Nuove tariffe sanitarie: quanto cambiano i ticket per visite ed esami
Nuove tariffe in vista per visite ed esami col Ssn: quanto aumenterà il ticket? Il confronto con gli importi attuali mostra un impatto limitato: la revisione riguarda solo una parte del tariffario e per la maggior parte delle prestazioni non cambia nulla. Per molte visite ed esami comuni, quando il ticket aumenta, si parla di circa un euro.
In questo articolo
- Perché cambiano di nuovo le tariffe di visite ed esami
- Quanto aumentano i ticket per visite ed esami
- Prime visite specialistiche: almeno un euro in più di ticket
- Visita di controllo: nessun aumento
- Ticket per gli esami strumentali: cambia poco
- Ticket esami del sangue: un solo aumento rilevante
- Ticket massimo, nessun cambiamento
Per capire dove le nuove tariffe possono incidere davvero su quanto si paga allo sportello, abbiamo confrontato le tariffe attuali con quelle previste dal nuovo tariffario, concentrandoci sulle prestazioni con un valore che non supera il tetto massimo del ticket applicato nella maggior parte delle Regioni. Il quadro che emerge è nel complesso rassicurante: nella grande maggioranza dei casi analizzati non cambia nulla e, quando ci sono aumenti, sono spesso contenuti. Alcune eccezioni riguardano le prime visite specialistiche e altri esami. Vediamo perché cambiano le tariffe e quale impatto questi cambiamenti avranno sui ticket. Torna all'inizio
Perché cambiano di nuovo le tariffe di visite ed esami
Per capire perché le tariffe stanno per cambiare di nuovo bisogna fare un passo indietro. Fino alla fine del 2024, per molte visite ed esami del Servizio sanitario nazionale ogni Regione applicava importi propri, con differenze anche consistenti da una parte all’altra d’Italia. Il Ministero della Salute ha quindi introdotto per decreto un nuovo tariffario unico nazionale, con l’obiettivo di mettere ordine e aggiornare cifre che in molti casi erano ferme da anni.
Il nuovo sistema è entrato in vigore alla fine del 2024, ma le proteste sono partite quasi subito. Laboratori e poliambulatori privati accreditati sostenevano che per diverse prestazioni gli importi dei rimborsi erano troppo bassi e non bastassero a coprire i costi. Alcune strutture si sono quindi rivolte al TAR del Lazio, che nel settembre 2025 ha annullato il decreto ministeriale, pur lasciando temporaneamente in vigore le tariffe.
Perché il TAR ha bocciato il tariffario
Il TAR del Lazio non ha bocciato l’idea di un tariffario nazionale e neppure il metodo scelto dal Ministero per calcolare gli importi. Ha però ritenuto troppo debole il lavoro svolto per arrivare a quelle cifre: i dati erano in parte vecchi, provenivano da un campione d’analisi di poche strutture e non permettevano di dimostrare con sufficiente certezza che le tariffe fossero davvero adeguate ai costi delle prestazioni. Annullare tutto da un giorno all’altro avrebbe creato nuovi problemi a strutture sanitarie, Regioni e cittadini. Il TAR ha quindi dato al Ministero un anno di tempo per rifare i conti, mantenendo nel frattempo in vigore gli importi contestati.
Si arriva così alla revisione del 2026. Il Ministero ha raccolto nuovi dati sui costi e ha rivisto al rialzo le tariffe di circa 450 prestazioni. La maggior parte della spesa aggiuntiva sarà sostenuta dal Servizio sanitario e dalle Regioni, ma una quota ricadrà anche sui cittadini non esenti: secondo le stime ministeriali, nel complesso si pagheranno circa 27 milioni di euro di ticket in più all’anno. Le nuove cifre, che hanno già ottenuto il via libera della Conferenza Stato-Regioni il 23 luglio, potrebbero entrare in vigore già dal prossimo autunno, una volta completato l’iter previsto e pubblicato il decreto in Gazzetta Ufficiale.
Quanto aumentano i ticket per visite ed esami
Gli aumenti delle tariffe di rimborso riconosciute alle strutture non ricadranno tutti sui cittadini. Quando la somma delle prestazioni indicate sulla ricetta supera il ticket massimo, la parte eccedente resta infatti a carico del Servizio sanitario. Nella maggior parte delle Regioni questo limite è pari a 36,15 euro e rappresenta un tetto a quanto un cittadino può essere chiamato a pagare per esami e visite prescritti su di una ricetta. L’effetto degli aumenti delle tariffe è invece più diretto per le visite e gli esami che, da soli o insieme ad altre prestazioni, restano al di sotto di questo limite.
Per capire quanto cambierà davvero la spesa allo sportello, abbiamo analizzato circa mille prestazioni che nel tariffario del 2025 avevano un valore entro o a ridosso del ticket massimo applicato nella maggior parte delle Regioni. Non si tratta quindi dell’intero nomenclatore delle prestazioni, ma del gruppo di prestazioni per cui una modifica della tariffa ha più probabilità di tradursi in un aumento del ticket.
Il risultato è piuttosto rassicurante: oltre otto prestazioni su dieci mantengono la stessa tariffa. Tra quelle che aumentano, la tariffa sale in media di circa 1,50 euro. Questo incremento non coincide sempre con quanto si paga in più allo sportello. L’impatto può essere diverso da caso a caso: è più facile che l’aumento si paghi per intero quando la prestazione viene prescritta da sola, mentre può ridursi o annullarsi se la ricetta ha già raggiunto il ticket massimo. Per molte visite ed esami comuni, allo sportello l’aumento del ticket sarà di circa un euro.
Esami e visite comuni che non aumentano
Tra le prestazioni analizzate, la situazione più frequente è che la tariffa resti invariata. Non aumentano, per esempio, le visite specialistiche di controllo, diverse radiografie ed ecografie comuni e la densitometria ossea. Per i cittadini non esenti, quindi, a parità di prescrizione il ticket resta lo stesso.
| Prestazione | Tariffa 2025 (€) | Tariffa 2026 (€) |
|---|---|---|
| Visita specialistica di controllo | 17,90 | 17,90 |
| Radiografia del torace | 15,45 | 15,45 |
| Radiografia del ginocchio | 21,15 | 21,15 |
| Ecografia addome inferiore* | 37,80 | 37,80 |
| Ecografia ginecologica | 30,95 | 30,95 |
| Ecografia muscolo tendinea o articolare | 28,40 | 28,40 |
| Densitometria ossea lombare o femorale | 31,50 | 31,50 |
*Nella maggior parte delle Regioni, anche se la tariffa è di 37,80 euro, il cittadino non esente paga al massimo 36,15 euro, cioè il ticket massimo per ricetta.
Esami e visite comuni che aumentano
Tra le prestazioni più comuni che aumentano ci sono le prime visite specialistiche: per la maggior parte il ritocco è di un euro. Più consistente l’aumento della visita cardiologica, che comprende anche l’elettrocardiogramma, e quello dell’agoaspirato della mammella. Per elettrocardiogramma e spirometria semplice, invece, la differenza resta inferiore a un euro.
| Prestazione | Tariffa 2025 (€) | Tariffa 2026 (€) | Aumento (€) |
|---|---|---|---|
| Prima visita specialistica* | 25,00 | 26,00 | +1,00 |
| Prima visita cardiologica, elettrocardiogramma incluso** | 33,60 | 38,00 | +4,40 |
| Prima visita oculistica | 25,80 | 26,80 | +1,00 |
| Elettrocardiogramma | 11,60 | 12,05 | +0,45 |
| Spirometria semplice | 24,00 | 24,90 | +0,90 |
| Agoaspirato della mammella** | 31,25 | 36,50 | +5,25 |
* Tutte le prime visite aumentano di almeno un euro. Per molte, tra cui quelle neurologiche, ginecologiche, ortopediche, pneumologiche, endocrinologiche e gastroenterologiche, la tariffa passa da 25 a 26 euro. Altre hanno importi più elevati, come vedremo più avanti.
** Nella maggior parte delle Regioni il ticket non può superare 36,15 euro per ricetta: l’aumento effettivo allo sportello può quindi essere inferiore a quello mostrato in tabella.
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Prime visite specialistiche: almeno un euro in più di ticket
Le prime visite specialistiche aumentano tutte. La tariffa di base passa da 25 a 26 euro, mentre per alcune specialità l’incremento è maggiore. Per il cittadino non esente significa quindi pagare almeno un euro in più allo sportello. L’importo di 26 euro riguarda, tra le altre, le prime visite neurologiche, ginecologiche, ortopediche, pneumologiche, endocrinologiche e gastroenterologiche. Per alcune specialità, come vedremo più avanti, il nuovo ticket sarà più alto.
Non è però il primo aumento a cui assistiamo: già con l’arrivo del tariffario nazionale, alla fine del 2024, in molte Regioni la stessa visita era diventata più cara di tre o quattro euro. Nel giro di meno di due anni, quindi, il ticket per una prima visita è aumentato complessivamente di circa quattro o cinque euro in gran parte d’Italia.
Quanto costavano le prime visite nel 2024?
Prima dell’introduzione del tariffario unico nazionale, ogni Regione stabiliva i propri importi. Nel 2024 una prima visita specialistica costava generalmente tra 20 e 23 euro, anche se non mancavano differenze più ampie. Gli importi più frequenti erano 20,66 euro in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Liguria e Sardegna e 22 euro in Campania, Lazio, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sicilia e Umbria. In Lombardia la tariffa era di 22,50 euro, in Emilia-Romagna di 23 euro.
Con il tariffario nazionale entrato in vigore alla fine del 2024, la tariffa di base è salita a 25 euro in tutta Italia. La revisione del 2026 aggiunge ora un altro euro, portandola a 26 euro. Rispetto al 2024, quindi, in molte Regioni l’aumento complessivo è di circa quattro o cinque euro. Fanno eccezione il Friuli-Venezia Giulia e la Provincia autonoma di Trento, dove nel 2024 le tariffe erano più alte: rispettivamente 29 e 36,15 euro. Per questi cittadini, anche il nuovo importo di 26 euro resta quindi inferiore a quello precedente, salvo eventuali decisioni locali di mantenere tariffe più elevate.
Per alcune visite il ticket aumenta di più
Non tutte le prime visite avranno la tariffa base di 26 euro. Per alcune specialità il tariffario stabilisce importi diversi e, in alcuni casi, aumenti più consistenti. Ecco quali sono:
| Visita specialistica | Tariffa 2025 (€) | Tariffa 2026 (€) | Aumento (€) |
|---|---|---|---|
| Cardiologica, elettrocardiogramma incluso* | 33,60 | 38,00 | +4,40 |
| Dermatologica o allergologica | 25,40 | 26,40 | +1,00 |
| Odontostomatologica | 25,35 | 26,40 | +1,05 |
| Otorinolaringoiatrica | 26,20 | 27,20 | +1,00 |
| Oculistica | 25,80 | 26,80 | +1,00 |
| Audiologica o foniatrica | 22,00 | 26,00 | +4,00 |
* Per la visita cardiologica l’aumento della tariffa è di 4,40 euro, ma nella maggior parte delle Regioni il ticket massimo è di 36,15 euro. Il cittadino non esente pagherà quindi al massimo 2,55 euro in più, passando da 33,60 a 36,15 euro.
Torna all'inizioVisita di controllo: nessun aumento
Per le visite specialistiche di controllo non cambia nulla: la tariffa resta ferma a 17,90 euro. Per il cittadino non esente, quindi, il ticket sarà lo stesso del 2025.Attenzione però al nome, che può trarre in inganno. Nel linguaggio comune si tende a chiamare “di controllo” qualsiasi visita fatta per verificare un disturbo già comparso. Per il Servizio sanitario non funziona così. Si parla ancora di “prima visita” quando lo specialista deve valutare un nuovo problema, un nuovo sintomo o il peggioramento di una condizione già nota. La visita di controllo viene invece dopo una prima visita ed è generalmente prescritta dallo specialista che ha preso in carico il paziente: serve, per esempio, a valutare i risultati degli esami richiesti, verificare se una terapia sta funzionando o seguire nel tempo l’andamento di una malattia.
L’importo di 17,90 euro era stato introdotto con il tariffario nazionale del 2025. Fino al 2024 le tariffe regionali variavano molto, da 12,91 a 25 euro; in molte Regioni erano intorno ai 16 euro. Il passaggio al tariffario unico aveva quindi già comportato un aumento per numerosi cittadini. Con la revisione del 2026, almeno su questo fronte, non ci saranno nuovi rincari. Torna all'inizio
Ticket per gli esami strumentali: cambia poco
Per molti esami strumentali, il cambiamento più importante è già avvenuto nel 2025. Con l’arrivo del tariffario nazionale si è passati dai diversi tariffari regionali a un unico riferimento nazionale e, in diversi casi, gli importi si sono allineati verso il basso. La revisione del 2026 lascia invece ferme molte prestazioni comuni e introduce solo qualche piccolo ritocco.
RX torace: il ticket resta a 15,45 euro
È il caso della radiografia del torace. Nel 2024 costava circa 15,50 euro nella maggior parte delle Regioni, ma poteva arrivare a 25 euro in Veneto e Friuli-Venezia Giulia e a 26 euro in Toscana. Dal 2025 la tariffa nazionale è di 15,45 euro e non cambia nel 2026.
Ecografia dell’addome inferiore: nessun aumento
Resta ferma a 37,80 euro anche l’ecografia dell’addome inferiore. Prima del tariffario nazionale gli importi variavano molto, da 32 fino a 67 euro, anche se 37,80 euro era già la cifra più frequente. Nella maggior parte delle Regioni, comunque, il cittadino paga al massimo 36,15 euro (tetto massimo del ticket).
Ticket elettrocardiogramma: un aumento di circa 50 centesimi
Aumenta invece di poco l’elettrocardiogramma, che passa da 11,60 a 12,05 euro. Nel 2024 la grande maggioranza delle Regioni applicava già un importo molto simile, pari a 11,62 euro: il nuovo ticket resta quindi sostanzialmente in linea con quello pagato prima dell’introduzione del tariffario nazionale.
Torna all'inizioTicket esami del sangue: un solo aumento rilevante
Buone notizie per chi deve fare gli esami del sangue. Nel nuovo tariffario gli importi dei parametri più comuni restano invariati: non aumentano, per esempio, emocromo, glicemia, emoglobina glicata, colesterolo, trigliceridi, creatinina, TSH e VES (come si può vedere in tabella). A cambiare è invece il costo del prelievo di sangue venoso, che passa da 3,80 a 4,30 euro.
Si tratta di un aumento di 50 centesimi, che potrà riflettersi sul ticket da pagare. Quando il medico prescrive gli esami del sangue, infatti, sulla stessa ricetta compaiono spesso più parametri insieme: per esempio emocromo, glicemia, colesterolo e trigliceridi. Il ticket si calcola sommando la tariffa di ciascun esame e quella del prelievo, fino al tetto massimo previsto nella Regione. Questi 50 centesimi incideranno solo se il costo totale della ricetta resterà sotto il tetto massimo; se invece lo raggiungerà comunque, non cambierà quanto si paga.
| Prestazione | Tariffa 2025 (€) | Tariffa 2026 (€) |
|---|---|---|
| Prelievo di sangue venoso | 3,80 | 4,30 |
| Emocromo | 3,15 | 3,15 |
| Glucosio nel sangue (glicemia) | 1,00 | 1,00 |
| Emoglobina glicata | 4,70 | 4,70 |
| Colesterolo totale | 1,20 | 1,20 |
| Colesterolo HDL | 1,80 | 1,80 |
| Trigliceridi | 1,10 | 1,10 |
| Creatinina | 1,10 | 1,10 |
| TSH | 4,75 | 4,75 |
| VES | 1,80 | 1,80 |
Resta invariata anche la tariffa dell’esame completo delle urine, pari a 2,55 euro, spesso prescritto insieme agli esami del sangue. Torna all'inizio
Ticket massimo, nessun cambiamento
Quando un cittadino fa una visita o un esame attraverso il Servizio sanitario nazionale, non paga necessariamente l’intero costo della prestazione. Paga un ticket, cioè contribuisce alla spesa fino a un importo massimo previsto per ogni ricetta. Nella maggior parte delle Regioni questo limite è di 36,15 euro. In pratica, se la somma delle prestazioni indicate sulla ricetta è di 20 euro, il cittadino paga 20 euro. Se invece il valore complessivo arriva, per esempio, a 50 euro, paga al massimo 36,15 euro e la parte restante resta a carico del Servizio sanitario.Le nuove tariffe per visite ed esami non modificano questo tetto. Per questo l’aumento riconosciuto a ospedali e ambulatori non si tradurrà sempre in un aumento dell’importo per il cittadino. Se già con le vecchie tariffe la ricetta raggiungeva il ticket massimo, i nuovi rincari non cambieranno nulla allo sportello. Se invece il totale restava sotto il tetto, il ticket potrà aumentare, nei limiti che abbiamo visto per le singole prestazioni.
Il limite non è però identico in tutta Italia. I 36,15 euro sono l’importo più comune, ma alcune Regioni applicano cifre diverse: per esempio, 38 euro in Toscana, 45 euro in Calabria e 46,15 euro in Sardegna. Nelle altre Regioni il tetto è pari o molto vicino a 36,15 euro. Torna all'inizio
