Gentile Sig.ra Ciraudo,
la ringrazio per il riscontro. Vorrei tuttavia precisare un aspetto che ritengo fondamentale e che, a mio avviso, non viene affrontato nella risposta fornita da ParkinGO.
Non contesto che possano esistere tariffe differenti in funzione della tipologia e delle dimensioni del veicolo. Contesto invece il modo in cui tale informazione viene resa al consumatore durante la procedura di prenotazione e, soprattutto, il fatto che il sistema consenta di concludere una prenotazione a €176 senza rendere concretamente evidente che, per il veicolo inserito, il prezzo effettivo sarebbe stato di €276.
Ho effettuato la prenotazione inserendo marca, modello e targa del veicolo. Il sistema disponeva quindi dei dati necessari per identificare il mezzo che avrei portato presso la struttura.
Nonostante ciò, la procedura mi ha assegnato automaticamente la categoria “auto”, fatta pagare €176 e concludere la prenotazione senza alcun alert, avviso o messaggio evidente che mi informasse che il veicolo da me indicato non rientrava nella categoria selezionata o che sarebbe stato richiesto un ulteriore pagamento di €100 al momento dell’arrivo.
Vi è inoltre un elemento che mi sembra meritevole di chiarimento: nella risposta inviata da ParkinGO si parla di una tariffa differente per i veicoli di lunghezza superiore a 7 metri. Chiedo quindi che venga chiarito quale fosse esattamente il limite applicabile alla mia prenotazione, quale fosse la lunghezza considerata per il mio specifico modello e quale tariffa sarebbe dovuta risultare prima del pagamento, considerate le tariffe, l’anticipo con cui è stata fatta e la scontistica che mi era stata riservata in quanto cliente abbonato Parco Natura Viva.
A mio avviso, non è sufficiente definire quanto accaduto come un semplice “errore di selezione” imputabile al cliente.
Se il sistema chiede al consumatore marca e modello del veicolo e, sulla base di tali dati, gli permette comunque di completare una prenotazione nella categoria “auto” al prezzo di €176, senza segnalargli in modo chiaro e preventivo che quella scelta avrebbe comportato un ulteriore esborso di €100, il consumatore viene ragionevolmente portato a ritenere che il prezzo visualizzato e pagato sia il prezzo applicabile alla propria prenotazione.
È proprio questo l’aspetto che considero particolarmente problematico: il costo aggiuntivo viene scoperto soltanto quando il consumatore si presenta fisicamente presso la struttura, quando ormai ha sostenuto il viaggio e, soprattutto, non ha più la possibilità di scegliere consapevolmente un’altra struttura allo stesso prezzo preventivato online.
Ritengo quindi che una simile modalità di prenotazione possa risultare fuorviante e potenzialmente idonea a indurre il consumatore in errore sul prezzo effettivamente applicabile, indipendentemente dal fatto che ParkinGO applichi una tariffa differenziata per determinate categorie di veicoli.
Nel mio caso, se prima del pagamento fosse stato chiaramente indicato che il costo complessivo sarebbe stato di €276, non avrei effettuato quella prenotazione e avrei scelto un’altra struttura.
Non ritengo corretto che un consumatore che abbia fornito marca, modello e targa del proprio veicolo, abbia seguito la procedura proposta dal sito e abbia pagato il prezzo visualizzato possa vedersi contestare soltanto all’arrivo un’ulteriore somma di €100, senza che tale costo fosse stato reso chiaramente conoscibile prima della conclusione della prenotazione.
Ribadisco pertanto la mia richiesta di restituzione dei €100 richiesti al momento dell’arrivo.
Ringraziandovi per l’ulteriore valutazione, resto in attesa di un vostro riscontro.
Cordiali saluti