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Aumenti in bolletta: +37% per i vulnerabili, mentre Eni lancia uno sconto. Ecco cosa conviene davvero

La stangata sulla luce è arrivata: da ottobre le tariffe per i clienti vulnerabili aumentano del 37,3%. I fornitori scendono in campo con nuove offerte per conquistare chi cerca di risparmiare. Meglio non farsi abbagliare dall'entità dello sconto pubblicizzato e verificare il prezzo di partenza, per valutare se c'è un vero risparmio. Sul mercato ci sono già tariffe convenienti, come quelle del nostro gruppo di acquisto Abbassa la Bolletta.

Con il contributo esperto di:
articolo di:
30 settembre 2026
Aumenti luce gas confronto offerte

Che l'aumento sarebbe stato consistente era nell’aria, ma solo gli analisti più esperti avevano previsto che sarebbe stato di questa portata: un salasso. Il rialzo del 37,3% delle bollette elettriche nel quarto trimestre 2026 (ottobre-dicembre), comunicato da Arera, si abbatte direttamente sui conti di circa tre milioni di utenti vulnerabili rimasti nel regime di Maggior Tutela. Si tratta del servizio con le tariffe stabilite periodicamente dall’Autorità di regolazione dell’energia sulla base dell’andamento del mercato all’ingrosso dell’energia.

Un mercato che, come sappiamo, è in fibrillazione, a causa delle forti tensioni geopolitiche internazionali, in particolare in Medio Oriente, e della costante minaccia cui sono sottoposte le rotte commerciali strategiche – non solo lo Stretto di Hormuz –, che ostacola la regolarità delle forniture mondiali di risorse energetiche. A maggior ragione, ci si aspetta una batosta simile anche sul prezzo del gas, il cui aggiornamento sarà annunciato a breve. 

La notizia degli aumenti per chi è nel servizio di Maggior Tutela ha sortito una forte preoccupazione anche in tutti gli utenti con contratti a prezzo variabile nel mercato libero, il cui andamento è legato alle fluttuazioni del mercato all'ingrosso. Una preoccupazione, quella sul caro-energia, che gli operatori vogliono capitalizzare attirando nuovi clienti in cerca di risparmio. Ecco perché, come è successo con i carburanti, tra le compagnie è iniziata una sfida sulle nuove offerte, la cui convenienza valuteremo più avanti, in questo stesso articolo. 

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+37,3% in cosa si traduce? Fino a 100 euro di aumento in bolletta

Il prezzo dell’energia elettrica per i clienti vulnerabili, comunicato ieri dall’Authority, è di 43,43 centesimi al kWh, tutto incluso. Che cosa significa, in concreto, per le bollette del prossimo trimestre? Facciamo tre esempi, mettendo a confronto la spesa stimata con i nuovi prezzi e quella che si sarebbe sostenuta se le tariffe fossero rimaste quelle del trimestre precedente.

Una famiglia di tre persone, nella casa di residenza e con consumi annui intorno ai 2.000 kWh, vedrà la spesa trimestrale salire da 173 a 237 euro: 64 euro in più. Come se al prossimo trimestre si aggiungessero, di fatto, tre settimane di consumi elettrici.

Va meno peggio, ma non di molto, a chi vive in coppia. Per l'inverno la stima è di circa 118 euro, contro gli 87 che si sarebbero pagati con i prezzi precedenti: 31 euro in più.

Per i nuclei più numerosi, infine, quattro persone con consumi intorno ai 3.000 kWh annui, il rincaro si aggira attorno ai 100 euro nell'arco dell'intero trimestre.

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Profilo di consumo Consumo stimato nel quarto trimestre 2026 Spesa con i prezzi aggiornati (in euro) Spesa con prezzi del trimestre precedente (in euro) Aumento (in euro)
famiglia di due persone, abitazione di residenza 270 kWh 118 87 31
famiglia di tre persone, abitazione di residenza 550 kWh 237 173 64
famiglia di quattro persone, abitazione di residenza 820 kWh 357 260 97
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Quali categorie rientrano nei clienti vulnerabili? 

  • Chi ha più di 75 anni. 
  • Chi si trova in condizioni economicamente svantaggiate, ad esempio ha diritto al bonus sociale (legato all’ISEE). 
  • È una persona con disabilità, riconosciuta ai sensi della legge 104/92.  
  • Utilizza apparecchiature elettromedicali salvavita, oppure nel nucleo familiare c’è chi ne ha bisogno (per la fornitura elettrica).  
  • Vive in una struttura abitativa di emergenza, a seguito di eventi calamitosi. 
  • Ha un’utenza in un’isola minore non interconnessa alla rete elettrica nazionale. 
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Clienti vulnerabili: conviene lasciare la Maggior Tutela?

Di fronte a questi rincari, proteggersi è possibile. La prima mossa è valutare un cambio di fornitore, cercando offerte più convenienti. I clienti vulnerabili, ricordiamolo, possono passare al mercato libero se trovano condizioni migliori di quelle del mercato tutelato. Lo stesso vale, naturalmente, per chi nel mercato libero c'è già: restare con lo stesso fornitore per lunghi periodi generalmente non paga.

La domanda quindi è: per i clienti vulnerabili conviene lasciare la Maggior Tutela? Al momento, sul piano economico, sì. Il mercato libero offre già proposte più vantaggiose: con un consumo annuo di circa 2.000 kWh, il risparmio può arrivare a circa 50 euro l'anno, pari a un 9% in meno. Nei prossimi giorni vedremo come si muoverà il mercato libero.

Data la forte volatilità del mercato, conviene in questo momento sottoscrivere un'offerta a prezzo fisso per 24 mesi? Dipende sempre dal prezzo di partenza. In questa fase, tuttavia, l'analisi del mercato suggerisce che bloccare il prezzo per 24 o 36 mesi permette, in genere, di assicurarsi tariffe dell'energia complessivamente buone.

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L'offerta Eni Fixa Time 24 Smart: conviene davvero?

Come già anticipato, è cominciata la competizione tra fornitori a colpi di nuove offerte. Nelle ultime ore Eni Plenitude, la società del Gruppo Eni dedicata alla vendita al dettaglio di luce e gas, ha annunciato uno sconto del 30% sui corrispettivi di energia elettrica e gas, cioè sulla componente energia, la parte della bolletta più esposta alle tensioni sui prezzi.

Occorre però chiarire il termine di paragone. Il 30% non è calcolato né rispetto alla Maggior Tutela né al prezzo medio del mercato, ma rispetto alla «principale offerta a prezzo fisso» di Plenitude. E questa offerta di riferimento non è ancora nota: molte proposte della società hanno prezzi validi fino al 30 settembre 2026 e saranno aggiornate dal 1° ottobre, la stessa data in cui debutta la nuova Fixa Time 24 Smart. Solo allora sapremo con che cosa va confrontato lo sconto.

Secondo il comunicato del Gruppo Eni, il vantaggio rispetto all'offerta base sarebbe di circa 100 euro l'anno per la luce e altrettanti per il gas: circa 200 euro in tutto per chi sottoscrive entrambe le forniture. Il calcolo per l'elettricità riguarda un'abitazione di residenza con 3 kW di potenza e 2.000 kWh di consumo annuo; per il gas, un consumo di 600 Smc l'anno.

L'offerta sarà a prezzo fisso per 24 mesi. Nelle prossime ore ne valuteremo la convenienza rispetto al resto del mercato.

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Valuta le offerte di Abbassa la Bolletta

La bolletta non è scolpita nella pietra. Sul mercato ci sono offerte più convenienti, alcune delle quali possono adattarsi meglio alle nostre abitudini di consumo. Vale quindi la pena rimettere mano alle proprie bollette, capire quanto consumiamo, in quali momenti e soprattutto quanto ci costa farlo. A quel punto, la domanda è semplice: c’è un’offerta più adatta alla nostra casa? Il nostro comparatore luce e gas può aiutarci a trovare la risposta, mettendo a confronto le proposte dei principali operatori e aggiornandole in base a quelle effettivamente disponibili.

A prezzo fisso o variabile? La scelta dipende anche da quanto consumiamo. Se superiamo i 2.000 kWh l’anno, può essere più interessante puntare su un prezzo fisso. Per consumi inferiori, invece, anche il variabile può essere una soluzione conveniente, soprattutto quando offre sconti consistenti sulle quote fisse.

È il caso delle offerte di Abbassa la Bolletta, il gruppo di acquisto di Altroconsumo, che è ancora aperto e propone offerte a prezzo variabile, particolarmente indicate per chi ha consumi contenuti: meno di 2.000 kWh annui, come chi vive da solo o in due, per intenderci. Gli sconti sulle quote fisse delle offerte vincitrici ne fanno un'opzione da considerare al momento della scelta.

Abbassa la Bolletta è disponibile anche per la fornitura di gas, sempre con un'offerta a prezzo variabile e sempre pensata per i consumi bassi.
 
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FEDERICO CAVALLO
Responsabile Relazioni esterne di Altroconsumo
L'aumento dell'inflazione torna a mettere sotto pressione il bilancio delle famiglie: a settembre secondo Istat l'indice è salito al 4,2%, oltre le attese e ben sopra il 3,3% di agosto. L'aumento si concentra sull'energia, con bollette e carburanti in crescita di oltre un quinto in un anno, ma non è un dato rassicurante: l'energia entra nei costi di produzione e di trasporto di quasi tutto il resto, e la trasmissione è già cominciata, con gli alimentari non lavorati al 5,5% e i trasporti che raddoppiano il ritmo di crescita. Gli aumenti concentrati di oggi rischiano di diventare inflazione diffusa domani. Il problema, del resto, non è solo quanto aumentano i prezzi oggi: gli aumenti accumulati negli ultimi anni hanno già eroso una parte significativa del reddito disponibile e, anche quando l'inflazione rallenta, i prezzi non tornano ai livelli precedenti. Il costo della vita rimane strutturalmente più alto, una parte sempre maggiore del reddito viene assorbita dalle spese necessarie e rimane meno spazio per risparmiare, affrontare gli imprevisti e sostenere i consumi. Stiamo parlando di spesa per la casa, per i prodotti alimentari, per i trasporti, che insieme rappresentano più della metà dei consumi familiari. Il rischio è quello di un circolo vizioso, e i primi segnali sono già misurabili: sempre a settembre la fiducia dei consumatori è scesa da 94,5 a 91,2 e quella delle imprese da 97,0 a 95,9. Quando le famiglie si attendono nuovi rincari rinviano acquisti e trattengono spesa in via precauzionale, e quel rinvio si trasferisce sulle attese delle imprese: è così che uno shock sui prezzi, invece di esaurirsi, si trasforma in una contrazione prolungata dei consumi. Il colpo è più duro per le famiglie a reddito medio, che hanno impegni rigidi assunti quando la vita costava meno, dal mutuo alla scuola dei figli, e restano fuori da quasi tutte le misure di sostegno perché i loro redditi superano le soglie previste: l'aumento dei prezzi lo assorbono per intero. La priorità deve essere tutelare il potere d'acquisto dei consumatori, a partire da chi ha meno possibilità di assorbire nuovi aumenti ma senza lasciare scoperti i molti che restano appena fuori dalle soglie. Per questo la risposta al caro vita non può limitarsi a compensare gli aumenti: bisogna intervenire sulle voci che pesano maggiormente sul bilancio familiare, favorendo trasparenza, concorrenza e possibilità di confronto tra prezzi e offerte. Ed ogni misura deve essere accompagnata da un monitoraggio della sua efficacia sui prezzi finali pagati dalle famiglie: da lì dipende anche la fiducia dei consumatori nell'azione pubblica. Chiediamo di rafforzare gli strumenti di sostegno alle famiglie vulnerabili, rendendoli automatici e tempestivi: il bonus sociale deve raggiungere l'intera platea avente diritto senza oneri di richiesta, con soglie aggiornate all'entità reale degli aumenti; accelerare l'efficienza energetica degli edifici, l'autoproduzione e la produzione da fonti rinnovabili, così da ridurre strutturalmente la spesa delle famiglie, con strumenti accessibili anche a chi non ha capacità di anticipo finanziario; rendere più semplice per il consumatore confrontare le offerte luce e gas e cambiare contratto, attraverso la standardizzazione delle voci in bolletta, la confrontabilità dei prezzi indicizzati e tempi di switching certi. Non solo bonus: il Governo intervenga sulla fiscalità delle famiglie, aumentando le detrazioni per alcune spese essenziali (trasporto pubblico, istruzione, libri scolastici, interessi sui mutui, efficientamento energetico) e affiancandovi meccanismi che raggiungano anche i contribuenti incapienti.