Spett.le N26,
Contesto diverse operazioni di pagamento effettuate l'11 e il 12 agosto 2025, per un importo totale di 11.278,35 €, in seguito a un episodio di phishing.
Da un anno ho moltiplicato gli scambi con N26. La banca mi ha comunicato alcuni elementi tecnici relativi a un presunto utilizzo di Apple Pay, ma questi documenti non rispondono ancora alle domande essenziali che pongo fin dall'inizio.
Ribadisco di non aver mai utilizzato Apple Pay, di non aver mai posseduto un dispositivo Apple e di non aver mai creato il Wallet Apple Pay presentato come mezzo di autenticazione di questi pagamenti. N26 mi ha peraltro confermato per iscritto (27/08/2025) che la creazione di questo Wallet richiede l'accesso completo al mio conto (username, password dell'app, dati della carta) – accesso di cui nulla, nel mio fascicolo, dimostra la compromissione.
N26 aveva inizialmente confermato l'apertura di una procedura di chargeback presso Mastercard, per poi affermare, undici mesi dopo, che tale procedura non era mai esistita.
Ho già coinvolto diverse autorità competenti (DGCCRF e Banque de France in Francia), che mi hanno confermato, in linea di principio, che l'onere della prova dell'autorizzazione spetta alla banca, non al cliente. Il caso è attualmente in mediazione presso la Schlichtungsstelle della Deutsche Bundesbank.
Chiedo il rimborso integrale delle somme contestate, oltre a una spiegazione completa e documentata sulle circostanze tecniche di queste operazioni.