Buongiorno,
desidero segnalare la mia esperienza negativa con Arquati S.r.l. in relazione al contratto AGE000350_260217243, sottoscritto in data 17/02/2026 per la fornitura e posa di una pergola personalizzata su misura.
Ho scelto Arquati confidando nella notorietà del marchio e nella serietà dell’azienda, pur avendo valutato anche soluzioni alternative. L’acquisto era legato a un’esigenza concreta: avere una copertura funzionante durante la stagione estiva, a protezione dell’area esterna e della porta d’ingresso dell’abitazione.
Nel corso della pratica ho provveduto al pagamento degli importi richiesti. La gestione amministrativa è stata però tutt’altro che lineare: ho ricevuto richieste di saldo non corrette, successivamente rettificate solo dopo mie verifiche e contestazioni. Anche dopo l’invio delle contabili sono arrivati ulteriori solleciti di pagamento, creando confusione e perdita di tempo.
Sul piano dell’installazione, la situazione è stata ancora più problematica. La posa era stata inizialmente fissata per il 30/07/2026, poi spostata al 31/07/2026 e infine annullata da Arquati a ridosso della data prevista, per un problema interno alla squadra incaricata. Successivamente mi è stata proposta una nuova data: 20/08/2026.
Ho contestato formalmente tale tempistica, perché ormai tardiva rispetto all’interesse concreto che aveva determinato l’acquisto. La vecchia tettoia era stata rimossa già nel mese di aprile, in funzione dell’intervento, e costituiva l’unico riparo dell’area interessata. Di conseguenza, durante i mesi di giugno, luglio e agosto siamo rimasti senza protezione proprio nel periodo in cui la copertura era più necessaria.
Il disagio non riguarda solo il mancato utilizzo della zona ombreggiata. L’area scoperta comprende anche la porta d’ingresso dell’appartamento in cui vivo con mia madre di 87 anni. L’assenza della copertura ha comportato una maggiore esposizione al sole e al calore, con conseguenti ripercussioni anche sulla temperatura interna dell’abitazione.
Alle mie comunicazioni formali inviate tramite PEC non è stato dato un riscontro diretto e puntuale. Ho ricevuto invece una comunicazione ordinaria nella quale Arquati sostiene che, non avendo ricevuto una mia conferma senza riserve per la data del 20/08/2026, la posa verrà riprogrammata tra settembre e ottobre.
Contesto questa ricostruzione. Non ho mai rifiutato immotivatamente la posa: ho contestato la tardività dell’intervento e ho chiesto una soluzione scritta della controversia. Ritengo inaccettabile che il mancato assenso senza riserve a una data già tardiva venga ora utilizzato per giustificare un ulteriore slittamento a settembre o ottobre.
A mio avviso, un rinvio a settembre/ottobre comprometterebbe definitivamente l’utilità stagionale della pergola, acquistata proprio per proteggere e rendere fruibile l’area durante il periodo estivo.
Chiedo pertanto la risoluzione del contratto con restituzione delle somme versate.
In subordine, qualora Arquati intendesse comunque procedere con l’installazione tardiva, chiedo che venga previamente concordata per iscritto una soluzione equa, comprensiva di un adeguato ristoro economico per il ritardo, la perdita dell’utilità stagionale della prestazione, la rimozione anticipata della precedente tettoia e i disagi abitativi conseguenti.
Resto in attesa di un riscontro scritto e di un intervento che consenta di definire la pratica in modo corretto.
C.P.