Disservizio riparazione iPad Pro ed evidente danno indotto al display (Ordine #31155)
Riparazioni Digitali S.R.L.S. Unipersonale
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M. D.
A: Riparazioni Digitali S.R.L.S. Unipersonale
Spett. Riparazioni Digitali S.R.L.S. Unipersonale (Riparaora) In data 21/04/2026 ho sottoscritto il contratto per la riparazione fuori garanzia di un iPad Pro (Ordine #31155) concordando un corrispettivo pari a € 300,90. Il dispositivo mi è stato riconsegnato con un nuovo e palese danno visivo permanente: un'alterazione/macchia da pressione interna sul display, causata da un errato assemblaggio o manipolazione in laboratorio. Nonostante un secondo invio in garanzia per risolvere il problema, il tablet mi è stato restituito nelle medesime condizioni difettose. A giugno 2026, dopo due mesi di fermo macchina e reiterate contestazioni, l'azienda ha prima ammesso per iscritto l'esistenza dell'alterazione (definendola "lieve"), per poi rifiutare un risarcimento economico proporzionato, pretendendo un terzo rischioso invio e ritirando infine ogni proposta bonaria. Avendo già provveduto a inoltrare formale segnalazione all'AGCM (Antitrust) per pratica commerciale scorretta e violazione della garanzia legale, richiedo a titolo di indennizzo per il danno indotto e il grave disservizio un rimborso parziale forfettario pari a € 150,00. In mancanza di un riscontro definitivo entro 15 giorni dal ricevimento della presente, non esiterò ad adire le vie legali a tutela dei miei diritti.
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A: M. D.
Spett.le Altroconsumo, Gentile Cliente, riscontriamo il reclamo relativo all’Ordine 31155. Precisiamo innanzitutto che non vi è stata alcuna ammissione di responsabilità da parte nostra, né alcun riconoscimento di un danno causato dal nostro laboratorio. La riparazione principale richiesta dal cliente, relativa alla linea verde trasversale presente sul display dell’iPad, è stata eseguita. Il dispositivo è stato successivamente oggetto di ulteriore rientro e verifica in relazione alla segnalazione della presunta alterazione/macchia del display. Durante la gestione della pratica sono stati condivisi materiali video e fotografici proprio per documentare lo stato del dispositivo e la resa dell’immagine. Nella conversazione del 03/06/2026 il cliente stesso ha scritto: “A guardarlo adesso la macchia è veramente impercettibile” e, dopo la nostra comunicazione di riconsegna, ha aggiunto: “allora apposto così”. Successivamente il cliente ha richiesto un rimborso forfettario di €150,00, importo mai accettato né concordato da parte nostra. In via esclusivamente bonaria e commerciale, senza riconoscimento di responsabilità, avevamo formulato una proposta di €60,00, tenendo conto del precedente rientro del dispositivo, della verifica tecnica effettuata, della gestione interna e delle spedizioni sostenute a nostro carico. Tale proposta è stata rifiutata. Abbiamo inoltre offerto un ulteriore rientro tecnico del dispositivo, anche al fine di valutare una verifica interna e un eventuale intervento sulla zona segnalata. Anche tale possibilità è stata rifiutata dal cliente, che ha dichiarato di non voler rendere nuovamente disponibile il dispositivo. Alla luce di quanto sopra, non condividiamo la ricostruzione secondo cui vi sarebbe stata una nostra ammissione di responsabilità o un rifiuto ingiustificato di assistenza. Al contrario, la pratica è stata presa in carico, il dispositivo è già stato verificato, è stata formulata una proposta commerciale bonaria ed è stato offerto un ulteriore rientro tecnico, poi rifiutato. Resta ferma la nostra disponibilità a fornire, nelle sedi opportune, la documentazione relativa alla pratica, inclusi i materiali video, la cronologia delle comunicazioni e le verifiche effettuate. Cordiali saluti RiparaOra.it Riparazioni Digitali S.R.L.S. Unipersonale
M. D.
A: Riparazioni Digitali S.R.L.S. Unipersonale
Spett.le Altroconsumo, Replico alla ricostruzione parziale del professionista, i cui punti vengono categoricamente smentiti dalle chat scritte in mio possesso: - Sulla negazione di responsabilità: Contrariamente a quanto affermato dall'azienda nella sua replica, in data 07/05/2026 l'assistenza scriveva testualmente: "probabilmente lo schermo si appoggia sulla batteria in quel punto e spingendo dall'interno crea questo effetto... semplicemente una questione di assemblaggio su questa batteria". L'azienda ha ammesso fin da subito che il difetto derivava dalla loro modalità di riassemblaggio. Allego inoltre il report diagnostico della batteria che attesta condizioni eccellenti (92% di salute e soli 121 cicli), smentendo l'ipotesi di un rigonfiamento preesistente. Un display riparato a regola d'arte dietro corrispettivo di oltre 300 euro non deve presentare alterazioni indotte da pressione. - Sulle frasi estrapolate dal contesto e il grave ritardo: Il dispositivo è stato rispedito al loro laboratorio in data 11/05/2026. Da quel momento, l'azienda è sparita in un totale silenzio stampa per oltre tre settimane, ignorando i solleciti. Solo in data 03/06/2026 l'assistenza ha inviato un video. La mia affermazione "la macchia è veramente impercettibile" era riferita unicamente a quel filmato a bassa risoluzione. Avendo ricevuto fisicamente il tablet solo oggi, 08/06/2026, ho potuto constatare dal vivo che l'alterazione da pressione interna è evidente, persistente e invalidante nell'uso quotidiano. - Sulla promessa del vetro temperato (non mantenuta): Nella stessa chat del 03/06/2026, a fronte della mia richiesta di pagare un vetro temperato protettivo, l'assistenza rispondeva: "il vetro lo stiamo applicando ma non verrà richiesto il pagamento relativo è già previsto così dai colleghi". Questo passaggio dimostra che l'azienda ha promesso l'applicazione gratuita di un vetro protettivo al solo scopo di tranquillizzarmi e farmi accettare la spedizione. Il dispositivo mi è stato riconsegnato oggi privo del suddetto vetro temperato. - Sul legittimo rifiuto del terzo invio: Il Codice del Consumo stabilisce che i rimedi in garanzia devono essere effettuati "senza notevoli inconvenienti per il consumatore". Trattenere il tablet per quasi un mese in garanzia per riconsegnarlo nelle medesime condizioni difettose configura un grave disservizio. Rifiutare un terzo invio a scatola chiusa – dopo che il professionista ha definito l'ispezione "un'operazione delicata su un iPad già richiuso e incollato", scaricando di fatto il rischio di ulteriori danni sul cliente – è una legittima tutela della mia proprietà. Ribadisco fermamente la richiesta di un rimborso parziale forfettario di € 150,00 a titolo di indennizzo per il danno e il disservizio subiti.
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A: M. D.
Spett.le Altroconsumo, Gentile Cliente, riscontriamo la replica relativa alla pratica n. 15135595. Precisiamo che non condividiamo la ricostruzione secondo cui vi sarebbe stata una nostra ammissione di responsabilità. La frase richiamata dal cliente, contenente espressioni quali “probabilmente” e riferimenti a una possibile pressione interna, rappresentava una valutazione tecnica preliminare formulata durante la gestione della segnalazione, non una perizia definitiva né un riconoscimento di danno causato dal nostro laboratorio. Proprio perché la segnalazione richiedeva una valutazione tecnica diretta, il dispositivo è già stato preso in carico una seconda volta ed è stato verificato. A seguito di tale verifica, la resa del display è stata documentata e condivisa con il cliente. Ribadiamo inoltre che, nella conversazione del 03/06/2026, il cliente stesso ha scritto: “A guardarlo adesso la macchia è veramente impercettibile” e successivamente “allora apposto così”. Tali dichiarazioni sono rilevanti perché confermano che, in quella fase, la segnalazione era stata ridimensionata dallo stesso cliente e la riconsegna era stata accettata. Per quanto riguarda il vetro temperato, precisiamo che non risultava incluso nell’ordine acquistato né fatturato. Era stata valutata la possibilità di applicarlo come cortesia commerciale gratuita, ma tale aspetto non incide sulla prestazione principale acquistata, né può essere equiparato a un danno tecnico sul dispositivo. In merito al successivo rifiuto del nuovo rientro, ribadiamo che la nostra disponibilità era finalizzata proprio a tentare una definizione tecnica conclusiva della segnalazione. Era stata offerta la possibilità di un ulteriore controllo del dispositivo e, ove tecnicamente necessario, anche di una verifica interna. Tale disponibilità non può essere interpretata come ammissione di responsabilità, ma come ulteriore tentativo di gestione tecnica della pratica. Il cliente ha invece rifiutato di rendere disponibile il dispositivo, impedendoci quindi di effettuare ulteriori verifiche interne o eventuali tentativi tecnici di gestione della segnalazione. In via esclusivamente bonaria e commerciale, senza riconoscimento di responsabilità, avevamo formulato una proposta di €60,00, tenendo conto del precedente rientro, della verifica tecnica effettuata, della gestione interna e delle spedizioni sostenute a nostro carico. Tale proposta è stata rifiutata. Alla luce di quanto sopra, non possiamo accogliere la richiesta di rimborso forfettario pari a €150,00, somma mai concordata né accettata da parte nostra. Resta ferma la nostra disponibilità a fornire, nelle sedi opportune, la documentazione relativa alla pratica, incluse le comunicazioni intercorse, i materiali video e le verifiche effettuate. Cordiali saluti RiparaOra.it Riparazioni Digitali S.R.L.S. Unipersonale
M. D.
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Spett.le Altroconsumo, Prendo atto della seconda replica del professionista, che si commenta da sola e che non fa altro che confermare il reiterato rifiuto di tutelare il consumatore a fronte di un danno evidente. Desidero fissare gli ultimi punti oggettivi a beneficio della piattaforma: 1. Sulla "valutazione preliminare": Definire un'ammissione scritta dell'assistenza clienti ("questione di assemblaggio su questa batteria") come una semplice "valutazione preliminare non definitiva" è un mero espediente retorico. Resta il fatto che il vizio è comparso solo ed esclusivamente dopo il loro intervento e che un display pagato oltre 300 euro deve essere esente da macchie e punti di pressione interni, a prescindere che il laboratorio li definisca "lievi". Come già dimostrato dal report diagnostico della batteria che ho provveduto ad allegare nel mio precedente intervento, la componente è in condizioni eccellenti (92% di salute e soli 121 cicli), smentendo categoricamente l'ipotesi aziendale di un rigonfiamento preesistente. L'alterazione visiva deriva quindi unicamente dalla modalità di riassemblaggio del display. 2. Sulle frasi estrapolate dal contesto e il grave ritardo: L'azienda insiste nel citare le mie frasi del 03/06/2026 estrapolandole dalla realtà. Il dispositivo è stato rispedito al loro laboratorio in data 11/05/2026 e l'azienda è sparita in un totale silenzio stampa per oltre tre settimane. Ho scritto che la macchia appariva impercettibile esclusivamente dal video compresso inviatomi dopo continui solleciti, e ho accettato la spedizione solo perché mi era stato esplicitamente assicurato che il problema fosse rientrato e che stavano procedendo con le ultime finiture. 3. Sulla questione del vetro temperato: Preciso che non ho mai chiesto un omaggio né mi sono rifiutato di pagare. In data 08/05/2026 ho esplicitamente chiesto di poter aggiungere a pagamento il servizio di installazione del vetro, domandando il link per il saldo. È stata l'azienda, in data 03/06/2026, a scrivermi testualmente: "il vetro lo stiamo applicando ma non verrà richiesto il pagamento relativo è già previsto così dai colleghi". Questa promessa, poi non mantenuta (il tablet è arrivato oggi privo di vetro), è stata usata come esca commerciale per rassicurarmi e liquidare la chat. 4. Sull'impossibilità di un terzo rinvio: Due mesi complessivi di gestione e un secondo invio in garanzia completamente fallito costituiscono un palese "notevole inconveniente per il consumatore" ai sensi dell'art. 135-ter del Codice del Consumo. Non sono tenuto a privarmi del mio dispositivo per una terza volta, rischiando ulteriori danni dovuti a una "delicata operazione di scollaggio", a fronte di un laboratorio che ha già ampiamente dimostrato di non saper o voler risolvere il problema, dandomi pieno diritto a richiedere una riduzione proporzionale del prezzo. L'azienda dichiara di non voler accogliere la richiesta di risarcimento parziale di € 150,00 e di preferire il confronto nelle "sedi opportune". Sarà mia cura trasferire tutta la documentazione scritta e i report hardware qui presentati all'AGCM (Antitrust), presso cui la segnalazione formale è già stata depositata. Aggiungo infine che, in data domattina, sarà mia cura richiedere la consulenza e l'intervento del servizio legale di Altroconsumo per gestire le tutele del caso.
Riparazioni Digitali S.R.L.S. Unipersonale
A: M. D.
Spett.le Altroconsumo, Gentile Cliente, prendiamo atto dell’ulteriore replica. Alleghiamo la documentazione fotografica relativa alla segnalazione, così che possa essere valutata concretamente l’effettiva entità dell’alterazione lamentata dalle immagini che il cliente stesso ci ha inviato. Resta ferma la nostra posizione già espressa. Cordiali saluti RiparaOra.it
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