In data 2 agosto 2026 ho effettuato una prenotazione alberghiera sul portale lastminute.com al prezzo di 1.662,65 €. Entro le 24 ore previste dalle condizioni contrattuali, ho riscontrato sul sito ufficiale della struttura che la medesima camera (Tripla Superior), per le stesse date e con le stesse condizioni di pagamento, era venduta a 1.019,62 €, evidenziando un ricarico a mio danno del 63,06%.
Ho tempestivamente inviato richiesta di applicazione della "Garanzia del Miglior Prezzo" tramite i canali di assistenza ordinaria e, successivamente, ho formalizzato la richiesta tramite due notifiche PEC inviate all'indirizzo viaggiare@pec.it in data 02/08/2026 e 09/08/2026.
Alla pratica è stata allegata documentazione incontestabile: gli screenshot in formato JPG del sito dell'hotel con i dettagli della tariffa e l'orario di rilevazione, uniti alla conferma scritta del Booking Office dell'hotel stesso, la quale attesta che la struttura non possiede altre tipologie di camere triple superior generiche oltre alla versione "Garden View" da me utilizzata per il price match.
A oggi, nonostante il termine perentorio di 7 giorni concesso nella diffida sia scaduto, ho ricevuto soltanto una risposta generica e automatica dall'assistenza ordinaria. Intimo lastminute.com a dare seguito immediato ai propri impegni contrattuali disponendo il rimborso della differenza netta pari a 643,03 € sul mio metodo di pagamento originale.