Guida all'acquisto

Come scegliere il cibo per gatti

20 dicembre 2018
cibo gatto acquisto

20 dicembre 2018
Per scegliere il cibo più adatto al tuo gatto devi valutare le sue esigenze. Ecco tutto quello che devi sapere.

Il mercato propone tipologie differenti nella forma (crocchette, filetti, bocconcini, paté), nei gusti, nel confezionamento (bustine, lattine), nei formati. Il tutto in funzione dell’età dell’animale, fino ad arrivare ad una scelta differenziata in funzione dello stato di salute del nostro gatto. Di fronte ad un’offerta così ricca e variegata il compito arduo è lasciato al padrone-acquirente. Con questo test abbiamo cercato di rispondere ai quesiti più importanti, per scoprire se davvero i prodotti venduti sugli scaffali dei supermercati sono adeguati per garantire un buon nutrimento per i nostri mici. E, soprattutto, se il prezzo fa la differenza. Scopri il nostro test.

 Leggi i risultati del test

Cosa bisogna sapere

Sicuramente il primo passo è fare attenzione alla denominazione di vendita che si trova in etichetta: infatti, la principale distinzione è quella tra gli alimenti (o mangimi), cosiddetti, completi e quelli complementari, vale lo stesso per il cibo per cani. Ma che differenze hanno? La normativa definisce:

  • mangimi completi: "mangimi composti che, per la loro composizione, sono sufficienti per una razione giornaliera";
  • mangimi complementari: "mangimi composti con contenuto elevato di talune sostanze, ma che, per la loro composizione, sono sufficienti per una razione giornaliera soltanto se utilizzati in associazione con altri mangimi".

I cibi completi e bilanciati dovrebbero contenere tutti gli elementi nutritivi necessari all’animale e non dovrebbero richiedere alcuna aggiunta, tranne acqua (sempre fresca e disponibile che non deve mai mancare). Ne consegue che i cibi complementari non devono essere mai utilizzati come unica fonte della dieta del gatto (vale lo stesso per il cane). Infatti possono essere ricchi in alcuni elementi e poveri in altri e possono quindi indurre gravi carenze. Devono quindi essere somministrati in associazione con altri cibi per non incorrere in squilibri nutrizionali.

Cibo secco o umido? Entrambi hanno dei vantaggi

Entrambe le tipologie di alimenti sono in grado di soddisfare i fabbisogni del gatto e hanno pro e contro:

  • i cibi umidi sono meno versatili nell’utilizzo e manipolazione ma in compenso sono gustosi, contengono ridotte o minime quantità di amidi, apportano buone quantità di grassi. Inoltre sono più appetibili e forniscono acqua;
  • le crocchette sono più igieniche, facili da dosare, buone per l’igiene dentale, hanno una buona densità calorica ma spesso contengono troppi carboidrati (in generale poco tollerati dal gatto).

Ma forse la principale differenza è quella sul portafoglio. A titolo di esempio, in questo test è emerso che, considerando i due migliori acquisti (umido e secco), alimentare il gatto unicamente con il cibo umido costa più di tre volte di più rispetto al cibo secco. L’ideale, comunque, è variare la composizione della sua razione giornaliera suddividendola tra mangime secco e umido, per i benefici di entrambi i tipi.

A cosa stare attenti?

Complessivamente la maggior parte dei mangimi umidi e secchi inclusi del test è da ritenersi di buona o sufficiente qualità, ma ciò non esclude il fatto che alcune caratteristiche dovrebbero essere migliorate (ad esempio, contenuti di vitamina A e taurina sempre in quantità adeguate in tutti gli alimenti completi per essere sicuri di coprire i fabbisogni di due parametri così importanti per il gatto). Ci sono comunque due aspetti da tenere in considerazione per la scelta quando si è davanti agli scaffali di cibo per animali:

  • il prezzo che non sempre è un indicatore proporzionale della qualità perché i risultati del test dimostrano che è possibile risparmiare scegliendo dei prodotti relativamente poco cari, ma comunque di qualità. Il migliore prodotto tra gli alimenti umidi è un prodotto da supermercato con un prezzo per razione giornaliera che si colloca nella metà meno costosa del range dei prezzi, anche se c’è da dire che in generale i prodotti più costosi si collocano nella fascia più alta della qualità. Per quanto riguarda gli alimenti secchi, invece, tutti quelli meno costosi sono in fondo alla classifica;
  • l’etichetta che riporta denominazioni di vendita e immagini suggestive che fanno pensare che all’interno di crocchette, scatolette e bustine ci siano tagli pregiati di carne o pesce, ma la realtà è diversa. Del tipo di carne vantato in etichetta spesso ce n’è solo il 4%. Abbiamo appurato che ciò non ne compromette la qualità nutrizionale complessiva, ma se la tua scelta si basa su questo aspetto è bene controllare i pochi ingredienti indicati genericamente nella composizione dell’alimento in etichetta.