Nel febbraio 2025 abbiamo acquistato un impianto di climatizzazione dotato di sistema di zonificazione Airzone Easyzone 25 e Webserver Airzone Cloud AZX6WSPHUB.
La documentazione precontrattuale relativa alla nostra specifica installazione, datata 20 febbraio 2025, presentava espressamente tra le caratteristiche della soluzione il “controllo smart e da remoto”, mediante App Airzone Cloud. Anche il materiale commerciale ufficiale Airzone riferibile al periodo dell’acquisto indicava tra le funzionalità del sistema il “controllo remoto del sistema” e il “controllo unificato e remoto”, come risulta dalla documentazione allegata.
Al momento dell’acquisto non ci risulta fosse indicato che il controllo remoto fosse una funzionalità soltanto temporaneamente gratuita, che sarebbe stata successivamente subordinata a un abbonamento annuale o che, in assenza di tale abbonamento, avrebbe potuto essere ridotta alla sola visualizzazione.
Il 28 maggio 2026 Airzone ha invece comunicato l’introduzione, a partire da ottobre 2026, di un Piano Airzone Cloud al prezzo di 48 euro all’anno per ciascuna installazione.
In assenza dell’abbonamento non verrebbero rese a pagamento soltanto eventuali nuove funzionalità avanzate: verrebbero sottratte anche funzionalità già disponibili e utilizzate, tra cui accensione, spegnimento e regolazione da remoto dell’impianto. Il servizio gratuito verrebbe quindi sostanzialmente limitato alla visualizzazione.
Precisiamo che non contestiamo la facoltà di Airzone di sviluppare nuove funzionalità e di proporle mediante un piano premium. Contestiamo invece la subordinazione a un nuovo canone annuale di funzionalità preesistenti che costituivano una caratteristica del sistema acquistato e che erano disponibili senza abbonamento al momento dell’acquisto.
Per questo motivo, il 25 giugno 2026 abbiamo inviato ad Airzone Italia una contestazione formale via PEC, chiedendo in particolare di indicarci:
- la specifica clausola contrattuale che consentirebbe tale modifica;
- le condizioni applicabili al momento dell’acquisto e dell’attivazione del servizio;
- la versione e la data del documento contenente tale clausola;
- le modalità attraverso le quali tale clausola sarebbe stata portata alla nostra conoscenza e da noi accettata;
- il mantenimento gratuito delle funzionalità preesistenti per i clienti che avevano già acquistato e attivato il sistema.
Airzone Italia ha risposto il 1° luglio richiamando genericamente i costi connessi a infrastruttura, server, cybersecurity, assistenza e sviluppo, senza però identificare la clausola contrattuale richiesta né le condizioni originariamente applicabili. Abbiamo quindi replicato nella stessa data, reiterando puntualmente tali domande, senza ricevere successivamente una risposta nel merito.
È nel frattempo emerso un ulteriore elemento particolarmente rilevante.
In risposta pubblica a un analogo reclamo presentato in Spagna tramite l’associazione di consumatori OCU, Airzone ha affermato che la possibilità di modificare la gratuità dell’applicazione sarebbe specificamente prevista nelle proprie “condizioni generali di vendita”, nelle quali sarebbe indicato che la gratuità può essere modificata per circostanze del mercato e per l’introduzione di nuove funzionalità.
Si tratta precisamente della base contrattuale che avevamo già chiesto ad Airzone Italia di identificare e che non ci è mai stata indicata.
Chiediamo pertanto ad Airzone Italia di fornire una risposta puntuale e documentata, indicando:
1. il titolo completo del documento contrattuale al quale Airzone fa riferimento;
2. la versione e la data di tale documento;
3. l’articolo o la clausola esatta che consentirebbe la modifica;
4. la prova che tali condizioni fossero applicabili al nostro acquisto e alla nostra attivazione di Airzone Cloud;
5. quando e con quali modalità tali condizioni siano state messe a nostra disposizione e da noi accettate;
6. per quale ragione l’eventuale clausola consentirebbe non soltanto di rendere a pagamento nuove funzionalità, ma anche di subordinare a un canone annuale il controllo remoto di base già esistente e pubblicizzato al momento dell’acquisto.
Chiediamo inoltre ad Airzone di distinguere chiaramente tra le nuove funzionalità eventualmente introdotte con il Piano Cloud e quelle che erano già disponibili ai clienti prima dell’annuncio dell’abbonamento.
In assenza di una specifica e documentata base contrattuale che giustifichi tale modifica, chiediamo che ai clienti che hanno acquistato e attivato il sistema prima dell’annuncio del Piano Airzone Cloud vengano mantenute gratuitamente le funzionalità già disponibili al momento dell’acquisto, ferma restando la possibilità per Airzone di proporre a pagamento eventuali servizi nuovi e ulteriori.
La vicenda è stata inoltre segnalata all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, affinché ne valuti gli eventuali profili rilevanti per la tutela dei consumatori.
Documenti allegati:
1. documentazione/preventivo del 20 febbraio 2025 relativo alla specifica installazione;
2. documentazione commerciale Airzone Easyzone 25;
3. estratto del Catalogo Professionista Airzone 2025;
4. comunicazione Airzone del 28 maggio 2026 relativa all’introduzione del nuovo Piano Cloud;
5. contestazione formale trasmessa via PEC il 25 giugno 2026;
6. risposta Airzone del 1° luglio 2026 e successiva replica.