Taglio delle tasse nel 2027: fino a 500 euro in meno, ma solo per un anno
Fino a 500 euro in più in busta paga nel 2027, circa 38 euro al mese per chi percepisce 13 mensilità. È l'effetto del taglio delle tasse previsto dalla manovra Finanziaria 2027 che ha innalzato a 55.000 euro la soglia del secondo scaglione Irpef. Ma c'è una sorpresa: lo sconto durerà soltanto un anno e, senza una proroga, dal 2028 si tornerà a pagare come prima. Ecco le tabelle per vedere esattamente quanto risparmi.
In questo articolo
- Taglio Irpef 2027: cosa prevede la manovra
- Paghi meno nel 2027, di più nel 2028: ecco quanto
- Chi ottiene i 500 euro: conta l'imponibile, non la Ral
- Redditi alti: i limiti alle detrazioni restano
- Quando arriva lo sconto e quando finisce
- Proroga nel 2028: cosa può cambiare
- Manovra 2027: le richieste di Altroconsumo
Il disegno di legge di bilancio 2027-2029, ora all’esame del Parlamento e con approvazione definitiva attesa entro fine dicembre 2026, allarga per un anno il secondo scaglione Irpef. L’aliquota del 33%, che dal 2026 si applica fino a 50.000 euro di reddito imponibile, coprirà anche la fascia tra 50.000 e 55.000 euro, oggi tassata al 43%. Lo sconto massimo è di 500 euro, per chi ha un imponibile di almeno 55.000 euro.
La misura però ha una scadenza scritta nella norma: vale solo per il 2027. Senza una proroga, dal 2028 tornerà il 43% oltre i 50.000 euro e, a parità di reddito, si pagheranno fino a 500 euro di Irpef in più rispetto al 2027. Rimane a regime il taglio dal 35% al 33% sulla fascia tra 28.000 e 50.000 euro introdotto con la manovra dello scorso anno.
Torna all'inizioTaglio Irpef 2027: cosa prevede la manovra
Il taglio è nell’articolo 9 del disegno di legge di bilancio che è in fase di valutazione in Parlamento: «Per l’anno 2027 […] l’imposta lorda è calcolata applicando, in luogo delle aliquote previste dal comma 1, le seguenti aliquote per scaglioni di reddito». Questo significa che le aliquote ordinarie non vengono modificate ma per un anno vengono sostituite da altre. La relazione tecnica che accompagna la manovra lo conferma, parlando di una modifica della struttura di aliquote e scaglioni «per il solo anno 2027».
| Reddito imponibile | 2026 (in vigore) | 2027 (DDL di bilancio) | 2028 (senza proroga) |
|---|---|---|---|
| Fino a 28.000 euro | 23% | 23% | 23% |
| Da 28.000 a 50.000 euro | 33% | 33% | 33% |
| Da 50.000 a 55.000 euro | 43% | 33% | 43% |
| Oltre 55.000 euro | 43% | 43% | 43% |
Paghi meno nel 2027, di più nel 2028: ecco quanto
Lo sconto è pari al 10% della parte di reddito imponibile che supera 50.000 euro, fino a un massimo di 500 euro. Senza proroga, a parità di reddito, dal 2028 lo stipendio torna a essere quello del 2026. Ecco cosa cambia a parità di reddito imponibile e di detrazioni, senza considerare le addizionali.
| Reddito imponibile | 2027 Aumento di stipendio annuo | 2027 aumento mensile (13 mesi) |
|---|---|---|
| Fino a 50.000 euro | 0 euro | 0 euro |
| 51.000 euro | 100 euro | circa 8 euro |
| 52.500 euro | 250 euro | circa 19 euro |
| 54.000 euro | 400 euro | circa 31 euro |
| 55.000 euro e oltre | 500 euro | circa 38 euro |
Secondo la relazione tecnica, la misura riguarda circa 3,2 milioni di contribuenti e riduce l’Irpef di competenza del 2027 di circa 1,43 miliardi di euro. Il rapporto tra riduzione stimata e i contribuenti coinvolti corrisponde a circa 448 euro per beneficiario, un valore vicino al massimo teorico di 500 euro.
Torna all'inizioChi ottiene i 500 euro: conta l'imponibile, non la Ral
Le soglie di 50.000 e 55.000 euro si riferiscono al reddito imponibile fiscale, cioè al reddito complessivo al netto degli oneri deducibili, compresi i contributi Inps. Per un lavoratore dipendente la differenza rispetto alla retribuzione lorda annua (Ral) è tutt’altro che trascurabile.
Con l’aliquota contributiva base a carico del lavoratore del 9,19% (9,49% o poco più per le aziende che hanno più di 15 dipendenti), una Ral di 55.000 euro corrisponde a un imponibile di circa 49.950 euro che porta a non beneficiare della riduzione Irpef. Il beneficio comincia con una Ral poco superiore a 55.000 euro e diventa pieno solo intorno ai 60.500-61.000 euro di Ral. Il calcolo è indicativo: aliquote contributive diverse, previdenza complementare e altri oneri deducibili spostano le soglie.
Per i pensionati il conto cambia. Sulla pensione non si pagano contributi, quindi in assenza di altri redditi e di oneri deducibili l’importo lordo annuo coincide con l’imponibile. A parità di cifra lorda e senza altri redditi né oneri deducibili, un pensionato con 55.000 euro ottiene lo sconto pieno, un dipendente con 55.000 euro di Ral praticamente nulla.
Per capire dove ci si colloca, il dato da guardare è il reddito imponibile indicato nell’ultimo 730 o modello Redditi. Per un dipendente senza altri redditi è un buon riferimento anche il reddito di lavoro dipendente riportato nella Certificazione unica, già al netto dei contributi.
Torna all'inizioRedditi alti: i limiti alle detrazioni restano
Il taglio cambia le aliquote, non le detrazioni per oneri, che si calcolano in percentuale sulla spesa sostenuta. I limiti in vigore continuano quindi ad applicarsi anche ai redditi del 2027 e non entrano nel calcolo dei 500 euro, che sono una riduzione di imposta lorda: il beneficio effettivo dipende anche dalle detrazioni di ciascuno. Queste soglie però si misurano sul reddito complessivo, al netto della rendita dell’abitazione principale, non sull’imponibile.
- Oltre 75.000 euro. Gli oneri detraibili, con alcune eccezioni come le spese sanitarie, sono ammessi solo fino a un tetto di spesa: 14.000 euro tra 75.000 e 100.000 euro di reddito, 8.000 euro oltre, moltiplicati per un coefficiente legato ai figli a carico (0,5 senza figli, fino a 1 con più di due figli o un figlio con disabilità).
- Oltre 120.000 euro. Le detrazioni al 19% si riducono progressivamente fino ad azzerarsi a 240.000 euro. Restano intere, tra le altre, quelle per spese sanitarie, interessi del mutuo per l’abitazione principale e rette dell’asilo nido.
- Oltre 200.000 euro. Dal 2026 alcune detrazioni (oneri al 19% diversi dalle spese sanitarie, erogazioni ai partiti, polizze contro le calamità) si riducono sino a 440 euro, per compensare il taglio dal 35% al 33%. Il correttivo resta fermo a 440 euro anche nel 2027: il DDL non lo adegua, quindi, la riduzione di 500 euro di Irpef lorda vale anche per questi redditi.
Quando arriva lo sconto e quando finisce
Il momento in cui il taglio si vede, e in cui si sente la sua fine, dipende da come si paga l’Irpef.
| Chi | Quando arriva lo sconto 2027 | Cosa succede dal 2028 senza proroga |
|---|---|---|
| Lavoratori dipendenti | Nelle buste paga del 2027: il datore di lavoro applica le nuove aliquote alle ritenute. Eventuali ritardi si recuperano con il conguaglio di fine anno o nel 730. | Ritenute di nuovo al 43% oltre i 50.000 euro: netto mensile più basso fino a circa 38 euro a parità di stipendio. |
| Pensionati | Nei cedolini del 2027, con le stesse regole dei dipendenti. | Pensione netta più bassa fino a circa 38 euro al mese a parità di importo lordo. |
| Chi ha redditi senza sostituto d’imposta | Con la dichiarazione presentata nel 2028 (saldo 2027 più basso) e con acconti 2028 più leggeri se calcolati con il metodo storico. | Il saldo dell’Irpef 2028, da versare nel 2029, sarà più alto fino a 500 euro. |
L’ultima riga merita attenzione. L’articolo 9 non contiene regole particolari per gli acconti, a differenza di altre misure della stessa manovra: valgono quindi quelle ordinarie. Con il metodo storico gli acconti per il 2028 si calcolano sull’imposta del 2027, più bassa per effetto del taglio. Il 2028 però sarà tassato di nuovo al 43% oltre i 50.000 euro e la differenza emerge con il saldo da versare nel 2029. Chi vuole evitarlo può versare acconti calcolati sull’imposta prevista per il 2028, più alti di quelli dovuti con il metodo storico: è una scelta, non un obbligo.
Un esempio. Due contribuenti con 60.000 euro di reddito imponibile sia nel 2027 sia nel 2028 risparmiano entrambi 500 euro, ma in momenti diversi. Il dipendente riceve circa 38 euro netti in più in ciascuna delle 13 mensilità del 2027 e da gennaio 2028 torna al netto del 2026. Il professionista in regime ordinario nel 2027 non vede nulla, perché gli acconti di quell’anno si calcolano sull’imposta del 2026. Nel 2028, con il metodo storico, versa fino a 1.000 euro in meno: 500 sul saldo del 2027 e 500 sugli acconti del 2028. Però, nel 2029 paga 500 euro in più con il saldo del 2028. Il risparmio finale è lo stesso, ma per l’autonomo ne risente la liquidità che migliora di 1.000 euro nel 2028 e peggiora di 500 nel 2029.
Torna all'inizioProroga nel 2028: cosa può cambiare
Il disegno di legge è in discussione in Parlamento e non si può considerare definitivo, ma, al momento, non prevede proroghe né meccanismi automatici. Per mantenere il 33% fino a 55.000 euro anche nel 2028 servirà una nuova norma, per esempio nella prossima legge di bilancio. Fino ad allora i 500 euro vanno considerati un beneficio di un anno, non una riduzione stabile delle imposte: chi li vede in busta paga farebbe bene a non contarci per le spese fisse del 2028.
Torna all'inizioManovra 2027: le richieste di Altroconsumo
L’innalzamento a 55.000 euro della soglia del secondo scaglione Irpef è probabilmente la misura più coerente con la richiesta di sostenere il ceto medio, che Altroconsumo considera particolarmente penalizzato dalla perdita di potere d’acquisto. Il beneficio massimo indicato, circa 500 euro l’anno, è tuttavia concentrato sui contribuenti che hanno redditi sufficientemente elevati da sfruttarlo pienamente.
Non è una misura che raggiunge tutti coloro che stanno subendo l’aumento del costo della vita. Ed è proprio qui che la proposta Altroconsumo dell’IVA zero su un paniere di alimenti essenziali è diversa: raggiungerebbe anche chi paga poca o nessuna IRPEF. Altroconsumo la considera infatti una misura capace di arrivare direttamente anche a chi non ha imposte da detrarre.
Peraltro solo il 16% dei lavoratori dipendenti si trova nel secondo scaglione; possiamo dire che il reddito medio di un lavoratore dipendente è di 26.000 euro annui e dunque saranno pochi i lavoratori che avranno un beneficio dalla rimodulazione una percentuale ancora più risicata che potrà avere i 500 euro sbandierati come riduzione in conferenza stampa post CDM.
Infine lasciateci commentare la disuguaglianza nella tassazione dei redditi tra lavoratori dipendenti ed autonomi; questi ultimi potranno godere di un regime forfetario con tassazione al 15% sui loro redditi fino a 100.000 euro; un lavoratore dipendente invece ha una tassazione compresa tra il 23% e il 43%.
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