Gentilisssssimo Signor Direttore,
completo per correttezza intellettuale il messaggio di cui sopra.
In corsivo, due capoversi dal regolamento del Franchising Mercatino, che Lei mi aveva tanto urbanamente richiesto via telefono, e che, come Lei diceva, sono effettivamente nella sostanza uguali nel Vostro:
5) Prendo atto che la durata massima dell'esposizione è di 60(sessanta)gg. e che dopo tale termine gli oggetti invenduti e non ritirati saranno proposti scontati fino ad un massimo del 50% del prezzo concordato per ulteriori 30(trenta)gg.
6) Prendo atto che scaduti i termini del punto (5), senza nessun preavviso da ambo le parti, autorizzo il MANDATARIO a determinare il prezzo di vendita al maggior realizzo.
Non è quindi il regolamento il punto in questione, ma la Vostra gestione dello stesso. Come di sicuro leggerà meglio di me, si parla, sì, di 60 + 30 = 90 giorni, ma anche, molto chiaramente, di autorizzare il mercatino “a determinare il prezzo di vendita al maggior realizzo”: non, quindi, a cancellare completamente l’esistenza dell’oggetto, ma a farlo comunque rendere il più possibile, sia pure donandolo in beneficienza, nel qual caso comparirà nella lista venduti il prezzo di vendita simbolico di 0,01 Euro (succede anche nei Vostri documenti).
Se, per citarLa, “non mi trovo bene” con un esercizio commerciale, mi spiace ma non mi limito a non frequentarlo più; nell’era dei social e dei feedback, un imprenditore come Lei dovrebbe metterlo in conto. E poi, mi sono sempre trovata bene con la giovane signora che ci ha accolti le altre volte, cortese e competente. Solo nell’ultima visita il personale non è stato né gentile né all’altezza del lavoro. Forse dovrebbe informare la Sua impiegata del regolamento esposto tanto chiaramente e della faccenda dei 90 gg, perché lei non ha accennato né al primo né alla seconda, limitandosi a cincischiare scuse, come chi non sa che pesci prendere.
Quanto al valore affettivo degli oggetti, che Lei menziona nella Sua risposta scritta, non ne ho minimamente accennato.
Non essendo "più gradita" nel Suo esercizio, immaginando di non vedere più alcun rimborso, e ritenendo di poter sopravvivere ugualmente, considero chiusa ogni comunicazione con Lei.
Distinti saluti,
Michela Vincenzini (col cognome)