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AirTag per Android: le migliori alternative per Samsung, Xiaomi e altri

Abbiamo provato tre alternative ad airtag per Android: Chipolo Pop Tracker, Samsung Galaxy SmartTag 2 e Life360 Tile Pro. Ecco quale scegliere in base allo smartphone, alle prestazioni e alle esigenze di utilizzo.

Con il contributo esperto di:
articolo di:
25 agosto 2026
airtag android

Un tracker bluetooth è un piccolo dispositivo pensato per aiutarti a ritrovare facilmente gli oggetti di uso quotidiano, come le chiavi o il portafoglio. Fissato all’oggetto scelto, emette costantemente un segnale che ne permette la localizzazione.

Se ti trovi nelle vicinanze (poche decine di metri al massimo), puoi usare un’app sul tuo smartphone per fargli emettere un suono che ti aiuterà a localizzarlo. Se la distanza tra te e l’oggetto è maggiore del raggio di azione del bluetooth puoi comunque sperare di ritrovarlo: altri smartphone nelle vicinanze possono captarne il segnale e trasmetterne in modo anonimo la posizione.

Abbiamo analizzato tre tracker per Android. Tutti e tre fanno il loro dovere, ma Chipolo Pop nel complesso è quello che ci ha convinto di più.


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Chipolo Pop Tracker: la scelta migliore per Android in generale

È un dischetto che pesa 9 grammi, di diametro 3,9 centimetri e 7 millimetri di spessore, con un foro per essere usato come portachiavi. Facile da utilizzare e piuttosto solido, è resistente agli schizzi (ma non è del tutto impermeabile). Si può appoggiare sia alla rete di localizzazione di Apple sia a quella di Google, ma solo a una per volta. La scelta si effettua al momento della configurazione e può essere cambiata in seguito resettando il dispositivo. L’app da usare per ritrovarlo si chiama Chipolo e permette di contrassegnare l’oggetto come smarito; il volume del segnale acustico che emette è buono. La portata misurata del segnale bluetooth è di 60 metri, in caso di perdita del tracker l’utente riceve una notifica nel giro di 3 minuti. La batteria dura un anno ed è sostituibile.

Il difetto principale del Chipolo è di essere resistente agli schizzi ma non impermeabile. Se temi che l’oggetto da associare al tracker possa finire sott’acqua, allora meglio optare per uno degli altri due tracker che abbiamo provato:

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Samsung Galaxy SmartTag2: una buona alternativa per chi ha Samsung

Se vuoi un tracker impermeabile (protezione IP67) e hai già un telefono Samsung è meglio puntare sullo Smart Tag 2, perché si integra meglio con il resto della galassia dei prodotti Samsung.

È lungo 5 cm, largo 3 cm, spesso 8 mm e pesa 14 grammi. Presenta un largo foro che lo rende facile da usare come portachiavi. La portata del bluetooth è molto buona (70 metri nelle condizioni migliori) ma rispetto a Chipolo è più lento a mandare una notifica quando ci si allontana troppo (5 minuti). Rispetto a Chipolo, inoltre, si appoggia su una rete con meno utenti, con quel che ne consegue dal punto di vista della facilità di ritrovamento dell’oggetto. Il costo è molto interessante.

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Life360 Tile Pro: la soluzione per chi usa Android e iPhone

Se hai bisogno di un tracker impermeabile (protezione IP68) e hai due telefoni, uno Android e uno Apple e li alterni con frequenza, oppure se tu hai un telefono Android e un tuo familiare uno Apple, o viceversa, e volete entrambi utilizzare il tracker, allora una soluzione ottimale è il Tile pro, perché la sua app funziona sia su Android sia su iOS.

Lungo 5 cm, largo 3 cm e mezzo, spesso 8 mm, pesa 15 grammi. Buona la portata del bluetooth (70 metri), si appoggia su una rete con meno utenti di quelle usate da Chipolo, con quel che ne consegue dal punto di vista della facilità di ritrovamento dell’oggetto.

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Tipologie di tracker adatte ad Android

Esistono tre categorie di tracker e tutte condividono lo stesso obiettivo, cioè aiutarti a ritrovare ciò che cerchi. Ma dal punto di vista tecnico ci sono notevoli differenze, che hanno molto impatto sulle situazioni in cui possono essere usati. L’aspetto comune è che si appoggiano a una loro app per smartphone (iOS o Android), quindi per ritrovare l’oggetto associato al tracker avrai sempre bisogno di uno smartphone o di un tablet.

Tracker Bluetooth

I tracker Bluetooth hanno una portata molto corta: qualche decina di metri. Tipicamente tra i 40 e i 70 metri; alcuni hanno una portata inferiore e in generale dipende anche molto se ti trovi all’aperto o in un ambiente chiuso. Questo però non vuol dire che oltre quella distanza l’oggetto è perso per sempre: i tracker bluetooth si appoggiano a una rete basata sulla comunità di utenti in possesso di altri tracker come il tuo. Se qualcuno che ha un’app compatibile passa nelle vicinanze del tuo tracker il suo telefono lo rileverà e ne segnalerà la posizione, in modo che tu possa ritrovarlo. In gergo si parla di crowd-finding (“trovare grazie alla folla”). Il problema è che esistono varie reti incompatibili tra loro. Per esempio, molti tracker si appoggiano alla rete di Apple e quindi possono sfruttare un numero di apparecchi molto grande. Anche Google ha una sua rete analoga ma alcuni tracker compatibili si appoggiano a reti proprietarie, con un numero di utenti minore che rende meno probabile il ritrovamento dell’oggetto.

Tracker Gps con Sim

Questi tracker utilizzano un chip Gps e i segnali dei satelliti, il che permette in teoria di seguirli ovunque nel mondo, purché sia possibile ricevere il segnale. A loro volta possono essere suddivisi in due categorie: con o senza scheda Sim.

I tracker Gps con scheda Sim integrata sono pensati per localizzare animali domestici o oggetti a distanza, con un’affidabilità superiore. Sono dotati di un chip Gps e di una scheda Sim, ma possono funzionare anche via Bluetooth. Il tracker calcola la sua posizione grazie al segnale Gps, come se fosse un navigatore satellitare, e poi invia il dato al tuo smartphone tramite la scheda Sim integrata. La posizione del tracker viene quindi aggiornata in tempo reale nell’app attraverso le reti di telefonia mobile.

Tracker Gps senza Sim

I tracker Gps senza scheda Sim sono anch’essi dotati di un chip Gps ma per comunicare la posizione non usano la normale rete dati, bensì reti apposite a basso consumo (come Sigfox o LoRa), che in Europa hanno una buona copertura. Il tracker invia la sua posizione tramite queste reti al server del produttore e da lì il tuo smartphone può recuperare il dato di localizzazione tramite una connessione internet.

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Differenze e costi dei tracker

Un tracker bluetooth costa poche decine di euro e, oltre al costo dell’apparecchio, non hai altre spese.

Per un tracker Gps dovrai anche stipulare un abbonamento per attivare la scheda Sim interna o per connetterti a una delle reti apposite su menzionate. Il prezzo da pagare varia in base alla durata dell’abbonamento (generalmente 1, 3 o 5 anni), e talvolta anche in base al tipo di abbonamento (base o premium). Per usare un tracker Gps con scheda Sim per un anno, pagherai da 70 a 100 euro di quota di abbonamento. Se opti per una formula di 5 anni, bisogna mettere in conto tra 200 e 300 euro.


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Arriva Google Pixel Tag

Il 12 agosto Google ha lanciato un suo tracker: il Pixel Tag. È un prodotto di dimensioni analoghe agli altri tracker da noi analizzati. Tra le sue particolarità, il fatto che può anche essere utilizzato “al contrario”: ha un pulsante che, una volta premuto, consente di localizzare il proprio telefono. Inoltre, è condivisibile con altre persone, fino a 10, così che ciascuna di esse possa localizzarlo. Si appoggia alla rete di ritrovamento di Google, il che aumenta le probabilità di ritrovarlo anche qualora esca dal raggio di azione del bluetooth. Usa anche la tecnologia Uwb, che quindi dovrebbe consentirne una localizzazione molto precisa. È impermeabile (IP67).

Pixel Tag arriverà nei negozi americani l’11 novembre, mentre la data di lancio in Europa non è ancora stata annunciata.

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Domande frequenti

Posso usare un tracker Bluetooth per localizzare la mia auto rubata?

In teoria è possibile, ma i tracker Bluetooth sono meno adatti a questo uso: oltre alle questioni relative alle reti di rilevamento spiegate prima, sono meno precisi quando sono installati su un oggetto in movimento. Per localizzare l’auto, la bicicletta o la moto rubate, è quindi preferibile optare per un tracker Gps senza scheda Sim, perché l’autonomia della batteria è molto superiore a quelli con scheda Sim.

Posso usare un tracker Bluetooth per seguire mio figlio?

Bisogna distinguere due piani: dal punto di vista tecnico è possibile, con limitazioni analoghe a quelle per localizzare la tua auto. C’è però il piano della privacy. Per bambini piccoli la legge consente il tracciamento del bambino, per esempio mettendo un tracker nel suo zaino scolastico, ma introduce da subito un paletto: il tracciamento deve rispondere a un reale interesse del figlio, per esempio poterlo localizzare in luoghi molto affollati, e non deve essere un controllo fine a sé stesso. Man mano che l’età del minore cresce, in particolare dai 14 anni in su, la normativa concede sempre più peso al diritto alla riservatezza del minore e poi, ovviamente, esclude del tutto la possibilità di tracciare a sua insaputa una persona che abbia compiuto i diciott’anni.

Oltre alla questione del rapporto tra genitori e figli, va poi considerato l’uso di questi dati sensibili fatto dalle terze parti come produttori di tracker o app di tracciamento: quando usi uno strumento del genere i tuoi occhi non sono gli unici a poter visualizzare queste informazioni, in ogni caso è sempre bene limitarne al minimo l’uso.

Un tracker consumerà rapidamente la batteria del mio telefono?

Non in particolare. La durata della batteria del tracker stesso è quella che conta di più. I tracker bluetooth hanno una durata della batteria molto lunga, spesso un anno o anche più. Nella maggior parte dei casi la batteria è sostituibile.

I tracker Gps senza scheda Sim hanno un’autonomia che può arrivare fino a 6 mesi. I tracker Gps con scheda Sim sono quelli con l’autonomia più limitata: pochi giorni, una settimana al massimo.

Qual è la differenza tra Bluetooth, Gps e Uwb?

Il Bluetooth è una tecnologia di comunicazione senza fili che utilizza onde radio sulla banda di frequenza 2,4 GHz. La portata è limitata, da 10 a 120 metri, a seconda della versione Bluetooth. La localizzazione è meno precisa rispetto al Gps o all’Uwb, ma la tecnologia è a basso consumo energetico (soprattutto con il Bluetooth Low Energy).

Il Gps è una tecnologia globale basata sui satelliti, utilizzata per la determinazione della posizione su lunghe distanze. La tecnologia funziona con satelliti che inviano segnali radio ai ricevitori Gps sulla Terra. Ovunque nel mondo i satelliti Gps siano visibili, quindi, si beneficia di copertura. Ma una volta al chiuso, sottoterra, o in zone densamente boscose, la copertura è nulla o ridotta. La precisione di localizzazione è dell’ordine di 5-10 metri.

L’Uwb, o Ultra Wide Band, è una tecnologia di comunicazione senza fili che opera su un ampio spettro di frequenze (tra 500 MHz e 10 GHz). La portata è molto corta, tra 10 e 30 metri, ma la precisione è molto elevata, dell’ordine di 1-10 cm. È quindi ideale per determinare con grande precisione la posizione di una persona in casa o su brevi distanze.

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