Buongiorno,
in data 21/06 abbiamo effettuato un acquisto online su negozio sito in Giappone-Asakusa.
Il plico è stato tempestivamente inviato ed è giunto alla dogana italiana il 26/06. Il trasporto è stato affidato al servizio postale e, conseguentemente, esso è stato preso in carico da SDA.
A comprova della serietà del servizio nipponico, al perfezionamento dell'acquisto ci è stato dato il link del tracciamento della consegna tramite il servizio postale giapponese e in tempo reale abbiamo avuto la possibilità di tracciare il pacco, dalla consegna all'ufficio postale di Asakusa sino all'arrivo in Italia.
Subentrato, quindi, il gestore italiano, non abbiamo più ricevuto nessuna informazione, fra cui l'avviso concernente il pagamento dei diritti doganali che avremmo dovuto corrispondere al corriere.
A nostro parere, trattasi di un avviso importantissimo da ricevere, per poter ricevere correttamente il corriere e procedere con il pagamento.
Poste Italiane si avvale di SDA. E' stato fatto un primo tentativo di consegna il 29/06 ma purtroppo non eravamo in casa (abbiamo mancato il corriere per un'ora) anche se avevamo predisposto il tutto per la consegna anche in nostra assenza: dovendo tuttavia pagare i diritti doganali brevi manu, il corriere non ha potuto far altro che lasciare un avviso di mancata consegna.
Da questo punto in poi non siamo più riusciti ad avere nè assistenza da parte di Poste, nè un aiuto per poter concretamente ricevere il plico. Il giorno stesso abbiamo infatti chiamato Poste per poter riprogrammare la consegna ed indicare un altro indirizzo dove sicuramente ci sarebbe stato qualcuno presente. Sembrava che la procedura fosse andata a buon fine, in quanto dal (seppur sintetico) tracking online di Poste appariva il secondo indirizzo che avevamo indicato. Nonostante questo, non abbiamo mai ricevuto alcun pacco, mentre sul sito e al call center comparivano dei tentativi di consegna non andati a buon fine, evidentemente fasulli, in quanto eravamo a casa e non è stato lasciato alcun avviso di mancato recapito. Sintetizziamo che abbiamo chiamato tutti i giorni il call center, senza ottenere un concreto aiuto, e abbiamo aperto un reclamo. In data 10/07 riceviamo una mail da Poste a chiusura del ticket avvisando che la spedizione sarebbe ritornata al mittente (in Giappone). Abbiamo quindi trasmesso il giorno stesso un altro reclamo per lamentare il disagio arrecato e chiedendo un risarcimento di importo corrispondente alla spesa sostenuta (€ 51,90). Siamo stati contattati telefonicamente da Poste italiane il 17/07, quando ci è stato riferito che essendo ancora da effettuare le operazioni doganali di restituzione al mittente, era ancora possibile riprogrammare la consegna. Nella stessa occasione, confermano il nuovo indirizzo che avevamo già comunicato e che compariva sul sito, ma che la lettera di vettura di SDA riportava ancora quello vecchio (in sostanza, nessuna modifica è mai stata fatta o recepita o correttamente lavorata!). Veniamo quindi informati che il pacco sarebbe stato consegnato nelle giornate di lunedì 20 o martedì 21/07. Il 24/07 non avendo ricevuto nulla, abbiamo quindi cercato di contattare Poste: al call center ci hanno dirottato all'ufficio doganale, dove ci hanno solo confermato che il reclamo era in lavorazione e che potevano solo fare un sollecito, senza però dire dove fosse il plico. Abbiamo provato a contattare SDA alla sede di Verona, ma una addetta scortesemente ci ha semplicemente confermato che poichè non lo avevamo ritirato, il pacco era stato inviato presso la sede di Lonate Pozzolo, per la restituzione al mittente. Dal tracking risulta che è fermo lì dal 14/07: dal Giappone all'Italia ci ha messo 4 giorni, sabato e domenica compresi!
Peccato che la sede di SDA di Lonate Pozzolo sia raggiungibile solo da linea fissa o tramite numero a pagamento: non vi è altra forma di assistenza.
Nel frattempo abbiamo inviato un sollecito a Poste italiane per sapere se il pacco esiste ancora, ovvero non sia smarrito o distrutto o finito in quei cestoni delle mancate consegne che poi vengono rivenduti al pubblico con quelle forme di acquisto "al buio" e pagamento a forfait (a peso o a volume).
Tutto quanto premesso:
1) come dimostrano i numerosi contatti al call center di Poste Italiane, attestiamo di aver provato in tutti i modi a concordare la consegna del pacco, indicando un indirizzo diverso ma anche chiedendo di poterlo ricevere presso l'ufficio postale del mio paese (opzione che mi è stata negata) ovvero di andarlo a ritirare personalmente presso la sede del corriere di Verona - Via Alpo 54, a mie spese (anche se non era giusto poiché ho pagato in anticipo gli oneri del corriere);
2) non è conforme a correttezza e buona fede il richiedere a due famiglie di restare a disposizione di un corriere senza il minimo avviso di se e quando il pacco sarebbe stato consegnato: dal 30/06 al 10/07 abbiamo organizzato le nostre uscite quasi in funzione della consegna (che poi non è avvenuta); la stessa cosa dal 20/07 al 24/07;
3) lamentiamo:
- imprudenza, imperizia e negligenza da parte del corriere per mancata custodia del plico. La mancata consegna non dipende certo da noi destinatari, perché abbiamo tentato veramente di tutto affinché andasse a buon fine;
- false attestazioni di tentativi di recapito;
- falsa attestazione di restituzione al mittente, poiché il plico è ancora in Italia dopo 14 giorni e nessuno ha saputo dirci che fine abbia concretamente fatto (esiste solo virtualmente);
- mancata assistenza da parte di Poste Italiane e inadempimento contrattuale per il servizio postale.
Nell'auspicare il buon esito della pratica, si chiede la consegna del pacco o il risarcimento pari al contro valore della spesa sostenuta, pari ad € 51,90, come già richiesto nel reclamo a Poste Italiane e da screenshot dell'acquisto effettuato che si allega.
Distinti saluti.