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Ultimi reclami
Falsa sottoscrizione abbonamento plane car
Buongiorno, acquistando dei prodotti su 1000 farmacie mi è stato addebitato la sottoscrizione all'abbonamento care plan da me non richiesto e la cosa mi è stata comunicata solo 16 giorni dopo in modo che non potessi recedere. Mi hanno preso oltre 19 euro.
Bartolini
Buongiorno, il giorno della consegna, venerdì 19 , richiesto con largo anticipo perché sono presente nel luogo di consegna per pochi giorni, avete annullato la consegna, dicendo che l'indirizzo è sbagliato. L'indirizzo è giusto ed io ho aspettato a casa per niente. Avete spostato la consegna a ieri e non è arrivato nulla.
Aumento ingiustificato del prezzo
Negozio di Verona Ci siamo recati al punto vendita di Verona a gennaio ed abbiamo individuato un divano che ci piaceva al prezzo di 2034€ (senza nessuna promozione, se non la consegna gratuita). A causa di un ritardo sui lavori siamo tornati oggi nel medesimo punto vendita ed oggi il divano costa oltre 2800€. È pur vero che il preventivo non recava la data di scadenza, ritengo tuttavia l'aumento del tutto ingiustificato e, peggio, un comportamento sleale verso il cliente. L'azienda di è giustificata dicendo che dipende dalle promozioni attive in quel momento, ma, ripeto, nell'offerta iniziale c'era solo il trasporto che non vale certo 800€. Ovviamente il divano è rimasto in negozio.
Mancato rispetto del Codice del Consumo e recesso
Spett. COMET S.p.A. In data giovedì 18 giugno ho consegnato presso il Vostro punto vendita di San Giovanni in Persiceto un paio di Galaxy Buds FE per far valere la garanzia legale di conformità. La pratica di riparazione (stimata in 15-20 giorni) è stata avviata dal personale di vendita di propria esclusiva iniziativa. La commessa ha agito in modo del tutto unilaterale, omettendo di informarmi preventivamente sulle tempistiche e sulle opzioni di legge, e procedendo senza il mio esplicito consenso. Tale condotta configura una palese violazione del diritto di scelta del consumatore sancito dell'Art. 135-bis del Codice del Consumo, che pone in capo all'acquirente, e non al venditore, la facoltà di optare per il rimedio della riparazione o della sostituzione. Si evidenzia, peraltro, che tale mancanza di trasparenza ha sfruttato la mia condizione di utente minorenne, sul quale è stata imposta una procedura standardizzata in violazione dei basilari doveri di informazione precontrattuale. Avendo io immediatamente rappresentato la mia imminente partenza per un lungo periodo fuori regione, e la conseguente impossibilità fisica di ritirare il prodotto nelle settimane successive (né di delegare soggetti terzi), la scelta coercitiva del negozio si pone in aperto contrasto con l'Art. 135-ter del Codice del Consumo. La norma stabilisce infatti in modo imperativo che qualsiasi rimedio debba essere eseguito non solo entro un termine congruo, ma tassativamente "senza notevoli inconvenienti per il consumatore", valutati in base alla natura del bene e allo scopo del suo utilizzo. Privarmi del bene proprio alla vigilia di un viaggio rappresenta il massimo inconveniente configurabile per questa categoria di prodotti. A seguito di un mio tempestivo contatto scritto volto a comporre bonariamente la vicenda, il Responsabile del Punto Vendita ha risposto per iscritto ammettendo esplicitamente che il dispositivo "è stato solo affidato alla collega [...] non è stato ancora consegnato o gestito dal centro assistenza", confermando quindi che il prodotto si trovava ancora fisicamente nella disponibilità del negozio. Ciò nonostante, la Direzione del punto vendita ha opposto un rifiuto pretestuoso e ingiustificato alla mia richiesta di bloccare la spedizione, respingendo qualsiasi soluzione alternativa e di assoluto buon senso (quale la sostituzione immediata, la spedizione assistita a distanza o la conversione in voucher, istituto quest'ultimo ampiamente utilizzato nella prassi commerciale). Tale irremovibilità, a fronte di una situazione logistica eccezionale e documentata, configura una grave violazione dei doveri di correttezza ed esecuzione del contratto secondo buona fede, nonché dell'obbligo di cooperazione del creditore nell'adempimento, pilastri del nostro ordinamento sanciti dagli Artt. 1175 e 1375 del Codice Civile. Il punto vendita ha deliberatamente preferito causare un danno al cliente piuttosto che applicare una minima flessibilità procedurale a costo zero per l'azienda. La condotta complessiva del punto vendita di San Giovanni in Persiceto si traduce in un rifiuto implicito di conformare il bene senza arrecare pregiudizio. Pertanto, essendosi ampiamente verificata la condizione di "notevole inconveniente" prevista dalla legge, si reputano integrati i presupposti legali di cui all'Art. 135-bis, comma 4, lettera c) del C. Cons. per l'esperimento dei rimedi secondari. Tutto ciò premesso e considerato, esercito formale richiesta di risoluzione del contratto di vendita. Chiedo che codesta Direzione Centrale intervenga con urgenza per sanare l'operato del punto vendita, disponendo l'annullamento della pratica di assistenza interna e l'emissione di un buono acquisto (o codice sconto digitale) di valore equivalente al prezzo corrisposto al momento dell'acquisto, da utilizzare tramite i canali telematici aziendali. In mancanza di un riscontro favorevole entro il termine di 7 giorni, mi riserverò di segnalare formalmente la condotta commerciale scorretta all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) e di aderire le competenti sedi di mediazione e associazione dei consumatori per la tutela dei miei diritti. Distinti saluti.
Contestazione vizi di montaggio e richiesta risarcimento
Spett.le IRIS MOBILI S.R.L. / Mondo Convenienza La sottoscritta Marisa Quaresima, madre di Samuele Frattallone, facendo seguito alle precedenti comunicazioni relative all’ordine n. PE5B9D16A, contesta formalmente il grave e reiterato inadempimento contrattuale posto in essere dalla Vostra società. In data 12 dicembre 2025 veniva effettuata la consegna dell’ordine; tuttavia il cucinino non veniva montato a causa di errate valutazioni tecniche imputabili alla Vostra organizzazione. Successivamente veniva programmato un nuovo intervento nel periodo 23–29 dicembre 2025, mai eseguito, nonostante i ripetuti solleciti e le numerose comunicazioni intercorse. Nel corso dei mesi successivi venivano inoltre effettuati ulteriori interventi in data 17 gennaio 2026 e 23 marzo 2026, anch’essi risultati del tutto non risolutivi e inidonei a completare correttamente il lavoro commissionato, con conseguente ulteriore aggravio di disagi, perdite di tempo e assenze lavorative. Per adeguarmi alle indicazioni tecniche ricevute dalla Vostra società, sono stata inoltre costretta a sostenere ulteriori spese e disagi, tra cui: spostamento di presa/interruttore elettrico con conseguente intervento murario e ritinteggiatura della parete; sostituzione del tubo del gas acquistato pochi giorni prima e divenuto inutilizzabile a causa della nuova configurazione richiesta. Dopo circa cinque mesi di attesa, in data 4 maggio 2026 veniva finalmente eseguito un ulteriore intervento di montaggio, il quale tuttavia risultava del tutto inadeguato e non eseguito a regola d’arte, come documentato dalle fotografie già in vs. possesso. Tra i principali difetti riscontrati: il top è stato montato con evidente forzatura, mediante ripetuti colpi e manovre improprie, venendo successivamente fissato in maniera approssimativa alla base sottostante, con conseguente lesione del truciolato; il pannello/schienale installato risulta di misura non corretta e più lungo rispetto al top; i pannelli risultano disallineati e non combaciano correttamente; uno dei pannelli non è stato adeguatamente fissato e presenta evidente flessione al semplice contatto; la chiave del gas risulta inclinata a causa di un foro eseguito in modo errato; le ante della cucina non risultano perfettamente allineate; l’anta della lavastoviglie non si chiudeva correttamente se non esercitando pressione forzata, problematica inizialmente minimizzata dagli incaricati presenti. Si evidenzia inoltre che il personale intervenuto ha mantenuto per tutta la durata dell’intervento un atteggiamento poco collaborativo e scarsamente professionale rispetto alle problematiche segnalate. Alla luce di quanto accaduto, la sottoscritta non ritiene più di poter riporre fiducia nella Vostra organizzazione e non intende sottoporsi ad ulteriori interventi eseguiti dalle medesime squadre operative. Si evidenzia inoltre che, per consentire consegne, sopralluoghi e interventi protrattisi per mesi, sia la sottoscritta sia il sig. Samuele Frattallone sono stati costretti ad assentarsi dal lavoro per complessive otto mezze giornate lavorative, con ulteriore aggravio economico e personale. Pertanto, CHIEDO entro 15 giorni dal ricevimento della presente: il rimborso integrale delle spese già sostenute e documentate; il risarcimento dei danni subiti per il ritardo protratto per circa cinque mesi; il risarcimento del danno derivante dalle numerose assenze lavorative rese necessarie dai continui rinvii e interventi; il risarcimento dei disagi organizzativi e dell’inesatto adempimento della prestazione contrattuale; una proposta economica a definizione bonaria della vicenda, oltre rimborso integrale delle spese documentate già trasmesse. In mancanza di riscontro concreto entro il termine sopra indicato, non esiterò ad adire le vie legali a tutela dei miei diritti. Distinti saluti Marisa Quaresima
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