In data 7 settembre c.a. ho ricevuto una bolletta pazza da parte della società TIM, che pretenderebbe una somma non dovuta di euro 87 a seguito di cessazione del servizio, se non fossero colpevoli di una perpetrata a danni degli ex clienti, in quanto in data 23 giugno inviavo PEC per esercitare il diritto di recesso entro i 14 giorni, nei confronti della succitata ditta, essendo stato stipulato il contratto al di fuori dei locali commerciali il giorno 13 giugno.
Pertanto, secondo la legge non sono debitore di niente, successivamente ho anche contattato telefonicamente, più volte, TIM, per assicurarmi che la pratica venisse gestita in modo esatto e nel più breve tempo possibile, essendo a conoscenze della pratiche scorrette, che tali operatori seguono a scapito delle persone.
Nonostante ciò, TIM ha pensato bene di lavorare la pratica un mese dopo e recependo quindi la data del loro ritardo, come data del recesso, e non quella esatta del 23 giugno, come la PEC fa fede.
Inoltre, in data 7 settembre , 8 settembre e 11 settembre ho inoltrato 3 diversi reclami, senza risposta da parte della ditta citata.
Questo valga come monito a tutti, prima di legarsi a queste pseudo- società.