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Reclamo formale per inadempimento contrattuale, variazione unilaterale del prezzo e mancata restituz

In lavorazione Pubblico

Legatoria San Francesco

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Tipologia di problema:

Problemi nell'esecuzione del lavoro

Reclamo

L. N.

A: Legatoria San Francesco

24/08/2026

Spett.le Legatoria San Francesco, In data 12 luglio 2026 è stato stipulato verbalmente un contratto d'opera per la riparazione di una scatola in pelle rossa (anni '70 a marchio Cartier), nello specifico per la sistemazione della cerniera e della chiusura a libro. Il prezzo complessivo concordato ed espressamente accettato tra le parti è stato fissato in € 35,00, di cui € 30,00 per la manodopera ed € 5,00 per la spedizione a domicilio. Nelle settimane successive, a fronte di ripetuti solleciti da parte del committente per conoscere lo stato di avanzamento dei lavori, la legatoria ha continuato a posticipare i tempi di consegna senza mai comunicare la necessità di interventi supplementari né richiedere l'approvazione preventiva per un eventuale aumento dei costi. In data 19 agosto 2026, a lavorazione ormai ultimata, la legatoria ha trasmesso le fotografie del manufatto richiedendo unilateralmente il pagamento di € 60,00 (pari quasi al raddoppio del costo pattuito), adducendo a posteriori una presunta impossibilità di quantificare preventivamente la complessità tecnica dell'intervento. Nonostante sia stata confermata la piena disponibilità da parte del committente a saldare la cifra originariamente concordata (€ 35,00), la controparte ha opposto un netto rifiuto alla spedizione pattuita, pretendendo il ritiro a mano in loco o l'accettazione della maggiorazione indebita, trattenendo di fatto il bene. Anche a fronte di un tentativo bonario di conciliazione a € 40,00 proposto per mero spirito collaborativo, la legatoria ha risposto con toni irridenti, ribadendo l'obbligo di ritiro a mano per "risparmiare". Con la presente si contestano formalmente le seguenti violazioni: - Artt. 1372 e 2222 c.c. (Efficacia del contratto e contratto d'opera): Il preventivo accettato costituisce un vincolo contrattuale a tutti gli effetti. Nessun prestatore d'opera può modificare unilateralmente il corrispettivo economico a lavoro concluso; - Artt. 2225, 1175 e 1375 c.c. (Correttezza e buona fede nell'esecuzione): L'artigiano aveva il preciso dovere di informare tempestivamente il committente in corso d'opera dell'eventuale necessità di lavorazioni extra, subordinando la prosecuzione all'autorizzazione del nuovo importo; - D.Lgs. 206/2005 (Codice del Consumo): L'omissione di informazioni essenziali e la successiva imposizione di un prezzo raddoppiato configurano una pratica commerciale scorretta e ingannevole; - Art. 646 c.p. (Illegittimo trattenimento del bene): La mancata restituzione del manufatto a fronte della formale disponibilità all'adempimento della cifra pattuita (€ 35,00) è priva di presupposti giuridici e configura un trattenimento indebito. Si richiede pertanto di: - Rispettare le condizioni economiche originariamente pattuite, accettando il saldo complessivo di € 35,00; - Fornire tempestivamente le coordinate bancarie per il pagamento e provvedere alla spedizione tracciata del bene al domicilio indicato dal committente; - Desistere da qualunque pretesa economica non concordata preventivamente. In mancanza di un riscontro positivo entro e non oltre 7 giorni dal ricevimento della presente, si procederà senza ulteriore indugio per le vie legali competenti

Messaggi (2)

Legatoria San Francesco

A: L. N.

24/08/2026

Buongiorno, rispondo in merito al reclamo ricevuto per fare chiarezza sulla situazione. Il preventivo comunicato inizialmente a voce era da considerarsi puramente indicativo, in quanto, per poter valutare correttamente il costo di un riparo, è necessario prima aprire la scatola e verificare l'entità e la natura del danno. In un primo momento, alla presenza del cliente, ci siamo rifiutati di accettare il lavoro, proprio perché non era possibile stabilire con certezza la difficoltà e il tempo necessari per effettuare il riparo. Tuttavia, vista l'insistenza del cliente, che ci ha chiesto più volte di intervenire in quanto particolarmente affezionato alla scatola, abbiamo deciso di accettare il lavoro venendo incontro alla sua richiesta. Il riparo è stato quindi eseguito. Solo una volta terminato il lavoro è stato possibile quantificare con precisione il tempo e, di conseguenza, il costo dell'intervento. La differenza rispetto alla cifra indicativa inizialmente comunicata è di 10,00 euro: il costo effettivo della riparazione è infatti di 45,00 euro anziché 35,00 euro. A questo si aggiunge il costo della spedizione, che il cliente riteneva fosse di 5,00 euro, mentre il costo effettivo della spedizione è di 15,00 euro. Ci siamo comunque premurati di informare tempestivamente il cliente del costo complessivo, ma, nonostante ciò, il cliente continua a non accettare la cifra di 45,00 euro e pretende di pagare quanto inizialmente indicato. A questo punto ci chiediamo se, dopo aver effettuato il lavoro richiesto, dovremmo sostenere a nostre spese la differenza. Riteniamo che debba essere considerato anche il tempo e il lavoro impiegato per eseguire la riparazione, oltre alle risorse necessarie per gestire la pratica e il relativo reclamo. Per quanto ci riguarda, il costo della riparazione rimane pertanto di 45,00 euro. Se il cliente desidera ritirare la scatola, potrà venire a prenderla direttamente presso la nostra sede. In alternativa, possiamo provvedere alla spedizione, il cui costo sarà a suo carico. Restiamo a disposizione per eventuali chiarimenti. Cordiali saluti Il 24/08/2026 16:00 CEST reclami@altroconsumo.it ha scritto:

L. N.

A: Legatoria San Francesco

24/08/2026

Il preventivo originariamente comunicato in presenza non era stato qualificato come "puramente indicativo", bensì quale corrispettivo definitivo per l'intervento richiesto. Anche a voler concedere l'astratta natura dello stesso, permane l'evidente condotta contraria ai principi di correttezza e buona fede: qualora l'apertura del manufatto avesse evidenziato complessità impreviste, andava avvisato tempestivamente il committente dell'aumento del costo prima di procedere con la lavorazione. Inoltre, il costo di spedizione pattuito verbalmente era stato stimato tra i 5,00 e un massimo di 10,00 euro. La pretesa attuale di 15,00 euro risulta oggettivamente sproporzionata e fuori mercato: per un manufatto di dimensioni estremamente contenute (16 x 11 x 4 cm), inseribile in una comune busta imbottita, la tariffa standard di Poste Italiane con tracciamento ammonta a 5,65 euro. Ciò premesso, preso atto della scomposizione economica ora finalmente formalizzata (pari a € 45,00 per la lavorazione al netto della spedizione), pur ribadendo la censurabilità della condotta, si accetta di definire bonariamente la vicenda corrispondendo l'importo di € 45,00 a saldo della sola riparazione con ritiro in loco presso la sede della legatoria


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