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Bollo auto: quando e come pagarlo

16 gennaio 2020
bollo auto

Da quest'anno il bollo si paga tramite sistema PagoPA, ma nella pratica per l'utente non cambia nulla. Ecco una piccola guida per capire come pagarlo, quando non va pagato, come risparmiare e che ti aiuta a calcolare quanto pagare.

Molte testate l'hanno sbandierata come la grande novità del 2020 per pagare il bollo auto: da quest'anno i pagamenti dovranno obbligatoriamente essere fatti tramite il sistema PagoPA. Occorre però dire subito che questa cosa non cambia nulla nelle abitudini degli utenti. I modi per pagare il bollo rimangono quelli di sempre e purtroppo, va detto, quasi nessuno di questi è gratuito.

PagoPA, infatti, non è un sito attraverso cui pagare il bollo (ma anche altri pagamenti come tasse, bollette, multe…), ma una modalità precisa per saldare i debiti con la pubblica amministrazione. Di fatto, i versamenti tramite PagoPA vengono eseguiti sul sito dell’ente pubblico creditore (amministrazione comunale, scuola, università, ospedale…) o tramite le banche e gli istituti di pagamento aderenti al sistema PagoPA. 

Se la tua banca non ha ancora abilitato il proprio home bancking tramite PagoPA puoi pagare il bollo anche tramite Cbill, ovvero il sistema usato dalle banche per permettere il pagamento online dei bollettini della pubblica amministrazione.

Come si paga?

Per pagare il bollo auto o moto, quindi, basta usare uno di questi modi:

  • Sportelli automatici ATM, sportelli fisici e home banking degli Istituti di Credito;
  • Sportelli di Poste Italiane;
  • Tabaccherie abilitate aderenti al circuito Lottomatica o convenzionate con Banca 5 S.p.A.;
  • Ricevitorie Sisal abilitate;
  • on line sul sito ACI.

Come abbiamo detto si tratta di modalità per le queli si paga quasi sempre una commissione. Tuttavia la regione Lombardia offre la possibilità ai suoi cittadini di pagare il bollo auto tramite una domiciliazione bancaria, ovvero con addebito su conto corrente. Si tratta di una sistema che permette di risparmiare: la Regione offre uno sconto del 15% se si adotta questo sistema.

L'addebito su conto ha anche il vantaggio di non dimenticare di pagare il bollo e quindi di incorrere in sanzioni. Se non paghi il bollo, infatti, le Regioni possono richiederti il mancato versamento maggiorato di sanzioni e interessi. Il termine di prescrizione, oltre al quale non può esser richiesto è il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui doveva esser fatto il pagamento. Quindi se non hai pagato nel giugno 2016 il termine è il 31 dicembre del 2019. Ovviamente in caso di contestazione da parte dell’amministrazione si sospendono i termini di prescrizione.

Chi non deve pagare il bollo auto

In alcuni casi il bollo auto non deve esser versato, questo può dipendere dalle caratteristiche del veicolo oppure dalla situazione del proprietario. Sono esenti dal bollo auto:

  • Veicoli ecologici (elettrici, alimentati a gas, a metano…) se individuati dalla normativa regionale di riferimento;
  • Ciclomotori e i quadricicli leggeri, detti anche mini car per i quali è dovuta la tassa di circolazione;
  • Veicoli utilizzati per il trasporto di persone con disabilità;
  • Veicoli ultratrentennali, per i quali l’esenzione scatta automaticamente senza bisogno di far comunicazioni. Per questi veicoli si paga la tassa di circolazione. 

Le Regioni possono ampliare i casi di esenzione, pertanto ti consigliamo di controllare sempre presso l’ufficio tributi o il sito della tua Regione.
Ricorda che la Tassa di circolazione è un importo fisso, dovuto per l’anno solare che quindi copre dal primo gennaio al 31 dicembre di ogni anno, a prescindere dal mese di immatricolazione del veicolo.

Come si calcola il bollo auto

Il bollo auto è una tassa sulla proprietà del veicolo, dovuta da chi alla scadenza del termine utile per il pagamento ne risulta proprietario, a prescinder dal fatto che il mezzo venga messo in circolazione.

Il bollo auto varia a seconda della potenza del veicolo espressa in kiloWatt (non si considerano i decimali) che trovi sulla carta di circolazione o sul libretto, se non trovi questo dato devi moltiplicare i CV (cavalli vapore) per 0,736. In pratica, per ottenere la tassa da versare ogni Regione stabilisce un importo da moltiplicare per il numero di kW del veicolo che aumenta con il crescere della classe ambientale dello stesso (da Euro 0 a Euro 6). Fai attenzione perché le tabelle con gli importi distinguono tra veicoli che abbiano più o meno di 100 kW di potenza (per i motocicli con motore superiore ai 50 cc o 11 kW di potenza).

Dal 2019 per gli autoveicoli e i motoveicoli di interesse storico e collezionistico (devi avere il certificato di rilevanza storica rilasciato da Asi, Fmi o dai registri Storico Lancia, Italiani Fiat o Italiano Alfa Romeo) immatricolati da oltre 20 anni il bollo è ridotto del 50%. Ricorda che superati i trent'anni di immatricolazione il bollo non è più dovuto.

Il bollo va pagato ogni anno, in generale entro il mese successivo a quello della precedente scadenza. Solitamente la scadenza coincide con il mese di immatricolazione dell'auto, ma alcune Regioni fanno eccezione e fissano per le auto immatricolate più di recente la scadenza del bollo nello stesso mese dell'immatricolazione (ad esempio Lombardia e Piemonte). 

Per verificare quanto devi pagare puoi consultare il sito della tua Regione, diverse amministrazioni hanno predisposto calcolatori che danno anche la possibilità di effettuare il pagamento on line. La tassa automobilistica, infatti, è gestita direttamente dalle Regioni e dalle Province autonome di Bolzano e Trento, ad esclusione della Sardegna e del Friuli Venezia Giulia che ne delegano la gestione all’Agenzia delle Entrate. Per questo motivo è dovuta in base alla residenza del proprietario, per tutti i veicoli di cui risulta intestatario.

Oppure puoi far riferimento al sito dell’Agenzia delle entrate che offre dei servizi molto utili e gratuiti:

L’Agenzia delle entrate effettua il calcolo comprensivo di eventuali sanzioni e interessi dovuti al giorno in cui avviene il calcolo. Fai attenzione perché se fai il calcolo prima che sia scaduto il bollo il sistema fa riferimento alla precedente scadenza, quindi aspetta di arrivare nel periodo utile al rinnovo, che di solito coincide con il mese successivo a quello di scadenza. 

Sul sito dell’Aci, è possibile calcolare gratuitamente il bollo partendo dalla targa del veicolo. Il sito dà anche la possibilità di pagare il bollo online, ma solo per alcune Regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Molise, Puglia, Toscana, Umbria, Sicilia, Val d’Aosta oltre alle Province Autonome di Trento e di Bolzano. Questo servizio però è a pagamento.

Il superbollo

Oltre al bollo auto, è dovuta anche un’addizionale pari a 20 euro per ogni kW per veicoli di potenza superiore ai 185 kW.

L'addizionale è ridotta dopo cinque anni al 60%, dopo dieci anni al 30% e dopo quindici anni al 15% e non è più dovuta dopo venti anni dalla data di costruzione del veicolo. I periodi utili alla riduzione si calcolano a decorrere dal primo gennaio successivo a quello di costruzione.

L’addizionale non è dovuta se il veicolo è esente dal bollo auto.
Il versamento deve essere effettuato utilizzando il modello "F24 elementi identificativi" utilizzando il codice tributo 3364 (addizionale erariale alla tassa automobilistica). Pertanto il superbollo non viene versato insieme al bollo auto ma separatamente, anche se ne rispetta la scadenza.

Ti servono chiarimenti su quando e come pagare il bollo? Ti possiamo aiutare  noi a fare chiarezza. Chiama la nostra consulenza fiscale al numero 026961570.