cifra così piccola lo fa malvolentieri e lo fa capire al cliente. Mentre per acquisti di importo più elevato non ci sono rifiuti, ma qualche mal di pancia sì. Infatti, lo sconto per uno shampoo da 10 a 9 € viene subito ritirato quando l’ambulante capisce che il cliente paga con carta. Perché? Colpa dell’Iva…
Torna all'inizioTorino: "Il Pos arriverà"
Sotto la Mole gli unici due no alla carta (mercati di Via Svizzera e Corso Racconigi) hanno riguardato una spesa di 2 € e il rifiuto è stato sempre giustificato con l’assenza del Pos, in un caso l’ambulante ha assicurato che “arriverà a giorni”. Bisogna dire però che in altri quattro casi in cui la spesa era bassa, inferiore a 3 €, non ci sono stati problemi a pagare con carta.
Torna all'inizioRoma, sì alla carta, ma a malincuore
Nella caput mundi due ambulanti rifiutano il pagamento con carta perché “la spesa è troppo piccola” (3€ per un ventaglio) e ancora “per un prezzo così basso non posso usare il bancomat” (2,50€ per deodorante). Su dieci bancarelle, nei mercati di Via dell’Accademia Peloritana, Via Balbo, Via Milazzo e Piazza Alberone, solo due hanno detto no alla carta, ma tra chi l’ha accettata non sono mancati malumori e resistenze… Un ambulante chiede di pagare in contanti il docciaschiuma da 2 € perché il Pos impiega tempo ad accendersi e spesso non prende la linea, ma alla fine accetta la carta. Un altro espone il cartello pagamento minimo con bancomat 5 €.
Torna all'inizioNei mercati di Milano, Cagliari e Padova tutti accettano la carta
Nel capoluogo sardo si può tranquillamente fare la spesa senza contanti in tasca perché tutti gli ambulanti (Via Buggerru e Piazza dei Centomila) accettano la carta senza problemi, obiezioni o malumori. Anche per acquisti di basso importo: la ricotta (ricotta 1,50 €), i pomodori (2 €), i cetrioli (2,20 €); i peperoni (2,39 €) e i malloreddus (2,50 €). Anche a Padova (mercati di Piazza della Frutta, Piazza delle Erbe e Piazza dei Signori) non ci sono problemi a pagare con la carta neanche per importi molto piccoli come una piantina da 2 € e diversi ambulanti si sono attrezzati per rendere più facile il pagamento e meno onerose le commissioni da pagare scegliendo soluzioni in cui loro stesso smartphone diventa il Pos e lo scontrino viene inviato via email.
Infine, sotto la Madonnina la carta è stata accettata in tutte le dieci bancarelle (mercati di Via Ettore Ponti e via Vespri Siciliani) anche per acquisti di basso importo come il pane da 1,50 € e tovaglioli e pesche a 2 €. Nessun importo minimo richiesto, nessuna smorfia alla vista del bancomat, nessuno senza Pos: il pagamento digitale sembra essere diventato “normale”.
Torna all'inizioPagamenti con carta: le commissioni pesano soprattutto sui piccoli esercenti
Dopo un anno, il nostro giro estivo per i mercati mostra che i pagamenti digitali restano ancora spesso poco graditi agli ambulanti soprattutto per le cifre inferiori ai 3 euro: in un caso su tre rifiutano la carta o il bancomat. Solo contanti perché non hanno il Pos oppure è rotto oppure dicono esplicitamente che la cifra è troppo bassa o che l'accettano solo al di sopra di un importo minimo di spesa (da 5 a 10 euro a seconda della bancarella). Ancora troppo spesso quando accettano la carta lo fanno a malincuore, soprattutto se la cifra è bassa.
Anche se la situazione è migliorata rispetto a un anno fa, non c’è ancora un’accettazione generalizzata dei pagamenti digitali senza badare all’importo della spesa. Sono le commissioni a frenare la propensione all’uso del Pos soprattutto da parte dei piccoli commercianti come gli ambulanti che, contrariamente alla grande distribuzione, non possono fare leva su un elevato volume di transazioni per negoziare con gli operatori commissioni ridotte. I commercianti sono costretti a sborsare anche sui piccoli importi commissioni di incasso spesso salate. Infatti, in oltre tre casi su dieci il rifiuto al pagamento con carta che abbiamo ricevuto ha riguardato acquisti per cifre inferiori a 3 euro. La svolta potrebbe venire dall'introduzione dell'euro digitale, oggi in fase di sperimentazione, ma che dovrebbe essere emesso nel 2029. Infatti, oggi gli esercenti dipendono dai circuiti di pagamento internazionali extraeuropei (come Visa, Mastercard, American Express o PayPal), ma con l’euro digitale ci sarà in Europa un sistema di pagamento digitale comune, un’alternativa europea gratuita e non tracciata utilizzabile in tutta l’area euro. Così dovrebbe aumentare la concorrenza e il potere contrattuale degli esercenti nella negoziazione delle commissioni. Staremo a vedere.
Torna all'inizioPerché il pagamento digitale conviene a tutti
I vantaggi della moneta digitale sono chiari: primo fra tutti quello di tracciare le operazioni, far emergere il nero e dunque contrastare l’evasione fiscale. Poi c’è la sicurezza: è più facile bloccare una carta clonata che recuperare un portafoglio rubato pieno di banconote. Infine, c’è un vantaggio anche di spesa pubblica: tutto quello che ruota attorno alla gestione del contante (produzione, trasporto, sicurezza) ha costi molto più elevati rispetto al digitale.
Per i cittadini poi è importante scegliere la carta più conveniente per il proprio profilo per questo ti aiutiamo a individuarla con il nostro comparatore delle carte di credito e delle prepagate.
