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Acufene, dalle gocce agli integratori: cosa funziona e cosa no

Molte persone soffrono di acufene e online possono imbattersi in una giungla di rimedi: gocce, integratori, clip magnetiche, pompette, cerotti e dispositivi che promettono sollievo attraverso suoni, luci, pressione o vibrazioni. Cosa dice la scienza? Vediamo cosa può aiutare e cosa rischia solo di far perdere tempo e denaro.

Con il contributo esperto di:
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14 settembre 2026
Acufene

Cos’è l’acufene? È la percezione di un suono, come un fischio, un ronzio, un sibilo o un fruscio, in assenza di una sorgente sonora esterna. Può comparire insieme a perdita dell'udito, problemi dell'orecchio, disturbi vascolari o neurologici, effetti di alcuni farmaci o problemi dei muscoli e delle articolazioni della mandibola.   

Non si conosce ancora con certezza il meccanismo alla sua origine, né se ne esista uno solo e chi convive con questo disturbo cerca comprensibilmente una cura per l’acufene. In molti casi non esiste però un trattamento capace di eliminarlo del tutto. Questo non significa che non si possa fare nulla: alcuni interventi possono ridurre il fastidio e il suo impatto su sonno, concentrazione e qualità di vita. 

È in questo scenario che prolifera l'offerta di rimedi fai-da-te per l'acufene. Ma funzionano davvero? Vediamo cosa consigliano i medici e perché conviene guardare con occhio critico a molti prodotti venduti in rete e in farmacia.

I rimedi per acufene più venduti online: cosa sappiamo

Sul web e sui social si trovano molti prodotti che promettono un sollievo immediato per acufeni: clip magnetiche, pompette, cerotti, dispositivi a laser o infrarossi. Le spiegazioni sul loro funzionamento sono spesso vaghe e, nella maggior parte dei casi, mancano studi che dimostrino che il prodotto faccia davvero ciò che promette. Ecco alcuni degli esempi più comuni

Clip magnetiche per le orecchie  

Clip magnetiche

Clip magnetiche per acufene 

Sono piccole clip da applicare all’orecchio vendute anche con il nome tinnitus relief device. Secondo le pubblicità, dovrebbero ridurre l’acufene grazie alla pressione esercitata dal dispositivo sull’orecchio e all’azione di un magnete interno sul sistema nervoso. Non ci sono prove che dimostrino un effetto sull’acufene. 

Pompette per acufene  

Pompetta acufene

Pompetta

Pubblicizzate con diversi nomi come Otizen, Neuropress o pompette per acufene, assomigliano a quelle usate per i lavaggi auricolari: promettono sollievo modificando la pressione nel condotto uditivo. Le variazioni di pressione non sono un trattamento riconosciuto dell’acufene e non ci sono prove che questi prodotti funzionino. 

Laser e infrarossi per acufene

Cuffie laser infrarossi

Cuffie laser infrarossi

 

Cuffie, tappi e altri dispositivi promettono di ridurre l’acufene attraverso luce rossa, infrarossi o laser a bassa intensità. A differenza delle prime due tecnologie per le quali non ci sono prove, la low-level laser therapy (LLLT) è stata realmente studiata, ipotizzando un effetto della luce sulle cellule dell’orecchio. Ma i risultati sono contrastanti e al momento non ci permettono di dire con certezza se funzionano o no. Inoltre, avere studi su una tecnologia non significa automaticamente avere prove sul dispositivo acquistato online. I prodotti in commercio possono avere potenza, lunghezza d’onda e modalità di applicazione molto diverse da quelle utilizzate negli esperimenti. 

Cerotti per acufene 

Cerotti per acufene

Cerotti per acufene

I cosiddetti tinnitus patch o cerotti per acufene vengono applicati generalmente dietro l’orecchio o sul collo. Alcuni contengono oli o estratti vegetali, altri richiamano la pressione o la stimolazione di specifici punti del corpo. Non è chiaro come dovrebbero agire e non ci sono prove che possano ridurre l’acufene. 

Gocce per acufeni: funzionano davvero?

Molte gocce per acufeni vendute online - con nomi come Acustan o Acustic ear drops, disponibili sia su siti di farmacie che su altri store - dichiarano di contenere oli o estratti vegetali e promettono di ridurre fischi e ronzii, dando sollievo immediato dagli acufeni. Non ci sono però prove che questi ingredienti, applicati nel condotto uditivo, abbiano questo effetto. Al massimo, grazie alla loro formulazione oleosa, potrebbero aiutare a tenere pulito l'orecchio esterno. 

Ancora più problematiche sono alcune offerte truffaldine presenti sui marketplace, simili a quelle che abbiamo già segnalato sulle gocce per recuperare l’udito. Un esempio è Cortexi, per cui può essere difficile capire chi lo produca, cosa contenga, per cosa vada usato - da dolore all'orecchio a prurito, da acufene a esaurimento nervoso - e persino come vada utilizzato: gocce da mettere nell'orecchio, o gocce da bere? Questa vaghezza di informazioni non è un dettaglio trascurabile: senza sapere cosa si sta usando, come e perché, diventa impossibile valutare rischi, dosaggi corretti o eventuali controindicazioni. Ed è proprio questa mancanza di trasparenza a confermare che, di fronte a questi prodotti, la diffidenza è d'obbligo. 

Gocce cortexi

Acuval Audio, Acufen, Tinnit e altri integratori per acufeni: cosa dicono gli studi

Il mercato offre numerosi integratori per acufeni, spesso presentati come prodotti in grado di dare sollievo o ridurre il fastidio. Gli ingredienti più comuni di questi prodotti sono Ginko biloba (contenuto ad esempio in Acufen, Acuval Audio, Otoacufene, Stop acufeni, Otofisk, Acustan, Silentium), zinco (contenuto ad esempio in Otoacufene, Tinnit, Acustan, Silentium) e melatonina (ad esempio in Acuval Audio, Silentium). Le prove scientifiche disponibili, però, non mostrano un beneficio convincente sull’acufene. Vediamo cosa sappiamo dei principali ingredienti.

Sostanza Cosa dicono gli studi? Ha dei rischi?
Ginko Biloba
Per microcircolo nell’orecchio interno e contrastare lo stress ossidativo.
Risultati contrastanti: nel complesso non mostrano benefici reali nell’acufene. Sintomi gastrointestinali, mal di testa, capogiri. Rischio sanguinamenti (attenzione con anticoagulanti)
Zinco
Per normale funzionamento dell’orecchio e sistema uditivo.
Non emerge un miglioramento chiaro. Beneficio ipotizzato solo in chi ha grave carenza di zinco. Sintomi gastrointestinali, mal di testa, anemia. Interagisce con alcuni antibiotici.
Melatonina
Per regolazione del sonno.
Può migliorare parzialmente la qualità del riposo, ma non riduce fischio/ronzio. Sonnolenza, mal di testa, vertigini, nausea.
Vitamina B12, magnesio, flavonoidi, coenzima Q10, acido alfa-lipoico
Per ruoli vari nel sistema nervoso o come antiossidanti
Pochi studi e di qualità limitata: nessun beneficio dimostrato Generalmente ben tollerati; rischi variano con sostanza/dose

Rimedi della nonna per acufene: cosa c’è di vero?

Accanto ai prodotti commerciali circolano molti rimedi della nonna per eliminare gli acufeni in modo naturale, tramandati in famiglia o rilanciati sui social. Ma cosa c’è di vero? Possono dare un qualche aiuto? 

  • Impacchi caldi o freddi, massaggi a collo e spalle, tisane rilassanti: non sono trattamenti dimostrati per l’acufene. Possono favorire il rilassamento e ridurre la tensione in alcune persone, con un possibile beneficio indiretto sulla percezione del fastidio.  
  • Massaggi del lobo dell’orecchio o manovre come appoggiare le mani “a coppetta” sulle orecchie: non ci sono prove che possano ridurre fischi o ronzii. 
  • Applicazione di aglio o di altri ingredienti nell’orecchio: non ci sono prove che possa servire contro l’acufene e introdurre sostanze nel condotto uditivo senza una precisa indicazione non è una buona idea. 
  • Esclusione di caffeina, sale o zuccheri dalla dieta. Non ci sono prove solide che una restrizione generalizzata di questi alimenti migliori l’acufene. In assenza di esigenze specifiche, resta valido il normale consiglio di seguire un’alimentazione varia ed equilibrata, senza eccessi di sale, zuccheri o bevande stimolanti. 
  • Suoni di sottofondo: radio a basso volume, ventilatore o suoni ambientali possono rendere l’acufene meno evidente, soprattutto nei momenti di silenzio. Non eliminano il disturbo, ma possono temporaneamente attenuarne la percezione e il fastidio. 

Se tanti rimedi non funzionano, cosa consigliano i medici?

Come abbiamo visto i rimedi per l'acufene venduti online o gli integratori promettono soluzioni semplici a un problema che semplice non è, ma le prove a sostegno sono spesso deboli o del tutto assenti.  

Questo non vuol dire che per l'acufene non si possa fare nulla. Le linee guida mediche (da quelle americane a quelle inglesi ed europee) raccomandano innanzitutto di valutare le caratteristiche e la durata dell'acufene, lo stato dell'udito, e quanto l'acufene incida sulla vita quotidiana. Se questa valutazione individua una causa specifica e trattabile (ad esempio un problema dell'orecchio o un effetto collaterale di un farmaco) la priorità diventa curare o eliminare quella causa.

Quando invece l'acufene persiste senza una causa risolvibile, alcuni interventi possono comunque aiutare a ridurne il fastidio e l'impatto su sonno, concentrazione e umore. Vediamo quali sono consigliati dai medici, quali servono solo in alcuni casi, e per quali le prove non sono sufficienti.

Approccio Cosa dicono le linee guida
Terapia cognitivo-comportamentale (TCC)
Percorso psicologico per gestire pensieri/reazioni legate all'acufene; non lo elimina, ne riduce il disagio.
Raccomandata. Migliora la qualità di vita e riduce l’impatto dell’acufene nelle attività quotidiane
Terapia del suono (mascheramento, TRT e altri)
Usa suoni esterni per rendere l'acufene meno evidente: il mascheramento lo copre, la TRT associa suono e supporto medico.
Può essere utile, ma le linee guida non sono tutte concordi (alcune ritengono che le prove non siano sufficienti).
Apparecchi acustici e impianti cocleari
Dispositivi utilizzati per compensare forme diverse di perdita dell’udito.
Utili quando è presente anche una perdita uditiva. Non sono trattamenti dell’acufene in chi ha udito normale.
Fisioterapia ed esercizi per acufeni
Trattamenti per problemi di collo, muscoli o articolazione della mandibola.
Solo in casi selezionati, quando l’acufene è associato a un disturbo cervicale o mandibolare.
Farmaci (antidepressivi, ansiolitici, anticonvulsivanti, cortisonici, ecc.) Non raccomandati di routine per trattare l’acufene. Possono servire per altre condizioni associate.
Integratori (con ginkgo, zinco, melatonina, vitamine, magnesio, ecc.) Non raccomandati: non ci sono prove convincenti che riducano l’acufene.
Agopuntura per acufeni
Inserimento di aghi in specifici punti del corpo.
Prove insufficienti per dire se raccomandarla o sconsigliarla
Stimolazioni elettriche o magnetiche
Correnti elettriche/campi magnetici applicati su cervello o alcuni nervi.
Non raccomandate di routine per mancanza di prove convincenti o indipendenti.
Laser / fotobiomodulazione
Applicazione di luce laser o infrarossa a bassa intensità.
Non raccomandata di routine: gli studi hanno dato risultati contrastanti e il beneficio non è dimostrato in modo convincente.

Per l’acufene, quindi, gli interventi con le prove migliori non sono in genere prodotti da acquistare online, ma percorsi che partono da una valutazione corretta del problema e dal coinvolgimento di un professionista sanitario.  

Domande frequenti

Rispondiamo ai dubbi più comuni sull'acufene.

Il cortisone guarisce gli acufeni?

No: il cortisone non è una cura per l'acufene. C'è però un caso particolare che genera confusione: se l'acufene compare insieme a un'improvvisa perdita dell'udito (detta neurosensoriale), il medico può prescrivere cortisone per cercare di recuperare l'udito. Il cortisone viene quindi utilizzato per trattare la perdita improvvisa dell’udito, non come cura specifica dell’acufene. 

Il Cinazyn serve per l’acufene?

Tra i farmaci sui quali vengono fatte molte ricerche online c’è Cinazyn per l’acufene. Nel suo foglio illustrativo, il "ronzio delle orecchie" compare tra i sintomi di alcune condizioni per cui il farmaco è indicato ad esempio i disturbi dell'equilibrio legati a problemi circolatori dell'orecchio interno, di cui l'acufene può essere una manifestazione. Questo non significa però che la cinnarizina (principio attivo del Cinazyn) sia un trattamento per l'acufene cronico in sé: il farmaco non compare infatti tra le terapie raccomandate dalle attuali linee guida per la sua gestione.

Le app per acufene funzionano?

Dipende da che cosa propongono. Alcune app per acufene offrono suoni di sottofondo, esercizi di rilassamento o consigli sul sonno. Possono essere strumenti pratici e in genere comportano pochi rischi, ma mancano studi scientifici che ne dimostrino un beneficio da sole anche senza la consulenza di un medico. 

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