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Redditi sopra i 75 mila euro: come funziona il taglio delle detrazioni nel 730

Se il tuo reddito complessivo supera i 75.000 euro lordi, dal 2025 le detrazioni fiscali, escluse quelle sanitarie, sono ammesse solo fino a un tetto massimo che dipende da quanto guadagni e da quanti figli hai a carico. Ti spieghiamo come si calcola il tetto, quali spese rientrano e quali no, e in che ordine conviene inserirle nella dichiarazione perché questo può fare la differenza tra recuperare tutto il detraibile o perderne una parte.

Con il contributo esperto di:
20 marzo 2026
Forbici tagliano 100 euro

Chi ha un reddito superiore a 75 mila euro non può più detrarre tutte le spese, infatti, dal 2025 esiste un limite massimo alle detrazioni ammesse: 14 mila euro di spese detraibili per redditi tra 75 mila e 100 mila euro e 8 mila euro per chi supera i 100 mila euro di reddito lordo annuo. Questi tetti massimi si dimezzano in assenza di figli e variano in base alla numerosità degli stessi.

Le spese sanitarie sono escluse dal calcolo, ma quasi tutto il resto come ristrutturazioni, istruzione, donazioni ed ecobonus rientra nel tetto. Con le istruzioni del 730 per il 2026, l'Agenzia delle Entrate ha confermato le regole introdotte dalla legge di bilancio 2025 e chiarito come gestire le spese rateizzate.
Vediamo come funziona il meccanismo, chi è davvero colpito e come si ottiene il rimborso più alto possibile.

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Come funziona il tetto alle detrazioni sopra i 75 mila euro

La legge di bilancio 2025 ha introdotto un sistema di massimali di spesa detraibile per chi supera la soglia di 75.000 euro di reddito complessivo. Non si tratta dell'eliminazione di singole detrazioni: le regole di ogni onere restano invariate. Quello che cambia è che, sommando tutte le spese detraibili nell'anno, non si può andare oltre un certo importo. Tutto quello che supera il tetto semplicemente non viene ammesso in detrazione.

Quali sono i tetti massimi di spesa detraibile

Esistono due tetti massimi di spesa che si differenziano in base al reddito percepito, chi ha un reddito complessivo lordo inferiore a 75 mila euro può stare tranquillo, anche se bisogna ricordare che chi ha un reddito che supera i 50 mila euro deve restituire 260 euro in sede di 730.

Fascia di reddito complessivo Tetto massimo
di spesa detraibile
Da 75.001
a 100.000 euro
14.000 euro
(ante coefficienti figli)
Oltre 100.000 euro 8.000 euro
(ante coefficienti figli)

Il tetto non è fisso: si ottiene moltiplicando l'importo base (14.000 o 8.000 euro) per un coefficiente che varia con il numero di figli a carico. Vediamo come si applica.

Come cambia il tetto con i figli a carico

Al tetto massimo di spesa detraibile si applica anche un coefficiente che varia in base alla composizione familiare:

Composizione familiare Coefficiente tetto
75.000 euro
tetto
100.000 euro
Non ci sono figli a carico 0,5 7.000 4.000
1 figlio a carico 0,7 9.800 5.600
2 figli a carico 0,85 11.900 6.800
3 o più figli a carico 1 14.000 8.000
Almeno un figlio disabile* 1 14.000 8.000

*la disabilità deve esser riconosciuta ai sensi dell’articolo 3 della legge 104/92.

Chi viene considerato come figlio a carico

Per quanto riguarda i figli a carico ai fini della definizione del coefficiente, è importante sapere che non si considerano solo i figli per cui si beneficia della detrazione o dell’assegno unico. Vengono inclusi nel calcolo del coefficiente:

  • tutti i figli, compresi quelli nati fuori dal matrimonio riconosciuti, i figli adottivi, affiliati o affidati;
  • i figli conviventi del coniuge deceduto;
  • i figli che hanno superato i requisiti anagrafici ma sono ancora a carico fiscalmente (ad esempio, figli con almeno 30 anni senza disabilità accertata, che possiedono un reddito complessivo massimo di 2.840,51 euro).

La condizione di familiare fiscalmente a carico viene verificata al 31 dicembre di ogni anno, ma i figli vengono considerati nel conteggio anche se sono stati a carico solo per una parte dell'anno (ad esempio, in caso di nascita).

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Come si calcola il reddito complessivo

Per reddito complessivo si intende il reddito totale, calcolato al netto del reddito dell'abitazione principale e delle sue pertinenze. In questo calcolo sono inclusi anche

  • i redditi soggetti a cedolare secca sugli affitti;
  • i redditi in regime forfetario;
  • le mance percepite dai lavoratori delle strutture ricettive.

È importante sapere che, anche se si aderisce al concordato preventivo biennale, per queste detrazioni si terrà conto del reddito effettivo e non di quello concordato.

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Le detrazioni escluse dal taglio

È fondamentale sapere che non tutte le detrazioni rientrano in questo calcolo del tetto massimo. Non vengono mai ridotte:

  • le spese mediche e sanitarie detraibili sostenute nell’anno;
  • gli interessi sul mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale ma solo per i contratti stipulati entro il 31 dicembre 2024;
  • le somme detraibili investite in star up o piccole/medie imprese innovative;
  • i premi assicurativi per il rischio morte, invalidità permanente o non autosufficienza ma solo per contratti stipulati entro il 31 dicembre 2024;
  • i premi assicurativi per i rischi di calamità naturali;
  • le spese legate a ristrutturazioni edilizie e simili che sono state sostenute entro il 31 dicembre 2024;
  • le spese che danno diritto a detrazioni forfettarie, poiché in questi casi la quantificazione effettiva delle spese sostenute non è rilevante ai fini della fruizione della detrazione. Un esempio è la detrazione per il mantenimento dei cani guida.

Per quel che riguarda le spese che possono essere rateizzate in più anni, viene considerata solo la rata di competenza dell’anno ai fini del limite, non la spesa nella sua interezza. Quindi ad esempio se si è utilizzato il bonus mobili da 5 mila euro nel 2025, per calcolare il limite di spesa si considerano solo i 500 euro di ogni rata annua.

Si salvano tutte le deduzioni dal reddito, che non vengono impattate dallo stralcio lineare, come ad esempio le spese per i portatori di handicap o l’assegno al coniuge e le detrazioni rateali delle spese sanitarie.

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Come inserire le spese peravere un rimborso più alto

Come abbiamo visto, l’importo massimo di spesa detraibile deriva dall’applicazione di alcuni coefficienti, tuttavia, il tetto massimo è quello di spesa non di detrazione. Cosa significa? Significa che quel che viene rimborsato è ancora meno.

La regola è una sola: inserire prima le spese che hanno una percentuale di detrazione più alta.

Un esempio concreto per capire

Consideriamo un contribuente, che ha a carico il coniuge e due figli (coefficiente 0,85), con un reddito complessivo nell’anno 2025 di 90.000 euro, e che ha sostenuto le seguenti spese detraibili.


Spesa
Percentuale di detrazione Importo detraibile nell'anno
Ristrutturazione
(rata annua)
50% 5.000 €
Ecobonus
(rata annua)
50% 1.500 €
Donazione
a ONLUS
26% 4.000 €
Spese
di istruzione figli
19% 2.000 €
Totale 12.500 €

Il totale delle spese è 12.500 euro ma il tetto diventa 11.900 euro (14.000 x 0.85)

Il limite di detrazione è superato di 600 euro. Inserendo nell'ordine corretto (prima le spese al 50%, poi al 26%, infine al 19%), la riduzione ricade sulle spese di istruzione che scendono da 2.000 a 1.400 euro.

Risultato: si perdono 114 euro di rimborso invece dei 380 euro che si perderebbero invertendo l'ordine.

 

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Cosa succede a chi supera i 120 mila euro di reddito?

Se il reddito complessivo supera i 120 mila euro, si sommano due riduzioni:

  1. si determina il massimale di spese detraibili come visto per il limite dei 75 mila euro;
  2. le altre detrazioni saranno ridotte in proporzione al reddito. Questa riduzione si calcola con una formula specifica:

detrazione spettante = (240.000 euro - il reddito complessivo) / 120.000 euro.

Facciamo un esempio

Riprendiamo l'esempio precedente ma con un reddito di 150.000 euro. Il tetto massimo di spese detraibili scende a 6.800 euro (8.000 x 0,85). La scelta conveniente è la stessa che abbiamo visto prima ma la detrazione riconosciuta, dopo aver applicato le relative percentuali scende a 3.328 euro contro i 4.670 euro spettanti.

Tuttavia, il reddito è superiore a 120 mila euro, quindi i 3.328 euro si riducono al 75% a causa della formula (240.000-150.000) / 120000 = 0,75.

In pratica, a fronte di 4.670 euro di rimborso spettante lo Stato ne riconosce solo 2.496.

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Le criticità di questo sistema

Senza entrare nel merito dell’opportunità di introdurre o meno una misura di questo tipo, non può non saltare all’occhio come ancora una volta nessun Governo si spinga a applicare una vera equità impositiva per le famiglie. Infatti, le famiglie monoreddito si ritrovano con un trattamento fiscale di gran lunga più oneroso di quelle bireddito. Se pensiamo che una famiglia, in cui un solo genitore lavora percependo uno stipendio di 80 mila euro viene sottoposta al taglio delle detrazioni mentre la stessa famiglia in cui lavorano entrambi i genitori percependo un reddito familiare totale di 80 mila euro, non solo non subisce alcun taglio, ma paga già a monte molte meno imposte della prima.

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