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Social card 2026: chi viene prima in graduatoria e perché l'ISEE da solo non basta

Con un ISEE sotto i 15.000 euro e i requisiti in regola la social card non è garantita: contano la fascia di priorità del nucleo e le carte assegnate al Comune. Il confronto tra le città mostra quanto la situazione cambi da un territorio all'altro.

Con il contributo esperto di:
28 settembre 2026
Social card appoggiata sul tavolo

Un ISEE non superiore a 15.000 euro è la condizione per entrare tra i potenziali beneficiari, non la garanzia di ricevere la Carta Dedicata a te 2026. Il MASAF (Ministero dell’agricoltura della sovranità alimentare e delle foreste) ha ripartito 1.177.597 carte tra i Comuni e i nuclei vengono selezionati dentro il contingente del proprio Comune: prima per fascia di priorità familiare, poi, a parità di fascia, per ISEE. Non c'è alcuna domanda da presentare. Ecco come funziona questo doppio passaggio e quante carte spettano a una selezione di Comuni in rapporto ai residenti.

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Come si formano gli elenchi dei destinatari

Innanzitutto, devi sapere che la graduatoria è locale: ogni Comune ha un numero fisso di carte e le famiglie concorrono solo con quelle residenti nello stesso Comune.

Il Ministero fissa il numero di carte che spettano a ogni Comune. Metà delle carte è distribuita in proporzione alla popolazione residente, l'altra metà tiene conto della differenza tra il reddito pro capite medio del Comune e quello nazionale, ponderato per la popolazione. Questo significa che ogni Comune riceve un numero di carte che non necessariamente coprono tutti i residenti con ISEE sottosoglia che potrebbero rientrare nella misura.

L'INPS individua i nuclei che rispettano i requisiti e li ordina secondo le tre categorie di priorità previste dal decreto: all'interno di ciascuna categoria viene prima chi ha l'ISEE più basso. L'elenco si ferma quando viene raggiunto il numero di social card assegnato al Comune.

Il Comune verifica residenza e incompatibilità con eventuali misure locali e ha venti giorni per confermare l'elenco che poi INPS invia a Poste Italiane che abbina il numero della carta alla famiglia destinataria. Se avanzano carte, il Comune può darle ad altri nuclei in stato di bisogno selezionati all’interno delle liste predisposte da INPS.

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Quante carte ci sono nel tuo Comune

Il decreto interministeriale del 24 giugno 2026 numero 305967 stabilisce come ripartire le carte tra i Comuni; il numero effettivamente assegnato a ciascun Comune è riportato nel successivo riparto ministeriale, il cui allegato contiene anche i dati utilizzati per questa analisi.

Il numero assoluto di social card 2026 assegnate è influenzato dalla dimensione del Comune, ma anche dalla componente reddituale; per confrontare territori di dimensioni diverse lo abbiamo rapportato ai residenti. Rispetto alla social card 2025, quando le carte assegnabili erano 1.157.179, nel 2026 il contingente sale di 20.418 unità, a 1.177.597.

Il Comune con più carte e quello con meno, in rapporto ai residenti

Sud e Isole hanno il 33,5% dei residenti e il 60,3% delle carte, con 36 carte ogni 1.000 abitanti. Il Nord ha il 46,7% dei residenti e il 25,2% delle carte, con 11 carte. In testa tra le regioni c'è la Calabria (42 carte ogni 1.000) e in coda il Trentino-Alto Adige (1 su 100).

Attenzione: il rapporto carte/residenti permette di confrontare il peso del contingente nei diversi territori, ma non indica quanto sia facile ottenere la social card, perché non conosciamo il numero dei nuclei effettivamente eleggibili nelle diverse fasce in ciascun Comune.


Comune

Residenti

Carte

Carte ogni
1.000 residenti
   
Massimo assoluto   
   
Val Rezzo (CO)   
   
171   
   
16   
   
93,6   
   
Minimo assoluto   
   
Momo (NO)   
   
2.402   
   
23   
   
9,6   
   
Massimo da 5.000 abitanti   
   
Isola di Capo Rizzuto (KR)   
   
18.392   
   
1.279   
   
69,5   
   
Minimo da 5.000 abitanti   
   
Lovere (BG)   
   
5.004   
   
49   
   
9,8   
   
Massimo da 100.000 abitanti   
   
Giugliano in Campania (NA)   
   
125.032   
   
6.600   
   
52,8   
   
Minimo da 100.000 abitanti   
   
Piacenza   
   
103.406   
   
1.032   
   
9,98   
<p">La componente reddito per l’assegnazione del numero di carte al Comune viene calcolata rapportando il reddito pro capite medio comunale a quello nazionale (17.825 euro), per questo Comuni con redditi dichiarati molto bassi ottengono rapporti altissimi. </p">

 

Capoluoghi di provincia

La media nazionale è di 20 carte per 1.000 abitanti, su 119 capoluoghi, 74 ottengono circa 1 carta ogni 100 abitanti, tra cui Roma, Milano, Torino, Firenze, Bologna, Venezia, Bari e Cagliari. Napoli ha un terzo dei residenti di Roma (909.013 contro 2.747.290) e ottiene 28.536 carte contro 27.443. Rispetto a Milano ha due terzi dei residenti e più del doppio delle carte.


Capoluoghi con più carte per residente

Carte ogni 1.000 ab.
   
Andria   
   
47,4   
   
Barletta   
   
40,0   
   
Crotone   
   
39,9   
   
Trani   
   
39,9   
   
Villacidro   
   
39,0   
   
Trapani   
   
36,0   
   
Catania   
   
35,6   
   
Foggia   
   
32,6   
   
Napoli   
   
31,4   
   
Palermo   
   
29,3   
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Carte per residente e concorrenza tra famiglie: cosa non si può misurare

Un rapporto più elevato di social card per residente non significa ottenerle più facilmente. Il rapporto misura quanto il numero di carte dedicata a te sia proporzionato alla dimensione del Comune, non quanta concorrenza ci sia per ottenerle. Il numero di nuclei che rientrano davvero nelle fasce, Comune per Comune, non è pubblico, e per questo non trovi qui una percentuale di probabilità.

Non ha senso nemmeno dividere le carte per tutte le famiglie con ISEE fino a 15.000 euro residenti nel Comune: quella platea include nuclei esclusi da altre incompatibilità. Se il tuo Comune non è in tabella, il numero è nell'allegato 2  al decreto direttoriale del MASAF.

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Perché un ISEE basso può non bastare

Nessun valore di ISEE garantisce la social card. L'ISEE ordina i nuclei solo all'interno della fascia di priorità.

Il primo filtro per entrare nell’elenco INPS sono i requisiti posseduti al 3 agosto 2026. Servono:

  • un ISEE ordinario in corso di validità fino a 15.000 euro;
  • l'iscrizione all'anagrafe di tutti i componenti del nucleo;
  • l'assenza di percettori di Assegno di inclusione, Carta acquisti, NASpI o altre misure incompatibili.

    Poi contano le tre fasce di appartenenza, tutte riservate a nuclei di almeno tre componenti:

  • la prima richiede almeno una persona nata entro il 31 dicembre 2012;
  • la seconda almeno una nata entro il 31 dicembre 2008;
  • la terza non pone vincoli di età.

In ciascuna fascia passa avanti l'ISEE più basso. Chi vive da solo o in coppia, qualunque sia l'ISEE, resta fuori dalle tre fasce e può rientrare solo tra le carte avanzate.

In un Comune dove i nuclei familiari che rientrano nella prima fascia sono più delle carte assegnate dal decreto, la distribuzione delle social card disponibili termina dentro la prima fascia. Entra chi ha l'ISEE più basso tra quei nuclei.

Facciamo un esempio per capire: un single o una coppia con ISEE di 3.000 euro non entra nelle tre categorie prioritarie. Un nucleo di almeno tre componenti con ISEE più elevato può invece entrare nell'elenco ordinario. Il primo nucleo può essere preso in considerazione soltanto se, dopo l'applicazione dei criteri di priorità, nel Comune rimangono carte disponibili.

Non esiste quindi una soglia ISEE che garantisca la carta, né a livello nazionale né necessariamente a livello comunale: il valore ISEE conta all'interno della categoria di priorità e il punto in cui l'elenco si chiude dipende dal numero di carte disponibili nel Comune.

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Come capire se sei tra i beneficiari

Non devi presentare domanda né all'INPS né al Comune: i potenziali beneficiari sono individuati dall'INPS e i Comuni comunicano l'esito.

Il MASAF indica i primi giorni di ottobre come data di avvio della misura 2026. La seconda quota sarà accreditata a partire da aprile 2027 ed è prevista in 500 euro, salvo l'eventuale rideterminazione dell'importo prevista dal decreto. La procedura di assegnazione è unica per le due annualità, quindi, la posizione nell'elenco vale per entrambe.

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