Con la presente contesto formalmente la gestione della mia pratica relativa all’ordine n. PO-098-03380615862393368, del valore di €165,85, che risulta asseritamente consegnato in data 18 giugno 2025, ma che non è mai pervenuto nella mia disponibilità.
Ai sensi dell’art. 61 del D.Lgs. 206/2005 (Codice del Consumo), il professionista è tenuto a consegnare i beni al consumatore. Inoltre, ai sensi dell’art. 63 del Codice del Consumo, il rischio della perdita o del danneggiamento dei beni si trasferisce al consumatore soltanto nel momento in cui quest’ultimo, o un terzo da lui designato, acquisisce il possesso materiale dei beni.
Nel caso di specie, tale circostanza non si è mai verificata.
Ho tempestivamente contestato la presunta consegna e ho trasmesso tutta la documentazione richiesta, tra cui:
* documento di identità;
* campione della mia firma;
* prova della mia presenza in Spagna il giorno della presunta consegna (biglietto aereo e ulteriori riscontri documentali);
* contestazione della firma apposta sulla prova di consegna, che non appartiene alla sottoscritta.
Nonostante ciò, Temu ha reiteratamente inviato risposte standardizzate, prive di qualsiasi valutazione concreta delle prove prodotte, limitandosi a richiedere documentazione (quali registrazioni video o dichiarazioni del corriere) che il consumatore non ha alcun potere giuridico né materiale di acquisire.
Tale comportamento appare contrario ai principi di correttezza e buona fede nell’esecuzione del contratto, sanciti dagli artt. 1175 e 1375 del Codice Civile, oltre a risultare incompatibile con gli obblighi di diligenza professionale imposti dagli artt. 20 e 22 del Codice del Consumo, che vietano pratiche commerciali contrarie alla diligenza professionale e omissioni idonee a pregiudicare i diritti del consumatore.
Ad oggi non mi è stata fornita alcuna risposta motivata in ordine ai seguenti elementi decisivi:
* la firma presente sulla prova di consegna non è la mia;
* il giorno della presunta consegna mi trovavo all’estero, circostanza documentalmente dimostrata;
* nessun elemento prova che io abbia mai acquisito il possesso materiale del bene.
Pertanto, ai sensi dell’art. 63 del Codice del Consumo, il rischio della consegna non può ritenersi trasferito alla sottoscritta e permane in capo al venditore.
Con la presente
DIFFIDO
Temu a procedere entro e non oltre 10 giorni dal ricevimento del presente reclamo al rimborso integrale dell’importo di €165,85, ovvero a fornire una risposta motivata che confuti puntualmente la documentazione prodotta.
In difetto, mi riservo di adire ogni competente sede per la tutela dei miei diritti, ivi compresa la segnalazione alle Autorità competenti, l’attivazione delle procedure di risoluzione delle controversie previste dalla normativa europea e nazionale e ogni ulteriore azione consentita dall’ordinamento, con aggravio di spese a Vostro carico.
Si allegano:
* documento di identità;
* prova di consegna contestata;
* campione della firma;
* biglietto aereo;
* documentazione attestante la presenza all’estero;
* corrispondenza intercorsa con il servizio clienti