Nel 2023 ho acquistato presso Katanè Auto una Fiat 500e. In fase di acquisto, la venditrice mi aveva prospettato la possibilità di restituire la vettura dopo 2-3 anni per acquistarne una nuova. Il contratto da me firmato, che purtroppo non ho verificato adeguatamente, però, non prevedeva quanto mi era stato rappresentato. Passati i tre anni, a marzo del 2023, ho avuto contezza dell’accaduto e, una volta appurata la situazione finanziaria della vettura e considerato che la maxi-rata finale, pari a circa 20.000 euro, risultava fortemente superiore al valore commerciale della vettura, ho chiaro alla concessionaria di approntare un piano di rientro che consentisse di procedere alla sostituzione della vettura. Da parte mia vi era comunque la piena disponibilità a farmi personalmente carico del disavanzo necessario a chiudere il finanziamento.
Ad aprile mi era stato prospettato un possibile rientro in presenza del sig Riggio, Direttore commerciale, che si è offerto di incontrarmi per risolvere la situazione. Il 28 aprile è stato effettuato uno stato d’uso della mia 500e, ma, nonostante ciò, la trattativa non è stata concretizzata e la concessionaria, nella persona della venditrice e del Direttore commerciale, ha di fatto smesso di seguire la mia richiesta. Più volte ho ricontattato la venditrice senza ottenere risposta e più- volte mi sono recata in concessionaria con lo stesso risultato finché, a luglio mi sono nuovamente rivolta alla venditrice, che mi ha indirizzata alla responsabile delle vendite, Francesca Mazzagreco con la quale mi ero comunque interfacciata precedentemente. Quest’ultima mi aveva dato appuntamento, ma il 27 luglio non si è presentata all’incontro e mi ha affidata a un nuovo venditore, Roberto Mazzola.
Mazzola, dopo avermi ricevuta, mi ha prospettato due possibili soluzioni: il rifinanziamento della mia vettura oppure la sua permuta con contestuale acquisto di una nuova automobile, individuata nella Panda elettrica o Leapmotor T03, vetture di basso costo che mi avrebbero permesso, assieme ad un anticipo di liquidità, un parziale ammortamento della somma residua. Ho comunicato alla responsabile quanto concordato e, dopo due giorni, ho dato mandato di procedere con la soluzione della permuta della mia 500e e dell’acquisto della Leapmotor T03. Della decisione e dell’incontro ho prontamente informato la dott.ssa Mazzagreco alla quale ho anche espresso la soddisfazione di aver finalmente raggiunto una soluzione condivisa.
È stato quindi fissato uno stato d’uso della vettura per il 3 agosto che, tuttavia, il giorno prima è stato annullato e rinviato al 20 agosto. Il sig Mazzola ha addotto motivazioni che ritengo non convincenti e che chiedo ad Altroconsumo di valutare, ovvero che Stellantis avrebbe sospeso a livello nazionale gli stati d’uso nel mese di agosto e che, pertanto, non sarebbe stato possibile procedere, per ragioni, quindi assolutamente non dipendenti dalla concessionaria.
In vista di tale rinvio, inoltre, il venditore mi ha prospettato la possibilità di una forte svalutazione della vettura per la presenza di alcuni danni lievi e circoscritti sulla fiancata, invitandomi a utilizzare il tempo a disposizione per farli riparare. Io non ho accolto benevolmente il suggerimento, facendo presente che, avendo già oneri importanti da sostenere, sarebbe stata cosa gradita che dei graffia alla fiancata si fosse occupata la concessionaria, trattandosi, per altro, di danni lievissimi.
Dopo il rinvio al 20 agosto, non sono stata più contattata ed ho dovuto telefonare personalmente giorno 24: il sig Mazzola, comunicandomi che avrebbe a breve incontrato il responsabile per discutere ulteriormente in merito alla mia trattativa, mi ha assicurato che sarei stata richiamata nel pomeriggio, cosa che non è avvenuta. Il 26 agosto, essendo ormai prossima la scadenza della maxi rata da rifinanziare, ho nuovamente telefonato al venditore che mi ha comunicato che la concessionaria non intendeva procedere alla permuta della mia vettura, senza fornirmi una spiegazione concreta e dicendo che non mi aveva ricontattata perché aveva dato mandato alla signora Mazzagreco di informarmi. Quest’ultima non ha risposto fino a giorno 28 agosto.
A quel punto ho dovuto risolvere autonomamente la situazione: ho venduto la Fiat 500e per 11.000 euro e ho provveduto personalmente a saldare il debito residuo.
Il 28 agosto, come accennato, sono stata contattata dalla responsabile delle vendite, la dott.ssa Francesca Mazzagreco, alla quale avevo precedentemente inviato alcuni messaggi informandola anche delle vendita della vettura. Nel corso della telefonata è emerso che la stessa non sembrava essere pienamente a conoscenza di come si fosse svolta la trattativa con il venditore che mi aveva seguito. La dott.ssa Mazzagreco sembrava infatti convinta che fossi stata io a rinunciare alla permuta perché ritenuta economicamente svantaggiosa, mentre la mia ricostruzione dei fatti era completamente diversa: avevo dato mandato di procedere con la permuta e con l’acquisto della nuova vettura e mi era stato successivamente comunicato che la concessionaria non intendeva procedere.
È inoltre emerso che la responsabile non era stata informata del fatto che, secondo quanto mi era stato comunicato dal venditore, avrebbe dovuto essere lei a ricontattarmi per informarmi. Tale circostanza ha ulteriormente evidenziato una mancanza di coordinamento e comunicazione nella gestione della mia pratica. La dott.ssa Mazzagreco mi ha quindi invitata a rappresentare personalmente l’intera vicenda al sig. Riggio. Ho accolto il suggerimento e ho avuto un incontro con quest’ultimo, nel corso del quale ho potuto ricostruire dettagliatamente quanto accaduto. L’incontro si è svolto in un clima disteso e il sig. Riggio si è scusato per la gestione della vicenda, tuttavia, non ha prodotto alcun risultato concreto né alcuna soluzione rispetto alla situazione nella quale mi ero ormai venuta a trovare.
Dispongo di chat, preventivi e cronologia delle comunicazioni e degli appuntamenti che allego alla presente.
Non contesto in sé la facoltà della concessionaria di non accettare una permuta, sebbene non mi sia affatto chiaro il motivo; contesto le modalità con cui la mia richiesta è stata gestita per mesi, le diverse soluzioni che mi sono state prospettate, i ripetuti rinvii, la mancata comunicazione e il fatto che, dopo avermi indotta a proseguire la trattativa, sia stata lasciata a trovare autonomamente una soluzione.
Vorrei pertanto sapere se, alla luce della discrepanza tra quanto rappresentatomi dalla venditrice al momento dell’acquisto, nonché dell’intera condotta successiva documentabile, sussistano i presupposti per contestare il comportamento della concessionaria e per richiedere il risarcimento dei danni subiti, sebbene io sia convinta che anche solo il fatto di rendere noto quanto accaduto possa in sé costituire un adeguato epilogo, utile anche a salvaguardare altri incolpevoli futuri acquirenti.