Buongiorno, in qualità di dipendente di uno studio professionale e iscritta a Cadiprof, desidero segnalare una condotta che ritengo profondamente scorretta e lesiva del diritto alla tutela della salute garantito dal CCNL di categoria.
Ho richiesto il rimborso di fatture per prestazioni psicologiche (Pacchetto Famiglia), il cui importo totale è ampiamente inferiore al massimale annuo di € 350,00 stabilito dal fondo. Avendo inviato una prima fattura, il sistema ha correttamente liquidato la quota parziale. Successivamente, ho provato a inviare una seconda fattura per coprire la restante parte del massimale a cui avrei pienamente diritto.
La seconda pratica è stata respinta. A seguito di mio formale reclamo, la Responsabile dell'Area Prestazioni di Cadiprof ha confermato il diniego, trincerandosi dietro a un cavillo del regolamento interno e del software di gestione del sito: secondo il Fondo, è ammesso un "unico invio annuo" e il sistema informatico blocca qualsiasi invio successivo o integrazione, indipendentemente dall'importo rimasto.
Trovo inaccettabile che un Fondo Sanitario, che vive dei contributi dei lavoratori, utilizzi barriere informatiche e "pop-up" di avviso sul sito come scusa per trattenere somme spettanti di diritto agli iscritti e negare rimborsi per spese mediche reali e certificate. I regolamenti dovrebbero snellire la burocrazia, non essere strutturati per penalizzare gli utenti di fronte a una semplice frammentazione dei documenti.
Chiedo che Cadiprof proceda al riesame manuale della pratica e alla liquidazione della quota residua a me spettante.
Grazie.
Cordiali saluti.
Irene Testolina